- Politecnico di Bari, Dipartimento di Ingegneria Civile e Architettura, Faculty Memberadd
- Classical Archaeology, Byzantine Archaeology, Ancient Topography (Archaeology), Ancient Greek Architecture, Conservation and Restoration of Historic Buildings and Monuments, Hellenistic and Roman architecture, and 18 moreArchaeological Site, Archaeology of Magna Graecia and Sicily, Archaeology of Dodecanese, Libyan archaeology, Greek Archaeology, Roman Architecture, Athens, Late Antique Archaeology, Museology, Science for Conservation and Restoration of Cultural Heritage, Mediterranean archaeology, Ancient Topography, Greek Architecture, Roman Greece, Hellenistic architecture, Acropolis, Roman Archaeology, and Cultural Heritageedit
- Thiasos è un’iniziativa editoriale on-line collegata alla pubblicazione di volumi monografici, in formato digitale e ... moreThiasos è un’iniziativa editoriale on-line collegata alla pubblicazione di volumi monografici, in formato digitale e cartaceo, per i tipi della Quasar Edizioni. Si tratta di un progetto volto a incrementare e migliorare il dialogo sui temi di ricerca delle culture antiche, nella consapevolezza della loro attualità.
La partecipazione si intende aperta a tutti coloro che intendono collaborare con contributi scientifici, proposte, informazioni, secondo gli schemi dell’implementazione libera e collettiva degli spazi della rete, da condividere non solo come fruitori. L’unico filtro ritenuto necessario è quello della qualità scientifica e dell’impegno, che vengono valutati dal comitato scientifico in prima istanza e poi da referee esterni, italiani e stranieri, sia per i testi a stampa che per quelli presentati on-line.
Il progetto editoriale, nato nel 2011, scaturisce da una lunga esperienza di ricerca comune su temi e contesti archeologici dell’Italia, della Grecia e del Mediterraneo. Thiasos rimanda nel titolo alla comunità di lavoro e intende essere uno strumento agile per diffondere risultati, proporre aggiornamenti e approfondire tematiche. Nella formulazione del progetto sono state determinanti anche le esigenze riscontrate in questi anni di insegnamento universitario presso il Dipartimento di Scienze dell’Antichità dell’Università di Roma “La Sapienza” e la Facoltà di Architettura del Politecnico di Bari, lavorando con i giovani che si affacciano alla ricerca e hanno bisogno sia di strumenti informativi aggiornati e facilmente accessibili sia di uno spazio di comunicazione scientifica.
La rivista parte quindi dalla collaborazione di docenti delle due Università, per ampliarsi tramite la partecipazione di ricercatori e studiosi di altri atenei e indipendenti, concordi nel voler realizzare una rete che superi in maniera semplice e concreta le divisioni e le rigidità del sistema tradizionale di pubblicazione.
Direttori:
Enzo Lippolis (“Sapienza” Università di Roma, Dipartimento di Scienze dell’Antichità),
Giorgio Rocco (Politecnico di Bari, Dipartimento di Ingegneria Civile e Architettura);
Redazione generale:
Luigi M. Caliò (Politecnico di Bari, Dipartimento di Ingegneria Civile e Architettura),
Monica Livadiotti (Politecnico di Bari, Dipartimento di Ingegneria Civile e Architettura);
Redazione sito web:
Antonello Fino (Politecnico di Bari, Dipartimento di Ingegneria Civile e Architettura),
Chiara Giatti (“Sapienza” Università di Roma, Dipartimento di Scienze dell’Antichità),
Valeria Parisi (“Sapienza” Università di Roma, Dipartimento di Scienze dell’Antichità),
Rita Sassu (“Sapienza” Università di Roma, Dipartimento di Scienze dell’Antichità).
Comitato scientifico
I. Baldini (Dipartimento di Archeologia, Università degli Studi di Bologna “Alma Mater Studiorum)
R. Belli (Dipartimento di Ingegneria Civile e Architettura, Politecnico di Bari)
D. Bosnakis (22° Eforia Preistorico Classica del Dodecaneso)
O. Dally (Deutsches Archäologisches Institut, Berlin)
V. Eleftheriou (Director of The Acropolis Restoration Service)
D. Elia (Dipartimento di Scienze Antropologiche, Archeologiche e Storico Territoriali, Università di Torino)
E. Ghisellini (Dipartimento di Antichità e Tradizione Classica, Università di Roma Tor Vergata)
F.G. La Torre (Dipartimento di Scienze dell’Antichità, Università di Messina)
F. Lefèvre (Université Paris-Sorbonne, Lettres et Civilizations)
M. Mayer Olivé (Departamento de Filología Latina, Universitat de Barcelona)
M. Micozzi (Dipartimento di Scienze dei Beni Culturali, Università della Tuscia, Viterbo)
M. Nafissi (Dipartimento di Scienze Storiche sezione Scienze Storiche dell’Antichità, Università di Perugia)
M. Osanna (Dipartimento di Scienze Storiche Linguistiche e Antropologiche, Università degli Studi della Basilicata)
D. Palombi (Dipartimento di Scienze dell’Antichità, Università di Roma “Sapienza”)
C. Portale (Dipartimento di Beni Culturali sezione archeologica, Università degli Studi di Palermo)
P. Cimbolli Spagnesi (Dipartimento di Storia dell’Architettura, Restauro e Conservazione dei Beni Architettonici, Università di Roma “Sapienza”)
T. Schäfer (Instituts für Klassische Archäologie der Universität Tübingen)
N. Tsoniotis (1° Eforia Preistorico Classica di Atene)
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Creare occasioni di incontro e discussione su temi concreti, nelle quali le differenze di approccio siano stimolo e motivo di conoscenza, eliminazione di luoghi comuni e arricchimento reciproco è probabilmente l’unico modo per spianare la... more
Creare occasioni di incontro e discussione su temi concreti, nelle quali le differenze di approccio siano stimolo e motivo di conoscenza, eliminazione di luoghi comuni e arricchimento reciproco è probabilmente l’unico modo per spianare la strada a una migliore comprensione del passato, della sua vitale eredità e, in definitiva, di noi stessi.
Cercando di dare voce a questa prospettiva di confronto interdisciplinare e di apertura metodologica, il volume raccoglie i risultati di un seminario sulla storia e sull’archeologia di Atene tenuto a Roma tra il 25 e il 26 giugno 2012. In questo volume la città è dunque analizzata secondo il suo sviluppo cronologico, ma con un’attenzione particolare ai processi storici e sociali che ne hanno organizzato la topografia e l’immagine. Il fatto che questa polis abbia rappresentato un caso di sperimentazione sociale e un modello culturale e insediativo la rende infatti un centro fondamentale per la comprensione del mondo greco, rilevante anche per l’intero sistema poleografico mediterraneo.
I 25 contributi sono stati suddivisi in quattro diverse sezioni, cercando di mantenere la struttura della presentazione originaria e introducendo solo poche modifiche nella sequenza iniziale, connesse proprio alle considerazioni scaturite durante l’incontro. Il risultato è un’ulteriore occasione di riflessione sullo sviluppo di Atene tra il VII sec. a.C. e l’età tardoantica, un esame condotto all’interno dei processi organizzativi della struttura urbana in Grecia. I contributi partono dall’esigenza di ricostruire i diversi modi di vivere la città, vista sia nella sua capacità di adattamento al contesto storico sia attraverso i modelli sociali e rappresentativi comunitari elaborati di volta in volta. La prospettiva che collega gli studi presentati, in molti casi diversi per tipologie di approccio e di obiettivi, è quella della rivalutazione dei dati, delle testimonianze materiali su cui si fonda l’interpretazione; solo dall’analisi “filologica”, infatti, possono emergere conferme o nuove proposte interpretative; in ogni caso prevale l’esigenza di considerare la ricerca come un processo di accostamento progressivo alla realtà esaminata, che non può permettere risposte dogmatiche e semplificazioni, inadeguate a rappresentare la complessità dell’esperienza culturale.
Il seminario ha visto confluire filoni di studio ed esperienze diverse, dando spazio soprattutto a una nuova generazione di ricercatori. L’incontro è stato infatti concepito come occasione di riconoscimento e di confronto tra indirizzi che condividono esperienze formative comuni, come momento di ulteriore elaborazione; un punto della situazione necessario per potersi porre in un rapporto dialettico con la ricerca internazionale su Atene, per vedere se ci fossero forme e contenuti che, a parte incursioni episodiche, potessero motivare in maniera più consapevole la partecipazione al dibattito scientifico in corso. In questo senso, la collaborazione di ricercatori greci che operano sul campo rappresenta un richiamo che va ben oltre i singoli argomenti trattati, poiché pone l’accento sull’esigenza, continua e necessaria, di bilanciare letture d’insieme con approfondimenti specifici, in un incrocio di forme di indagine che contribuisce in maniera decisiva alla concretezza storica e contestuale.
Cercando di dare voce a questa prospettiva di confronto interdisciplinare e di apertura metodologica, il volume raccoglie i risultati di un seminario sulla storia e sull’archeologia di Atene tenuto a Roma tra il 25 e il 26 giugno 2012. In questo volume la città è dunque analizzata secondo il suo sviluppo cronologico, ma con un’attenzione particolare ai processi storici e sociali che ne hanno organizzato la topografia e l’immagine. Il fatto che questa polis abbia rappresentato un caso di sperimentazione sociale e un modello culturale e insediativo la rende infatti un centro fondamentale per la comprensione del mondo greco, rilevante anche per l’intero sistema poleografico mediterraneo.
I 25 contributi sono stati suddivisi in quattro diverse sezioni, cercando di mantenere la struttura della presentazione originaria e introducendo solo poche modifiche nella sequenza iniziale, connesse proprio alle considerazioni scaturite durante l’incontro. Il risultato è un’ulteriore occasione di riflessione sullo sviluppo di Atene tra il VII sec. a.C. e l’età tardoantica, un esame condotto all’interno dei processi organizzativi della struttura urbana in Grecia. I contributi partono dall’esigenza di ricostruire i diversi modi di vivere la città, vista sia nella sua capacità di adattamento al contesto storico sia attraverso i modelli sociali e rappresentativi comunitari elaborati di volta in volta. La prospettiva che collega gli studi presentati, in molti casi diversi per tipologie di approccio e di obiettivi, è quella della rivalutazione dei dati, delle testimonianze materiali su cui si fonda l’interpretazione; solo dall’analisi “filologica”, infatti, possono emergere conferme o nuove proposte interpretative; in ogni caso prevale l’esigenza di considerare la ricerca come un processo di accostamento progressivo alla realtà esaminata, che non può permettere risposte dogmatiche e semplificazioni, inadeguate a rappresentare la complessità dell’esperienza culturale.
Il seminario ha visto confluire filoni di studio ed esperienze diverse, dando spazio soprattutto a una nuova generazione di ricercatori. L’incontro è stato infatti concepito come occasione di riconoscimento e di confronto tra indirizzi che condividono esperienze formative comuni, come momento di ulteriore elaborazione; un punto della situazione necessario per potersi porre in un rapporto dialettico con la ricerca internazionale su Atene, per vedere se ci fossero forme e contenuti che, a parte incursioni episodiche, potessero motivare in maniera più consapevole la partecipazione al dibattito scientifico in corso. In questo senso, la collaborazione di ricercatori greci che operano sul campo rappresenta un richiamo che va ben oltre i singoli argomenti trattati, poiché pone l’accento sull’esigenza, continua e necessaria, di bilanciare letture d’insieme con approfondimenti specifici, in un incrocio di forme di indagine che contribuisce in maniera decisiva alla concretezza storica e contestuale.
Research Interests:
Atti delle V Giornate Gregoriane, Agrigento, 23-24 novembre 2012, a cura di M. Livadiotti e M.C. Parello. Si presentano in questa sede gli Atti delle V Giornate Gregoriane, svoltesi presso il Parco Archeologico della Valle dei Templi... more
Atti delle V Giornate Gregoriane, Agrigento, 23-24 novembre 2012, a cura di M. Livadiotti e M.C. Parello.
Si presentano in questa sede gli Atti delle V Giornate Gregoriane, svoltesi presso il Parco Archeologico della Valle dei Templi di Agrigento nelle giornate del 23 e 24 novembre 2012. Le giornate, il cui titolo è stato “Il restauro dei monumenti antichi. Problemi strutturali: esperienze e prospettive”, hanno visto la partecipazione di esperti di livello internazionale che hanno discusso di metodologie e tecniche di restauro, presentando importanti casi studio relativi a contesti monumentali che presentano strette affinità con l’area archeologica dell’antica Akragas. La seconda delle due giornate è stata interamente dedicata al caso di studio costituito dal cosiddetto Santuario Rupestre di Agrigento, dove di recente sono stati effettuati lavori di messa in sicurezza e per il quale è previsto un intervento di restauro e ricostruzione del monumento.
We present here the Acts of the Fifth edition of the “Gregorian Days”, held at the Archaeological Park of the Temples Valley of Agrigento on 23 - 24 November 2012. The conference, whose title was "The restoration of ancient monuments. Structural problems: experiences and perspectives", were attended by international experts who discussed methods and techniques of restoration, submitting relevant case studies related to monumental contexts that have close affinity with the archaeological area of the ancient Akragas. The second day of the conference was devoted to so-called Cave Sanctuary and “archaic fountain” of Akragas, where recent works have been made for the safety and for which a restoration project will be proposed.
Sommario
G. Parello, Presentazione, pp. I-VII
L’esperienza italiana
R. Martines, Gli interventi degli anni ’90 del xx secolo. Il restauro dei templi di Paestum. Un caso di restauro interdisciplinare: i restauri finanziati con i fondi F.I.O., pp. 3-20.
S. D’Agostino, Archeologia e rischio sismico, pp. 21-30.
L’esperienza ateniese
V. Eleftheriou, The recent intervention programs on the monuments of the Athenian Acropolis, pp. 31-42.
K. Karanassos, Criteri di reintegrazione strutturale nel restauro dei monumenti dell’Acropoli di Atene. Problemi metodologici e scelte progettuali, pp. 43-54.
A. Vrouva, Calculating reinforcement for fragmented architectural members. A three dimensional approach, pp. 55-66.
Un caso studio: la fontana arcaica del Santuario Rupestre ad Agrigento
A. Fino, La Fontana Arcaica di S. Biagio, pp. 67-92.
V. Santoro, La conservazione dei monumenti antichi in Sicilia. Il caso del de-restauro della fontana arcaica di Agrigento, pp. 93-117.
Si presentano in questa sede gli Atti delle V Giornate Gregoriane, svoltesi presso il Parco Archeologico della Valle dei Templi di Agrigento nelle giornate del 23 e 24 novembre 2012. Le giornate, il cui titolo è stato “Il restauro dei monumenti antichi. Problemi strutturali: esperienze e prospettive”, hanno visto la partecipazione di esperti di livello internazionale che hanno discusso di metodologie e tecniche di restauro, presentando importanti casi studio relativi a contesti monumentali che presentano strette affinità con l’area archeologica dell’antica Akragas. La seconda delle due giornate è stata interamente dedicata al caso di studio costituito dal cosiddetto Santuario Rupestre di Agrigento, dove di recente sono stati effettuati lavori di messa in sicurezza e per il quale è previsto un intervento di restauro e ricostruzione del monumento.
We present here the Acts of the Fifth edition of the “Gregorian Days”, held at the Archaeological Park of the Temples Valley of Agrigento on 23 - 24 November 2012. The conference, whose title was "The restoration of ancient monuments. Structural problems: experiences and perspectives", were attended by international experts who discussed methods and techniques of restoration, submitting relevant case studies related to monumental contexts that have close affinity with the archaeological area of the ancient Akragas. The second day of the conference was devoted to so-called Cave Sanctuary and “archaic fountain” of Akragas, where recent works have been made for the safety and for which a restoration project will be proposed.
Sommario
G. Parello, Presentazione, pp. I-VII
L’esperienza italiana
R. Martines, Gli interventi degli anni ’90 del xx secolo. Il restauro dei templi di Paestum. Un caso di restauro interdisciplinare: i restauri finanziati con i fondi F.I.O., pp. 3-20.
S. D’Agostino, Archeologia e rischio sismico, pp. 21-30.
L’esperienza ateniese
V. Eleftheriou, The recent intervention programs on the monuments of the Athenian Acropolis, pp. 31-42.
K. Karanassos, Criteri di reintegrazione strutturale nel restauro dei monumenti dell’Acropoli di Atene. Problemi metodologici e scelte progettuali, pp. 43-54.
A. Vrouva, Calculating reinforcement for fragmented architectural members. A three dimensional approach, pp. 55-66.
Un caso studio: la fontana arcaica del Santuario Rupestre ad Agrigento
A. Fino, La Fontana Arcaica di S. Biagio, pp. 67-92.
V. Santoro, La conservazione dei monumenti antichi in Sicilia. Il caso del de-restauro della fontana arcaica di Agrigento, pp. 93-117.
Research Interests: Cultural Heritage, Cultural Heritage Conservation, Seismic Retrofitting of Historical Masonry Buildings, Greek Sicily, Greek Architecture, and 11 moreScience for Conservation and Restoration of Cultural Heritage, Athens, Greek and Roman Art and Architecture, Acropolis of Athens, Restauro Archeologico, Poseidonia - Paestum, Ancient Athens, Restauro, Coservazione E Restauro Dei Beni Culturali, Anastylosis, and Storia E Teoria Del Restauro
"La monografia di Dario Puglisi, allievo della Scuola Archeologica Italiana di Atene (SAIA) negli anni 2000-2002 e dal 1996 membro della Missione Archeologica Italiana ad Haghia Triada e Festòs (Creta), è dedicata all’edizione del corpus... more
"La monografia di Dario Puglisi, allievo della Scuola Archeologica Italiana di Atene (SAIA) negli anni 2000-2002 e dal 1996 membro della Missione Archeologica Italiana ad Haghia Triada e Festòs (Creta), è dedicata all’edizione del corpus delle ceramiche Tardo Minoico I (TM I) edite ed inedite, recuperate ad Haghia Triada nel corso dei vecchi scavi (1902-1914), in una revisione ‘globale’ e diacronica delle ricerche di Enrico Paribeni, Federico Halbherr ed Enrico Stefani, attraverso la documentazione conservata presso gli archivi della Biblioteca Vaticana e della SAIA. L’opera parte da un riesame dei vecchi materiali e contesti TM I, cercando, per quanto possibile, di ‘storicizzarli’ rispetto all’edizione di Luisa Banti, di cui per altro vengono integrati e corretti alcuni dati.
Un efficace approccio stilistico-tipologico consente poi di mettere a fuoco il sistema di produzione della ceramica, con particolare attenzione al momento della distruzione alla fine del TM IB. In particolare, l’esame stilistico-tipologico consente all’A. di distinguere quattro gruppi che, sulla base della corrispondente distribuzione territoriale, finiscono per coinvolgere l’intera Creta e per far risaltare la specificità di Haghia Triada. I rapporti e le specificità dei vari gruppi, i sistemi di produzione, i collegamenti con le autorità centrali sono alcuni dei temi di riflessione proposti nel volume.
Applicando infine alla funzione dei vasi il modello elaborato da A. Rapoport per lo studio della funzione delle architetture, l’A. propone di distinguere sette gruppi funzionali (set da mensa; contenitori di piccola taglia; set da immagazzinamento di medie dimensioni; vasi di immagazzinamento di lungo periodo; forme connesse con processi di produzione/trasformazione; forme con funzione cerimoniale). Di grande interesse risulta inoltre il tema dei rapporti funzionali reciproci all’interno del sistema complessivo elaborato dal vasaio in relazione alle richieste della comunità. Ulteriore classificazione è quella dei contesti di rinvenimento (deposizioni d’uso; deposizioni di conservazione; deposizioni simboliche: sub divo o sottoterra). Sulla base di quest’ultima, una delle conclusioni più significative è quella della concentrazione di esemplari con funzione rituale e di bruciaprofumi all’interno della Villa, segno delle attività cerimoniali in essa svolte, laddove i sistemi di attività legate alla residenzialità quotidiana, sulla base dei dati disponibili, risultano ancora poco documentati. Forme e motivi decorativi, insomma, tesi ad illuminare per quanto possibile storia e vita di quelle comunità.
D. Puglisi, Late Minoan I pottery from Haghia Triada: the assemblages and the system of production and consumption.
I. Pottery from the first excavations (1902-1914)
Thiasos, Monografie 4, 2013, Ed. Quasar, Roma 2013, pp. XIV + 215, 28 tavv. f.t.
ISSN 2281-8774, ISBN 978-88-7140-536-0
This book by D. Puglisi, member of the Italian Archaeological School in 2000-2002 and of the Italian Archaeological Mission at Haghia Triada and Phaistos since 1996, aims to gather in one volume all the published and unpublished Late Minoan I pottery from the first excavations at Haghia Triada (1902-1914) and to update, according to the more recent research trends, the old edition by L. Banti. The volume is divided into three parts. In the first part, the archival documents (in particular the notebooks and sketches of the first excavators, Federico Halbherr, Enrico Stefani and Roberto Paribeni) are used to reconstruct the pottery assemblages as retrieved in the old excavations. The nature of the evidence, which mostly consists of whole vases kept in the well preserved LM IB architectural contexts of the Villa Reale, is especially suited to the application of a synchronic perspective and to the investigation of the system of production and consumption of pottery in the site. This investigation, which is carried out in the second and third parts of the book, has largely been neglected in studies on LM I pottery, mostly because of the prevailing interest in chronology and the definition of relative sequences. Regionalism, in particular, has been frequently mentioned but never analyzed in a systematic way. Starting from the evidence from Haghia Triada, more than 50 shapes and 30 motifs are discussed in the second part of the book, with an emphasis on their morphological and stylistic features and on their distribution on a local, regional or insular level of consumption. Finally, these features are classified in four groups on the basis of their geographical distribution and are examined in order to highlight the dynamics governing their spatial distribution and the inferences that can be drawn for the system of pottery production. In the third part, a new approach to investigating the system of pottery consumption is proposed. It derives from an adaptation of the model elaborated by A. Rapoport for analysing the cultural use (that is to say the consumption) of space. A fundamental point in Rapoport’s approach is that there is not a univocal correspondence between human behaviour and the built environment, but rather a complex interaction between systems of activities and systems of settings. In the same way, vases are not used in isolation, only according to their morphological features, but are part of a system of types that is consumed in connection with systems of activities. Following this perspective, the author proposes to distinguish the pottery shapes from the first excavations into six “functional groups” according to their morphological features and their connection with systems of activities: 1) tableware; 2) small containers for valuable contents; 3-4) storage sets of medium and large dimensions; 5) shapes involved in production/transformation processes; 6) shapes connected to ritual practices. Furthermore, a comparison is carried out between the typological composition of pottery sets recovered in the Villa and in some houses of the Villaggio excavated in the second cycle of excavations (1977-2012) in order to investigate pottery consumption in different social contexts.
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Un efficace approccio stilistico-tipologico consente poi di mettere a fuoco il sistema di produzione della ceramica, con particolare attenzione al momento della distruzione alla fine del TM IB. In particolare, l’esame stilistico-tipologico consente all’A. di distinguere quattro gruppi che, sulla base della corrispondente distribuzione territoriale, finiscono per coinvolgere l’intera Creta e per far risaltare la specificità di Haghia Triada. I rapporti e le specificità dei vari gruppi, i sistemi di produzione, i collegamenti con le autorità centrali sono alcuni dei temi di riflessione proposti nel volume.
Applicando infine alla funzione dei vasi il modello elaborato da A. Rapoport per lo studio della funzione delle architetture, l’A. propone di distinguere sette gruppi funzionali (set da mensa; contenitori di piccola taglia; set da immagazzinamento di medie dimensioni; vasi di immagazzinamento di lungo periodo; forme connesse con processi di produzione/trasformazione; forme con funzione cerimoniale). Di grande interesse risulta inoltre il tema dei rapporti funzionali reciproci all’interno del sistema complessivo elaborato dal vasaio in relazione alle richieste della comunità. Ulteriore classificazione è quella dei contesti di rinvenimento (deposizioni d’uso; deposizioni di conservazione; deposizioni simboliche: sub divo o sottoterra). Sulla base di quest’ultima, una delle conclusioni più significative è quella della concentrazione di esemplari con funzione rituale e di bruciaprofumi all’interno della Villa, segno delle attività cerimoniali in essa svolte, laddove i sistemi di attività legate alla residenzialità quotidiana, sulla base dei dati disponibili, risultano ancora poco documentati. Forme e motivi decorativi, insomma, tesi ad illuminare per quanto possibile storia e vita di quelle comunità.
D. Puglisi, Late Minoan I pottery from Haghia Triada: the assemblages and the system of production and consumption.
I. Pottery from the first excavations (1902-1914)
Thiasos, Monografie 4, 2013, Ed. Quasar, Roma 2013, pp. XIV + 215, 28 tavv. f.t.
ISSN 2281-8774, ISBN 978-88-7140-536-0
This book by D. Puglisi, member of the Italian Archaeological School in 2000-2002 and of the Italian Archaeological Mission at Haghia Triada and Phaistos since 1996, aims to gather in one volume all the published and unpublished Late Minoan I pottery from the first excavations at Haghia Triada (1902-1914) and to update, according to the more recent research trends, the old edition by L. Banti. The volume is divided into three parts. In the first part, the archival documents (in particular the notebooks and sketches of the first excavators, Federico Halbherr, Enrico Stefani and Roberto Paribeni) are used to reconstruct the pottery assemblages as retrieved in the old excavations. The nature of the evidence, which mostly consists of whole vases kept in the well preserved LM IB architectural contexts of the Villa Reale, is especially suited to the application of a synchronic perspective and to the investigation of the system of production and consumption of pottery in the site. This investigation, which is carried out in the second and third parts of the book, has largely been neglected in studies on LM I pottery, mostly because of the prevailing interest in chronology and the definition of relative sequences. Regionalism, in particular, has been frequently mentioned but never analyzed in a systematic way. Starting from the evidence from Haghia Triada, more than 50 shapes and 30 motifs are discussed in the second part of the book, with an emphasis on their morphological and stylistic features and on their distribution on a local, regional or insular level of consumption. Finally, these features are classified in four groups on the basis of their geographical distribution and are examined in order to highlight the dynamics governing their spatial distribution and the inferences that can be drawn for the system of pottery production. In the third part, a new approach to investigating the system of pottery consumption is proposed. It derives from an adaptation of the model elaborated by A. Rapoport for analysing the cultural use (that is to say the consumption) of space. A fundamental point in Rapoport’s approach is that there is not a univocal correspondence between human behaviour and the built environment, but rather a complex interaction between systems of activities and systems of settings. In the same way, vases are not used in isolation, only according to their morphological features, but are part of a system of types that is consumed in connection with systems of activities. Following this perspective, the author proposes to distinguish the pottery shapes from the first excavations into six “functional groups” according to their morphological features and their connection with systems of activities: 1) tableware; 2) small containers for valuable contents; 3-4) storage sets of medium and large dimensions; 5) shapes involved in production/transformation processes; 6) shapes connected to ritual practices. Furthermore, a comparison is carried out between the typological composition of pottery sets recovered in the Villa and in some houses of the Villaggio excavated in the second cycle of excavations (1977-2012) in order to investigate pottery consumption in different social contexts.
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Research Interests:
Edita nell’ambito della rivista di archeologia e architettura antica Thiasos, recentemente varata, la monografia vuole inaugurare una collana di opere dedicate all’architettura di Kos e delle altre isole del Dodecaneso, di cui questo... more
Edita nell’ambito della rivista di archeologia e architettura antica Thiasos, recentemente varata, la monografia vuole inaugurare una collana di opere dedicate all’architettura di Kos e delle altre isole del Dodecaneso, di cui questo costituisce il primo volume, a cui seguirà l’edizione del Ginnasio e delle Terme Centrali a cura di Monica Livadiotti. Il volume è edito in forma di e-book, ma è in preparazione una traduzione in inglese, a cura di Rita Sassu, con edizione a stampa sempre per i tipi dell’editrice Quasar.
Lo studio della Stoà Meridionale dell’agorà si inserisce nell’ambito di una più generale analisi della topografia della città antica di Kos che l’équipe del Dipartimento di Scienze dell’Ingegneria Civile e dell’Architettura del Politecnico di Bari, diretta da Giorgio Rocco, sta portando avanti ormai da molti anni in collaborazione con i colleghi delle Eforie del Dodecaneso e con l’Istituto Archeologico di Studi Egei di Rodi.
Frutto di una ricerca sul campo sempre attenta al dato proveniente dal rilievo delle strutture e dei frammenti architettonici, l’ipotesi di ricostruzione della Stoà fornisce un importante tassello per la conoscenza complessiva dell’agorà di Kos e dei suoi monumenti, argomento a cui l’Autore ha dedicato negli ultimi anni diversi contributi. L’esistenza stessa di questo lungo edificio porticato posto a delimitare il lato sud della piazza agorale ha risolto inoltre alcuni quesiti riguardo alla configurazione topografica dell’area centrale della città, rimasti insoluti dopo gli scavi di Luigi Morricone del tratto più occidentale della plateia ellenistica e di Charis Kanzia lungo la sua prosecuzione più ad Est. Inoltre, la descrizione della consistenza del monumento e della sua ricostruzione sono integrate da un serrato sistema di confronti con l’architettura del periodo di area microasiatica, arrivando ad inquadrare in modo più preciso la produzione architettonica dell’isola in età ellenistica e conferendole un rilievo maggiore di quanto finora sia stato supposto.
Il volume è poi completato dal Catalogo degli architettonici della Stoà Meridionale (a cura di F. Liuni e A. Ferrante), dal Catalogo delle Unità Stratigrafiche Murarie (a cura di M. Livadiotti e M. Messina) e da due brevi studi, posti in Appendice, riguardanti un inconsueto sistema di fissaggio verticale dei blocchi (A. Fino) e un particolare sistema di sollevamento che apparenta la produzione architettonica coa alla “Rinascenza ionica” del mondo microasiatico ellenistico (M. Livadiotti).
L’apparato illustrativo, tutto di prima mano, è stato realizzato con l’apporto degli studenti, laureandi e dottorandi del DICAR di Bari, che dal 2004 partecipano alle missioni a Kos, sempre di più “cantiere scuola” per i futuri “Bauforscher” italiani.
Published in the context of the recently launched “Thiasos, journal of archaeology and ancient architecture”, the monograph inaugurates, being its first volume, a series of works dedicated to the architecture of Kos and other Dodecanese islands, that is going to include the edition of the Gymnasium and Central Baths by Monica Livadiotti. The volume is published in e-book form, but a translation in English, edited by Rita Sassu, is under preparation and will be shortly available in printed edition (always with Quasar publisher).
The study of the South Stoa of the agora is part of a more general analysis concerning the topography of the ancient city of Kos that the team of the Department of Sciences of Civil Engineering and Architecture at the Polytechnic University of Bari, directed by Giorgio Rocco, has been carrying out for many years, in collaboration with colleagues of the Ephorates of Dodecanese and the Archaeological Institute of Aegean Studies of Rhodes.
The hypothesis of reconstruction of the Stoa results from a research paying special attention to data coming from the survey of structures as well as architectural fragments and turns out to be a relevant element for the overall knowledge of the agora of Kos and its monuments, a topic the author dealt with in several contributions during the last few years. The very existence of this long porch defining the south side of the agora also solved a number of questions regarding the topographical configuration of the city’s central area, that remained unanswered since Luigi Morricone’s excavation in the westernmost sector of the Hellenistic plateia and Charis Kanzia’s archaeological investigations in its eastern extension.
In addition, the description of the consistency of the monument and its reconstruction are complemented by a comprehensive system of comparisons with the coeval micro-Asiatic architecture, hence contributing to the understanding of the architectural production of the island in the Hellenistic age, giving it a greater importance than has hitherto been supposed.
The volume is then completed by the Catalogue of Architectural Fragments of South Stoa (edited by F. Liuni and A. Ferrante), by the Catalogue of Structural Stratigraphic Units (edited by M. Livadiotti and M. Messina) and by two brief studies, in Appendix, the first one regarding an unusual system of vertical fixing (A. Fino) and the second one about a particular lifting system that connects Kos’ architectural production to the “Ionian Renaissance” of the Hellenistic Asia Minor (M. Livadiotti).
The illustrative apparatus, entirely original, has been realized with the contribution of undergraduate, graduate and PhD students of DICAR of Bari, who, since 2004 participated in missions in Kos, which is gradually assuming the role of ”school yard” for future Italian “Bauforscher“.
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Lo studio della Stoà Meridionale dell’agorà si inserisce nell’ambito di una più generale analisi della topografia della città antica di Kos che l’équipe del Dipartimento di Scienze dell’Ingegneria Civile e dell’Architettura del Politecnico di Bari, diretta da Giorgio Rocco, sta portando avanti ormai da molti anni in collaborazione con i colleghi delle Eforie del Dodecaneso e con l’Istituto Archeologico di Studi Egei di Rodi.
Frutto di una ricerca sul campo sempre attenta al dato proveniente dal rilievo delle strutture e dei frammenti architettonici, l’ipotesi di ricostruzione della Stoà fornisce un importante tassello per la conoscenza complessiva dell’agorà di Kos e dei suoi monumenti, argomento a cui l’Autore ha dedicato negli ultimi anni diversi contributi. L’esistenza stessa di questo lungo edificio porticato posto a delimitare il lato sud della piazza agorale ha risolto inoltre alcuni quesiti riguardo alla configurazione topografica dell’area centrale della città, rimasti insoluti dopo gli scavi di Luigi Morricone del tratto più occidentale della plateia ellenistica e di Charis Kanzia lungo la sua prosecuzione più ad Est. Inoltre, la descrizione della consistenza del monumento e della sua ricostruzione sono integrate da un serrato sistema di confronti con l’architettura del periodo di area microasiatica, arrivando ad inquadrare in modo più preciso la produzione architettonica dell’isola in età ellenistica e conferendole un rilievo maggiore di quanto finora sia stato supposto.
Il volume è poi completato dal Catalogo degli architettonici della Stoà Meridionale (a cura di F. Liuni e A. Ferrante), dal Catalogo delle Unità Stratigrafiche Murarie (a cura di M. Livadiotti e M. Messina) e da due brevi studi, posti in Appendice, riguardanti un inconsueto sistema di fissaggio verticale dei blocchi (A. Fino) e un particolare sistema di sollevamento che apparenta la produzione architettonica coa alla “Rinascenza ionica” del mondo microasiatico ellenistico (M. Livadiotti).
L’apparato illustrativo, tutto di prima mano, è stato realizzato con l’apporto degli studenti, laureandi e dottorandi del DICAR di Bari, che dal 2004 partecipano alle missioni a Kos, sempre di più “cantiere scuola” per i futuri “Bauforscher” italiani.
Published in the context of the recently launched “Thiasos, journal of archaeology and ancient architecture”, the monograph inaugurates, being its first volume, a series of works dedicated to the architecture of Kos and other Dodecanese islands, that is going to include the edition of the Gymnasium and Central Baths by Monica Livadiotti. The volume is published in e-book form, but a translation in English, edited by Rita Sassu, is under preparation and will be shortly available in printed edition (always with Quasar publisher).
The study of the South Stoa of the agora is part of a more general analysis concerning the topography of the ancient city of Kos that the team of the Department of Sciences of Civil Engineering and Architecture at the Polytechnic University of Bari, directed by Giorgio Rocco, has been carrying out for many years, in collaboration with colleagues of the Ephorates of Dodecanese and the Archaeological Institute of Aegean Studies of Rhodes.
The hypothesis of reconstruction of the Stoa results from a research paying special attention to data coming from the survey of structures as well as architectural fragments and turns out to be a relevant element for the overall knowledge of the agora of Kos and its monuments, a topic the author dealt with in several contributions during the last few years. The very existence of this long porch defining the south side of the agora also solved a number of questions regarding the topographical configuration of the city’s central area, that remained unanswered since Luigi Morricone’s excavation in the westernmost sector of the Hellenistic plateia and Charis Kanzia’s archaeological investigations in its eastern extension.
In addition, the description of the consistency of the monument and its reconstruction are complemented by a comprehensive system of comparisons with the coeval micro-Asiatic architecture, hence contributing to the understanding of the architectural production of the island in the Hellenistic age, giving it a greater importance than has hitherto been supposed.
The volume is then completed by the Catalogue of Architectural Fragments of South Stoa (edited by F. Liuni and A. Ferrante), by the Catalogue of Structural Stratigraphic Units (edited by M. Livadiotti and M. Messina) and by two brief studies, in Appendix, the first one regarding an unusual system of vertical fixing (A. Fino) and the second one about a particular lifting system that connects Kos’ architectural production to the “Ionian Renaissance” of the Hellenistic Asia Minor (M. Livadiotti).
The illustrative apparatus, entirely original, has been realized with the contribution of undergraduate, graduate and PhD students of DICAR of Bari, who, since 2004 participated in missions in Kos, which is gradually assuming the role of ”school yard” for future Italian “Bauforscher“.
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Research Interests:
Il volume comprende diversi capitoli, alcuni dei quali costituiscono una revisione di lavori già apparsi in altre sedi, mentre molti altri sono invece inediti e costituiscono un prezioso aggiornamento sullo stato degli studi riguardo ad... more
Il volume comprende diversi capitoli, alcuni dei quali costituiscono una revisione di lavori già apparsi in altre sedi, mentre molti altri sono invece inediti e costituiscono un prezioso aggiornamento sullo stato degli studi riguardo ad un tema complesso, quale quello della nascita della polis. Le singole parti capitoli sono strutturate in modo autonomo, in una sorta di antologia per temi, ma un serrato sistema di rimandi interni rende la trattazione omogenea. Filo conduttore della narrazione è il racconto degli scrittori antichi – Tucidide, Erodoto, Senofonte, Aristotele, Strabone, Vitruvio, Pausania – il cui contributo costituisce per Caliò un apporto fondamentale per una ricerca su un argomento così articolato. Il tema della città è affrontato con una non comune apertura culturale, che fa trovare all’Autore spunti di riflessione e confronti non solo nei sistemi urbani del mondo orientale, soprattutto persiani, ma anche nella più recente storia della formazione della città europea nel Medioevo.
Lo studio, affrontato in modo multidisciplinare, secondo lo shotgun method teorizzato da Mogens Herman Hansen, fornisce un importante aggiornamento sullo stato degli studi riguardo al tema della città antica, argomento che l’Autore conosce bene e a cui ha dedicato numerosi contributi negli ultimi anni, venendo a costituire un utile e valido strumento per chiunque voglia approfondire questa specifica tematica.
Lo studio, affrontato in modo multidisciplinare, secondo lo shotgun method teorizzato da Mogens Herman Hansen, fornisce un importante aggiornamento sullo stato degli studi riguardo al tema della città antica, argomento che l’Autore conosce bene e a cui ha dedicato numerosi contributi negli ultimi anni, venendo a costituire un utile e valido strumento per chiunque voglia approfondire questa specifica tematica.
Research Interests:
Il tema affrontato nel volume che inaugura la serie, curato da Aldo Borlenghi, risponde perfettamente al carattere dell’iniziativa. Si tratta di una ricerca approfondita su un tema sinora praticamente inedito, il campus, spazio... more
Il tema affrontato nel volume che inaugura la serie, curato da Aldo Borlenghi, risponde perfettamente al carattere dell’iniziativa. Si tratta di una ricerca approfondita su un tema sinora praticamente inedito, il campus, spazio monumentale della città romana in Italia e nelle provincie occidentali, che integrava il complesso sistema rappresentativo dell’architettura pubblica. Non è una semplice lettura tipologica del fenomeno, in quanto l’obiettivo è quello di partire dal problema del riconoscimento e della definizione strutturale, per cercare di comprenderne le funzioni, le motivazioni della diffusione, il significato sociale che assume nel corso del tempo in contesti culturali e cronologici anche molto diversi tra loro.
Le matériel étudié est une série lithique ibéromaurusienne recueillie de la couche 3 dans la grotte de Dar es Soltane II (Rabat, Maroc). Les stratégies d’approvisionnement des matières premières, les méthodes et techniques appliquées dans... more
Le matériel étudié est une série lithique ibéromaurusienne recueillie de la couche 3 dans la grotte de Dar es Soltane II (Rabat, Maroc). Les stratégies d’approvisionnement des matières premières, les méthodes et techniques appliquées dans le débitage ainsi que la proportion importante de lamelles à dos qui va de pair avec un taux de transformation élevé des supports lamellaires, attestent d’un fort investissement technique et confirment l’attribution de cette industrie au Paléolithique supérieur (Ibéromaurusien). La série lithique du Paléolithique supérieur de la grotte de Dar es Soltane II, inédite jusque-là, vient compléter une documentation relativement rare sur la façade atlantique du Nord du Maroc.
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This review is a rare documentation that describes an iberomaurusian lithic industry obtained specifically from layer 3 at Dar es Soltane II site, on the Atlantic coast of northern Morocco. The raw material procurement, the knapping methods applied and the large proportion of backed bladelets reflects high technical expertise of Dar es Soltane humans. This attributes the present industry to the Upper Paleolithic called Iberomaurusian.
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This review is a rare documentation that describes an iberomaurusian lithic industry obtained specifically from layer 3 at Dar es Soltane II site, on the Atlantic coast of northern Morocco. The raw material procurement, the knapping methods applied and the large proportion of backed bladelets reflects high technical expertise of Dar es Soltane humans. This attributes the present industry to the Upper Paleolithic called Iberomaurusian.
Research Interests:
È stato pubblicato il n. 5 del 2016 della Rivista Thiasos, periodico on line e open access. Tutti gli articoli sono liberamente scaricabili al seguente link: http://www.thiasos.eu/vol-5-2016/ Sommario: S. Batino, Ancora qualche nota su... more
È stato pubblicato il n. 5 del 2016 della Rivista Thiasos, periodico on line e open access. Tutti gli articoli sono liberamente scaricabili al seguente link: http://www.thiasos.eu/vol-5-2016/
Sommario:
S. Batino, Ancora qualche nota su arma fulgentia e relativi destinatari tra Italia meridionale ed Etruria, pp. 3-16;
J. Ortalli, Altre noterelle su Felsina (risposta a Giuseppe Sassatelli), pp. 17-32;
F. Buscemi, Per un contributo al tema delle trasformazioni post-classiche dei grandi templi di Agrigento: il Tempio A e il suo sacello, pp. 33-52;
F. Giannella, Nuovi dati sull’area occidentale del Foro civile di Pompei, pp. 53-68;
D. Daffara, L’edificio di Gülhane a Costantinopoli: nuove osservazioni, pp. 69-88;
M.L. Corradetti, Il restauro dei marmi antichi di palazzo Medici-Riccardi dopo l’alluvione di Firenze del 1966, pp. 89-118,
Sessione Note e discussioni:
C. Guastella, Arianna Esposito (a cura di), con la collaborazione di Elizabeth Rabeisen e Stefen Wirth, Autour du «banquet». Modèles de consommation et usages sociaux, Éditions Universitaires de Dijon, collection Sociétés, Dijon 2015, pp. 3-7.
Sessione Convegni:
La città recuperata. Descrizione e storia urbana da rilievi di scavo e iconografie antiche, a cura di: F. Martorano, M. Livadiotti, in VI Congresso AISU Visibile e invisibile: percepire la città tra descrizioni e omissioni, Catania 2013.
Sommario:
Francesca Martorano e Monica Livadiotti, Presentazione, pp. 3-6;
Maria Amalia Mastelloni, Tracciare le linee, dividere il territorio: lo spazio suddiviso e la fondazione di alcune apoikiai d’Occidente, pp. 7-32;
Luigi Caliò, La città immaginata. Raffigurazione e realtà urbana nella Grecia classica, pp. 33-47;
Roberta Belli Pasqua, La città rappresentata. Contributo all’analisi dell’immagine della città nella cultura figurativa greca e romana, pp. 49-62;
Monica Livadiotti, La pianta IGM della città di Kos del 1926: dati per la topografia della città antica, pp. 63-89.
Rossella Agostino, Le città scomparse di Locri Epizefiri e Rhegion: l’azione del tempo e la mano dell’uomo, pp. 91-105;
Maria Maddalena Sica, Dal palazzo al tempio: l’antica città dei Tauriani restituita alla storia, p. 107-130;
Margherita Corrado, Memorie e realtà di una Crotone ipogea, pp. 131-145.
Sommario:
S. Batino, Ancora qualche nota su arma fulgentia e relativi destinatari tra Italia meridionale ed Etruria, pp. 3-16;
J. Ortalli, Altre noterelle su Felsina (risposta a Giuseppe Sassatelli), pp. 17-32;
F. Buscemi, Per un contributo al tema delle trasformazioni post-classiche dei grandi templi di Agrigento: il Tempio A e il suo sacello, pp. 33-52;
F. Giannella, Nuovi dati sull’area occidentale del Foro civile di Pompei, pp. 53-68;
D. Daffara, L’edificio di Gülhane a Costantinopoli: nuove osservazioni, pp. 69-88;
M.L. Corradetti, Il restauro dei marmi antichi di palazzo Medici-Riccardi dopo l’alluvione di Firenze del 1966, pp. 89-118,
Sessione Note e discussioni:
C. Guastella, Arianna Esposito (a cura di), con la collaborazione di Elizabeth Rabeisen e Stefen Wirth, Autour du «banquet». Modèles de consommation et usages sociaux, Éditions Universitaires de Dijon, collection Sociétés, Dijon 2015, pp. 3-7.
Sessione Convegni:
La città recuperata. Descrizione e storia urbana da rilievi di scavo e iconografie antiche, a cura di: F. Martorano, M. Livadiotti, in VI Congresso AISU Visibile e invisibile: percepire la città tra descrizioni e omissioni, Catania 2013.
Sommario:
Francesca Martorano e Monica Livadiotti, Presentazione, pp. 3-6;
Maria Amalia Mastelloni, Tracciare le linee, dividere il territorio: lo spazio suddiviso e la fondazione di alcune apoikiai d’Occidente, pp. 7-32;
Luigi Caliò, La città immaginata. Raffigurazione e realtà urbana nella Grecia classica, pp. 33-47;
Roberta Belli Pasqua, La città rappresentata. Contributo all’analisi dell’immagine della città nella cultura figurativa greca e romana, pp. 49-62;
Monica Livadiotti, La pianta IGM della città di Kos del 1926: dati per la topografia della città antica, pp. 63-89.
Rossella Agostino, Le città scomparse di Locri Epizefiri e Rhegion: l’azione del tempo e la mano dell’uomo, pp. 91-105;
Maria Maddalena Sica, Dal palazzo al tempio: l’antica città dei Tauriani restituita alla storia, p. 107-130;
Margherita Corrado, Memorie e realtà di una Crotone ipogea, pp. 131-145.
Research Interests: Archaeology, Landscape Archaeology, Medieval Archaeology, Pompeii (Archaeology), Byzantine Architecture, and 23 moreByzantine Archaeology, Hellenistic and Roman Asia Minor, Archeologia, History of architecture, Etruscology, Archaeology of Dodecanese, Archeologia medievale, Calabria, Archéologie, Pompeii Topography Architecture, Archeologia dei paesaggi, Archeologia Cristiana, Dodecanese, Archeologia Romana, Numismatica, Etruscologia, Apulian Archaeology, Hellenistic and Roman Greece, medioeval Art and architecture, Architettura Romana, Archeologia della Magna Grecia, Roman Archaeology, and Storia Dell'architettura Antica
Research Interests:
di Umbero Livadiotti Thiasos, 4, 2015, pp. 109-122 Nonostante i recenti ritrovamenti di Harzhorn, la campagna germanica di Massimino il Trace resta sostanzialmente impossibile da ricostruire. L’unica fonte letteraria che ce ne parla, il... more
di Umbero Livadiotti
Thiasos, 4, 2015, pp. 109-122
Nonostante i recenti ritrovamenti di Harzhorn, la campagna germanica di Massimino il Trace resta sostanzialmente impossibile da ricostruire. L’unica fonte letteraria che ce ne parla, il contemporaneo Erodiano, in realtà fonda il suo racconto sull’osservazione delle eikones fatte erigere nel Foro romano dall’imperatore per celebrare il suo comportamento. Ciò, tuttavia, se da un lato inibisce la possibilità di riconoscere valore documentario alle poche informazioni contenute nel resoconto erodianeo, d’altra parte ci testimonia la capacità di veicolare messaggi ideologicamente rassicuranti nei suoi fruitori (come per l’appunto Erodiano) da parte delle opere d’arte “ufficiali”.
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Despite the recent findings of Harzhorn, the German campaign of Maximinus Thrax remains basically impossible to reconstruct. The only literary source that talks about it, the contemporary Herodian, in fact based his history on the observation of the eikones erected in the Roman Forum to celebrate the Emperor’s behavior. Anyway, if on one hand it inhibits the possibility to recognize documentary value of the limited informations contained in the herodianean report, on the other hand it demonstrates the ability by works of “official” art to convey in its audience (like precisely Herodianus) messages ideologically reassuring.
Thiasos, 4, 2015, pp. 109-122
Nonostante i recenti ritrovamenti di Harzhorn, la campagna germanica di Massimino il Trace resta sostanzialmente impossibile da ricostruire. L’unica fonte letteraria che ce ne parla, il contemporaneo Erodiano, in realtà fonda il suo racconto sull’osservazione delle eikones fatte erigere nel Foro romano dall’imperatore per celebrare il suo comportamento. Ciò, tuttavia, se da un lato inibisce la possibilità di riconoscere valore documentario alle poche informazioni contenute nel resoconto erodianeo, d’altra parte ci testimonia la capacità di veicolare messaggi ideologicamente rassicuranti nei suoi fruitori (come per l’appunto Erodiano) da parte delle opere d’arte “ufficiali”.
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Despite the recent findings of Harzhorn, the German campaign of Maximinus Thrax remains basically impossible to reconstruct. The only literary source that talks about it, the contemporary Herodian, in fact based his history on the observation of the eikones erected in the Roman Forum to celebrate the Emperor’s behavior. Anyway, if on one hand it inhibits the possibility to recognize documentary value of the limited informations contained in the herodianean report, on the other hand it demonstrates the ability by works of “official” art to convey in its audience (like precisely Herodianus) messages ideologically reassuring.
Research Interests: Archaeology, Roman History, Roman Historiography, Roman military archaeology, Ancient Roman Numismatics, and 12 moreArcheologia, Storia Romana, Roman Sculpture, Roman military equipment, Archéologie, Roman Art, Archeologia Romana, Scultura greca e romana, Roman Archaeology, Le Insegne Del Potere, Roman Military Decorations, and Literary sources on ancient art
Recensione di Paolo Daniele Scirpo
Research Interests:
Author: Marina Albertocchi Thiasos 4, 2015, pp. 95-107. Nel 1967 venne scoperto nel santuario demetriaco di Bitalemi a Gela un deposito comprendente 24 vasi, lasciati apparentemente sul posto in modo casuale. Sotto al vasellame si... more
Author: Marina Albertocchi
Thiasos 4, 2015, pp. 95-107.
Nel 1967 venne scoperto nel santuario demetriaco di Bitalemi a Gela un deposito comprendente 24 vasi, lasciati apparentemente sul posto in modo casuale. Sotto al vasellame si conservavano due pietre arrossate dal fuoco e resti ossei di un suino. Il rinvenimento, sia pure reso noto in forma preliminare, viene tuttora spesso citato come uno dei più chiari esempi di deposizione rituale dei resti di un banchetto. In occasione della pubblicazione complessiva dello scavo e dei materiali del livello arcaico di frequentazione del santuario, si propone in questa sede una lettura accurata del deposito, che mira a definirne la cronologia e il significato nel contesto generale dello scavo. Prendendo spunto dal singolare rinvenimento si condurranno delle osservazioni relative al modo di svolgimento dei pasti rituali nel santuario, considerando l’identità e il possibile numero di partecipanti, oltre al consumo alimentare attestato dal banchetto stesso, in particolare in relazione al culto tributato nell’area sacra.
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In 1967 it was brought to light in the demetriac sanctuary of Bitalemi at Gela a significant deposit comprising 24 vessels, apparently left in place randomly. Under the pottery they were kept two stones reddened by fire and some bones of a pig. The discovery, known only by preliminary records, is still often quoted as a one of the clearest examples of ritual deposition of the remains of a banquet. On the occasion of the final publication of the excavation and findings of the archaic level of attendance of the sanctuary, it is proposed here an accurate reading of the deposit, which aims to define its date and significance in the overall context of the excavation. Taking a cue from this unique discovery will be lead some observations related to the way of carrying out ritual meals in the sanctuary, considering the identity and the possible number of participants, as well as food consumption attested by the banquet itself, particularly in relation to the worship paid in sacred area.
Thiasos 4, 2015, pp. 95-107.
Nel 1967 venne scoperto nel santuario demetriaco di Bitalemi a Gela un deposito comprendente 24 vasi, lasciati apparentemente sul posto in modo casuale. Sotto al vasellame si conservavano due pietre arrossate dal fuoco e resti ossei di un suino. Il rinvenimento, sia pure reso noto in forma preliminare, viene tuttora spesso citato come uno dei più chiari esempi di deposizione rituale dei resti di un banchetto. In occasione della pubblicazione complessiva dello scavo e dei materiali del livello arcaico di frequentazione del santuario, si propone in questa sede una lettura accurata del deposito, che mira a definirne la cronologia e il significato nel contesto generale dello scavo. Prendendo spunto dal singolare rinvenimento si condurranno delle osservazioni relative al modo di svolgimento dei pasti rituali nel santuario, considerando l’identità e il possibile numero di partecipanti, oltre al consumo alimentare attestato dal banchetto stesso, in particolare in relazione al culto tributato nell’area sacra.
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In 1967 it was brought to light in the demetriac sanctuary of Bitalemi at Gela a significant deposit comprising 24 vessels, apparently left in place randomly. Under the pottery they were kept two stones reddened by fire and some bones of a pig. The discovery, known only by preliminary records, is still often quoted as a one of the clearest examples of ritual deposition of the remains of a banquet. On the occasion of the final publication of the excavation and findings of the archaic level of attendance of the sanctuary, it is proposed here an accurate reading of the deposit, which aims to define its date and significance in the overall context of the excavation. Taking a cue from this unique discovery will be lead some observations related to the way of carrying out ritual meals in the sanctuary, considering the identity and the possible number of participants, as well as food consumption attested by the banquet itself, particularly in relation to the worship paid in sacred area.
Research Interests:
Il monumento conserva le rovine della domus rivelate dallo scavo di Luciano Laurenzi, su cui è stato fatto un tentativo di identificare e ricostituire le caratteristiche morfologiche della “Casa Romana” in un generale intervento... more
Il monumento conserva le rovine della domus rivelate dallo scavo di Luciano Laurenzi, su cui è stato fatto un tentativo di identificare e ricostituire le caratteristiche morfologiche della “Casa Romana” in un generale intervento ricostruttivo effettuato durante il periodo della dominazione italiana nel Dodecaneso. Scopo di un recente intervento sul monumento è stato quello di riabilitare la domus in termini di conservazione, operando il consolidamento dei suoi elementi strutturali. Inoltre, nell’ambito dello stesso progetto sono state valorizzate le caratteristiche architettoniche e decorative di “Casa Romana” nell’ambito del complesso monumentale della zona archeologica occidentale di Kos.
The monument preserves the ruins of the domus revealed in Laurenzi’s excavation, upon which an attempt was made to identify and reconstitute the morphological features of the “Casa Romana” in a generalized reconstructive intervention during the period of Italian rule of Dodecanese. Aim of a recent study has been to rehabilitate the monument in terms of conservation and consolidation of its structural elements. In addition, in the same project the architectural and decorative characteristics of “Casa Romana” have been underscored and an attempt has been made to enhance the edifice in the monumental complex of the western archaeological zone of Kos.
The monument preserves the ruins of the domus revealed in Laurenzi’s excavation, upon which an attempt was made to identify and reconstitute the morphological features of the “Casa Romana” in a generalized reconstructive intervention during the period of Italian rule of Dodecanese. Aim of a recent study has been to rehabilitate the monument in terms of conservation and consolidation of its structural elements. In addition, in the same project the architectural and decorative characteristics of “Casa Romana” have been underscored and an attempt has been made to enhance the edifice in the monumental complex of the western archaeological zone of Kos.
Research Interests: Cultural Heritage, Cultural Heritage Conservation, Cultural Heritage Management, Museology, Archaeology of Dodecanese, and 7 moreArchitectural Preservation & Restoration, Roman Architecture, Dodecanese, Restauro Archeologico, Conservazione e restauro, Conservation and Restoration of Historic Buildings and Monuments, and Restoration and Conservation of Ancient and Historic Buildings and Structures
Il Grande Altare è sicuramente l’esempio più magnificente della propaganda degli Attalidi affidata alle immagini per esaltare la supremazia di Pergamo in ambito culturale ed artistico. In particolare, la decorazione figurata dell’Altare... more
Il Grande Altare è sicuramente l’esempio più magnificente della propaganda degli Attalidi affidata alle immagini per esaltare la supremazia di Pergamo in ambito culturale ed artistico. In particolare, la decorazione figurata dell’Altare testimonia l’interesse della dinastia attalide a incentivare l’attività filologica, rielaborando e revisionando il prestigioso patrimonio epico ellenico per promuovere l’ideologia dinastica. Al fine di valutare le potenzialità ideologiche dei temi epici decorati negli edifici monumentali dell’Asia Minore in età ellenistica, questo articolo è focalizzato sul ciclo troiano illustrato nel fregio e nelle columnae caelatae del tempio dedicato ad Apollo Smintheus a Chryse in Troade. Il contesto topografico, cultuale e cronologico (metà del II secolo a.C.) dello Smintheion, enfatizzando in loco il legame con la tradizione letteraria omerica, suggerisce di riconnettere la raffigurazione del mito troiano alla fervente attività dei filologi presso la corte pergamena. In tale prospettiva, la promozione della poesia omerica aveva un ruolo centrale anche in ambito figurativo nella trasmissione e divulgazione dei concetti-chiave della politica cultura e religiosa degli Attalidi.
The Great Altar is surely the most magnificent evidence of Attalid propaganda entrusted to the images in order to exalt Pergamon supremacy also in cultural and artistic field. In particular, the Altar sculptural decoration shows the interest of the Attalid dynast in encouraging philological activity, re-elaborating and editing the prestigious Hellenic epic heritage for promoting the dynastic ideology. In order to evaluate the ideological potential of epic themes represented in monumental buildings of Hellenistic Asia Minor, this paper is focused on the Trojan cycle of frieze and columnae caelatae in the temple voted to Apollo Smintheus at Chryse in Troad. The topographical, cultural and chronological (middle of the 2nd cent. B.C.) background of Smintheion, in fact, which emphasizes the link with the Homeric literary tradition, suggests to reconnect the representation of Trojan myth to the fervent activity of philologists at the Pergamon court. In this perspective, the promotion of the Homeric poetry had a central role as well in term of iconography on order to transmit and divulgate the key-concepts of Attalid cultural and religious policy.
The Great Altar is surely the most magnificent evidence of Attalid propaganda entrusted to the images in order to exalt Pergamon supremacy also in cultural and artistic field. In particular, the Altar sculptural decoration shows the interest of the Attalid dynast in encouraging philological activity, re-elaborating and editing the prestigious Hellenic epic heritage for promoting the dynastic ideology. In order to evaluate the ideological potential of epic themes represented in monumental buildings of Hellenistic Asia Minor, this paper is focused on the Trojan cycle of frieze and columnae caelatae in the temple voted to Apollo Smintheus at Chryse in Troad. The topographical, cultural and chronological (middle of the 2nd cent. B.C.) background of Smintheion, in fact, which emphasizes the link with the Homeric literary tradition, suggests to reconnect the representation of Trojan myth to the fervent activity of philologists at the Pergamon court. In this perspective, the promotion of the Homeric poetry had a central role as well in term of iconography on order to transmit and divulgate the key-concepts of Attalid cultural and religious policy.
Research Interests:
Depuis les premières découvertes importantes de figurines en terre cuite dans le courant du xixe siècle, la recherche sur cette catégorie d’objets archéologiques a connu une évolution remarquable. Considérées tout d’abord et pendant... more
Depuis les premières découvertes importantes de figurines en terre cuite dans le courant du xixe siècle, la recherche sur cette catégorie d’objets archéologiques a connu une évolution remarquable. Considérées tout d’abord et pendant longtemps comme des bibelots, et de ce fait étudiées surtout du point de vue de l’histoire de l’art, les terres cuites figurées sont désormais traitées et publiées de manière scientifique, selon des méthodes d’analyse spécifiques. Pourtant à ce jour, il n’existe encore aucun manuel sur la coroplathie antique destiné aux étudiants et aux chercheurs, d’où l’idée de la mise en place d’une collaboration internationale pour former un projet de création d’outils de travail désormais devenus indispensables dans les études coroplathiques. Les pages suivantes présentent les grandes lignes de ce projet collectif qui comprend d’une part la rédaction et la publication d’un manuel, et d’autre part la constitution et la mise en ligne d’une base de données réunissant tous les types de figurines connus à ce jour.
Since the first important discoveries of terracotta figurines in the xixth century, the research on this category of archaeological objects knew a significant changing. At first and for a long time, the figurative terracottas were considered like trinkets, and therefore were studied especially from point of view of the art history. Now they are treated and published in a scientific way, with specific methods. Yet to date, there is no manual on the coroplastic studies for students and scholars. From there, was born the thought of an international collaboration to form a proposal to create some working tools now essential for coroplastic studies. In the following pages will be presented the outlines of this collective project including the drafting of a manual and of a database, put on-line, including all types of figurines known up to now.
Since the first important discoveries of terracotta figurines in the xixth century, the research on this category of archaeological objects knew a significant changing. At first and for a long time, the figurative terracottas were considered like trinkets, and therefore were studied especially from point of view of the art history. Now they are treated and published in a scientific way, with specific methods. Yet to date, there is no manual on the coroplastic studies for students and scholars. From there, was born the thought of an international collaboration to form a proposal to create some working tools now essential for coroplastic studies. In the following pages will be presented the outlines of this collective project including the drafting of a manual and of a database, put on-line, including all types of figurines known up to now.
Research Interests:
"Uno studio complessivo concernente i chremata preservati all’interno dei santuari greci di epoca arcaica e classica non è stato finora condotto e, pertanto, la documentazione attualmente disponibile manca di una strutturazione organica e... more
"Uno studio complessivo concernente i chremata preservati all’interno dei santuari greci di epoca arcaica e classica non è stato finora condotto e, pertanto, la documentazione attualmente disponibile manca di una strutturazione organica e non è pervenuta ad un’analisi complessiva circa la natura dei fondi sacri, come pure la loro composizione, origine, collocazione nell’ambito degli edifici del temenos, forme di impiego e distribuzione. Tuttavia, l’esame condotto a partire da testimonianze archeologiche ed epigrafiche, soprattutto pertinenti al VI e V secolo a.C., consente di ricostruire, seppure parzialmente, le modalità di riscossione, controllo, amministrazione e spesa dei chremata. Il contribuito intende costituire un primo tentativo di mettere ordine in una materia che è stata solo parzialmente affrontata nella letteratura accademica, in primis studiando la relazione fra polis e santuario nella gestione delle risorse pubbliche ed evidenziando il ruolo primario dello spazio sacro nella creazione di un patrimonio finanziario collettivo.
A comprehensive study concerning chremata kept inside Greek Archaic and Classical sanctuaries has not been hitherto carried and, coherently, the available documentation lacks a structured organization and did not result in a systematic analysis of sacred funds’ nature, composition, origin, exact location in temenos buildings, usage and distribution forms. Nevertheless, the proposed archaeological and epigraphic evidence exam, mainly related to VI and V century B.C., tries to investigate the way chremata were collected, recorded, administrated and spent. The paper means to be a first attempt to face a complex theme that has been only partially addressed by scientific literature up to now, by focusing on the polis~sanctuary relation in the management of public estate and by stressing the sacred space primary role in the creation of a collective financial treasury.
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A comprehensive study concerning chremata kept inside Greek Archaic and Classical sanctuaries has not been hitherto carried and, coherently, the available documentation lacks a structured organization and did not result in a systematic analysis of sacred funds’ nature, composition, origin, exact location in temenos buildings, usage and distribution forms. Nevertheless, the proposed archaeological and epigraphic evidence exam, mainly related to VI and V century B.C., tries to investigate the way chremata were collected, recorded, administrated and spent. The paper means to be a first attempt to face a complex theme that has been only partially addressed by scientific literature up to now, by focusing on the polis~sanctuary relation in the management of public estate and by stressing the sacred space primary role in the creation of a collective financial treasury.
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Il contributo riprende il testo del IV mimiambo di Eronda, che, ambientato presso l’Asklepieion di Kos, narra la visita di due donne al santuario e il sacrificio di un gallo al dio. Il poeta trae spunto dalla narrazione per descrivere i... more
Il contributo riprende il testo del IV mimiambo di Eronda, che, ambientato presso l’Asklepieion di Kos, narra la visita di due donne al santuario e il sacrificio di un gallo al dio. Il poeta trae spunto dalla narrazione per descrivere i monumenti e le opere d’arte via via incontrate e ammirate dai personaggi, descrizione che è stata molto studiata e analizzata specie a proposito dell’altare, opera dei figli di Prassitele, e delle pitture nel pronao dell’antistante tempio. Non ci si era però fino ad ora soffermati sugli ultimi versi del poemetto, in cui, dopo il sacrificio del gallo, le due donne si propongono di andare a consumare il proprio pasto nei vicini oikoi. Prendendo spunto dal testo di Eronda, l’articolo vuole confermare la destinazione come sala per banchetti rituali dell’edificio subito a Sud del tempio, il cosiddetto “edificio D”, generalmente noto come abaton; verso di esso, infatti, potrebbero essersi dirette le due donne dopo il sacrificio.
This paper resumes the text of the IV mimiamb of Herodas, which, set at the Asklepieion of Kos, tells of the visit at the sanctuary of two women and their sacrifice of a cock to the god. In his tale the poet describes the monuments and works of art encountered and admired by the characters, description that has been widely studied and analyzed especially with regard to the altar, with the statues made by the sons of Praxiteles, and the famous paintings on the walls of the pronaos of the temple. So far, however, no scholar has focused on the last verses of the poem, in which, after the sacrifice of the cock, the two women purposed to go and eat their meal in the nearby oikoi. Taking inspiration from the text of Herodas, the article will confirm the destination as a ritual banquet hall of the building immediately to the south of the temple, the so-called “building D”, generally known as abaton; towards it, in fact, the two women may have gone after sacrifice to eat their meal.
This paper resumes the text of the IV mimiamb of Herodas, which, set at the Asklepieion of Kos, tells of the visit at the sanctuary of two women and their sacrifice of a cock to the god. In his tale the poet describes the monuments and works of art encountered and admired by the characters, description that has been widely studied and analyzed especially with regard to the altar, with the statues made by the sons of Praxiteles, and the famous paintings on the walls of the pronaos of the temple. So far, however, no scholar has focused on the last verses of the poem, in which, after the sacrifice of the cock, the two women purposed to go and eat their meal in the nearby oikoi. Taking inspiration from the text of Herodas, the article will confirm the destination as a ritual banquet hall of the building immediately to the south of the temple, the so-called “building D”, generally known as abaton; towards it, in fact, the two women may have gone after sacrifice to eat their meal.
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L’attività archeologica condotta all’interno del Castello Aragonese di Taranto ha permesso l’acquisizione di un bagaglio informativo esteso, propedeutico alla comprensione su larga scala delle emergenze rinvenute e alla ricostruzione e... more
L’attività archeologica condotta all’interno del Castello Aragonese di Taranto ha permesso l’acquisizione di un bagaglio informativo esteso, propedeutico alla comprensione su larga scala delle emergenze rinvenute e alla ricostruzione e datazione delle diverse fasi storiche. Tale attività, inoltre, ha offerto l’occasione per compiere una rilettura critica dei dati archeologici già noti relativi al settore orientale della Città Vecchia. Nonostante la complessa storia edilizia e monumentale dell’area e le pesanti manomissioni connesse allo sviluppo dell’imponente sistema orientale di fortificazione della città post-antica, è possibile iniziare a leggere alcuni elementi del sistema di difesa e di comunicazione della polis greca, identificando limiti e direttrici di attraversamento dell’acropoli. Inoltre, iniziano a emergere consistenti elementi di una cultura poliorcetica avanzata, che attesta l’importanza e la complessità dell’aggiornamento dei sistemi difensivi interni della comunità tarantina. Per la prima volta, infine, è possibile ricostituire alcuni aspetti del complesso paesaggio urbano dell’acropoli.
The archeological activities in the Castello Aragonese of Taranto allow us to obtain a vast amount of information, necessary to understand the emerged findings, and the reconstruction and datation of the various historical phases. Moreover, these activities gave the possibility for a critical re-reading of the already known archeological facts relating to eastern part of the Old City (Città Vecchia). In spite of the complex building and monumental history of the area, and the serious violations linked to the development of the imposing oriental system of fortification of the post-antique town, it’s possible to begin to read some elements of the defending and comunication system. We are able now to identify the borders and see crossing arteries of the acropolis. Moreover, important elements of an advanced poliorcetic culture are starting to emerge. This confirms the importance and the complexity of the modernization of the interne defense systems of the Tarantine community. Besides, for the first time it is possible to reconstitute some aspects of the complex urban landscape of the acropolis.
The archeological activities in the Castello Aragonese of Taranto allow us to obtain a vast amount of information, necessary to understand the emerged findings, and the reconstruction and datation of the various historical phases. Moreover, these activities gave the possibility for a critical re-reading of the already known archeological facts relating to eastern part of the Old City (Città Vecchia). In spite of the complex building and monumental history of the area, and the serious violations linked to the development of the imposing oriental system of fortification of the post-antique town, it’s possible to begin to read some elements of the defending and comunication system. We are able now to identify the borders and see crossing arteries of the acropolis. Moreover, important elements of an advanced poliorcetic culture are starting to emerge. This confirms the importance and the complexity of the modernization of the interne defense systems of the Tarantine community. Besides, for the first time it is possible to reconstitute some aspects of the complex urban landscape of the acropolis.
Research Interests: Classical Archaeology, Hellenistic and Roman Fortifications, Poliorcetics, Archaeology of Magna Grecia, Archaeology of Magna Graecia and Sicily, and 4 moreHistory, Archaelogy and Art of the ancient Taranto in South Italy, Hystory and archaeology of Magna Grecia and Sicily, Ancient building techniques, and Greek Poliorcetics
"Tra il 2002 e il 2003 nel cantiere di scavo dell’Università di Roma “La Sapienza” nella piazza del Colosseo, presso l’arco di Costantino, si ebbe uno straordinario rinvenimento. Proprio al di sotto della fontana di età flavia, nota come... more
"Tra il 2002 e il 2003 nel cantiere di scavo dell’Università di Roma “La Sapienza” nella piazza del Colosseo, presso l’arco di Costantino, si ebbe uno straordinario rinvenimento. Proprio al di sotto della fontana di età flavia, nota come Meta Sudans, emersero i resti, immediatamente riconoscibili, di un monumento analogo: una fontana di epoca augustea del tutto simile a quella flavia, ma di dimensioni inferiori. Oltre ai resti in situ, lo scavo ha restituito anche diversi blocchi in marmo di Luni appartenenti alla decorazione architettonica del saliente. Questi elementi hanno consentito l’ipotesi di ricostruzione del monumento che viene presentata in questa sede.
Between 2002 and 2003 in the excavation site of the University of Rome “La Sapienza” in front of the Colosseum, near the Arch of Constantine,an extraordinary discovery was carried out. Just below the fountain of the Flavian age, known as Meta Sudans, the remains of a similar monument has been identified: a fountain of the Augustan age, very similar to the Flavian one, but smaller. Besides the remains in situ several blocks in Luni marble were also recovered, belonging to the architectural decoration of the salient. These elements have enabled the hypothesis of reconstruction of the monument, which is presented here.
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Between 2002 and 2003 in the excavation site of the University of Rome “La Sapienza” in front of the Colosseum, near the Arch of Constantine,an extraordinary discovery was carried out. Just below the fountain of the Flavian age, known as Meta Sudans, the remains of a similar monument has been identified: a fountain of the Augustan age, very similar to the Flavian one, but smaller. Besides the remains in situ several blocks in Luni marble were also recovered, belonging to the architectural decoration of the salient. These elements have enabled the hypothesis of reconstruction of the monument, which is presented here.
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"Questo articolo è centrato sui due siti di Priniàs e Dreros. I due insediamenti, che presentano analogie e differenze nello sviluppo e nella strutturazione dello spazio civico e religioso nel corso dell’Età del ferro e del primo... more
"Questo articolo è centrato sui due siti di Priniàs e Dreros. I due insediamenti, che presentano analogie e differenze nello sviluppo e nella strutturazione dello spazio civico e religioso nel corso dell’Età del ferro e del primo Arcaismo, consentono di indagare il fenomeno della nascita del tempio poliadico in relazione sia allo strutturarsi dell’entità urbana raccolta attorno ad uno spazio centrale (agorà) e sia alle dinamiche sociali e politiche che conducono alla transizione dalla società gentilizia dell’età geometrica alla comunità cittadina dell’età arcaica. L’articolo mette in evidenza, inoltre, come la ripresa delle indagini in aree o edifici già scavati nel secolo scorso possa ancora apportare elementi di notevole interesse e consentire il più delle volte una rilettura dell’evidenza archeologica.
The present paper focuses on Priniàs and Dreros. These two Cretan sites show both analogies and differences concerning the construction and development of the civic and religious spaces during the Iron Age and the Archaic period. Furthermore, they allow to investigate the birth of the polis temple in connection with both the rise of an urban entity around an open space (agora) and the socio-political changes carrying from the Geometric society to archaic polis community. Furthermore, the paper underlines the importance of the new archaeological investigations of areas and buildings already excavated over the past century, which often allow a new reading of the archaeological evidence.
The present paper focuses on Priniàs and Dreros. These two Cretan sites show both analogies and differences concerning the construction and development of the civic and religious spaces during the Iron Age and the Archaic period. Furthermore, they allow to investigate the birth of the polis temple in connection with both the rise of an urban entity around an open space (agora) and the socio-political changes carrying from the Geometric society to archaic polis community. Furthermore, the paper underlines the importance of the new archaeological investigations of areas and buildings already excavated over the past century, which often allow a new reading of the archaeological evidence.
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A preliminar version of this contribution was published in Greek at the International Congress Νεές πόλεις πάνο σε παλιές, organized in Rhodes in 1993 by ICOMOS and the Dodecanese Ephorates. A syntesis was then published also by M.... more
A preliminar version of this contribution was published in Greek at the International Congress Νεές πόλεις πάνο σε παλιές, organized in Rhodes in 1993 by ICOMOS and the Dodecanese Ephorates. A syntesis was then published also by M. Livadiotti in Livadiotti, Rocco 1996, pp. 86-91.
In the 1934 town plan for Kos, the considerable amount of free area corresponding to the archaeological zones excavated by Italian archaeologists is striking. Archival documents show that this peculiarity is the result of a deliberate project and that it is connected with Mario Lago, the Governor of Dodecanese since 1923, who was so deeply interested in classical culture to collaborate with Alessandro Della Seta, Federico Halbherr, Enrico Paribeni, Amedeo Maiuri, Giulio Iacopi and Luciano Laurenzi, to promoting with them in 1928 the foundation of the “Archaeological-Historical Institute FERT” at Rhodes. In 1933 Kos was almost totally devastated by a disastrous earthquake and the Italian government charged the architect R. Petracco with elaborating a new town plan; before the plan was drawn up, Lago agreed with Della Seta in charging Laurenzi with carrying out an archaeological survey and sondages throughout the city in order to identify the most promising areas for future investigations. So, eight large zones were set aside for the creation of as many archaeological parks. Oddly enough, therefore, an Archaeological Service was given a decision preceding a town plan and the new Kos was planned along unusual lines that can be identified in the idea of the “archaeological city”. The plan turned out to be an avant-garde model from the point of view of conservation, even compared with what was taking place at the same time in Italy, where there was an active debate on the problem and the relative legislation was very progressive for the period. The case of Kos has a significant precedent at Rhodes in the Twenties in the episode of the protection of the Moslem and Jewish cemeteries and a creation of a protective band around the walled city. In that story, as documents can demonstrate, Maiuri’s role is not to be underestimated: in fact the archaeologist was really sensitive to the new concerns of restoration and in 1931 participated in Athens, with Della Seta, Pernier, Pace, Iacopi, to the International Conference on Restoration, giving an active contribution to the discussion.
Una versione preliminare di questo testo e stato presentato in lingua greca al Congresso Internazionale di Rodi Νεές πόλεις πάνο σε παλιές (Citta nuove su citta antiche), organizzato tra il 27 e il 30 settembre 1993 dalla sezione greca dell’ICOMOS e dalle Eforie preistorico-classica e bizantina del Dodecaneso; una sintesi ne e stata poi pubblicata da M. Livadiotti in Livadiotti, Rocco 1996, pp. 86-91. Nel piano regolatore di Kos del 1934 colpisce il considerevole quantitativo di aree libere che corrispondono alle zone archeologiche scavate dagli archeologi italiani. Documenti di archivio dimostrano che tale peculiarità e il frutto di un progetto consapevole, connesso con la figura di Mario Lago, Governatore del Dodecaneso dal 1923, cosi profondamente interessato alla cultura classica da promuovere, assieme ad Alessandro Della Seta, Federico Halbherr, Enrico Paribeni, Amedeo Maiuri, Giulio Iacopi e Luciano Laurenzi, la fondazione dell’Istituto Storico-Archeologico FERT di Rodi, nel 1928. Nel 1933 Kos fu gravemente distrutta da un terremoto e il Governo italiano incaricò l’architetto R. Petracco di elaborare un nuovo Piano Regolatore per la ricostruzione; prima che questo fosse completato, Lago, in accordo con Della Seta, diede incarico a Laurenzi di compiere sondaggi al fine di identificare le aree più promettenti, da non edificare e da riservare per le future indagini archeologiche. In questo modo, nel Piano vennero risparmiate otto vaste zone per la creazione di altrettanti parchi archeologici. Singolarmente, quindi, un Servizio Archeologico fu investito di ruolo decisionale nell’elaborazione di un Piano Regolatore e Kos venne costruita sulla base di un criterio generale identificabile nell’idea di “città archeologica”. La pianta risulto essere un modello all’avanguardia dal punto di vista della conservazione, anche in confronto con quanto si andava facendo in quegli anni in Italia, dove pure ferveva il dibattito sul tema e la legislazione in materia era, per il periodo, decisamente avanzata. Il caso di Kos trova un significativo precedente nella vicenda della protezione dei cimiteri turchi ed ebraici della Rodi degli anni Venti. In quella storia il ruolo di Maiuri non dev’essere sottostimato: infatti, lo studioso era molto sensibile ai problemi del resturo inteso come conservazione, come dimostra la sua attiva partecipazione, nel 1931, insieme a Della Seta, Pernier, Pace e Iacopi, alla Conferenza Internazionale sul Restauro di Atene.
In the 1934 town plan for Kos, the considerable amount of free area corresponding to the archaeological zones excavated by Italian archaeologists is striking. Archival documents show that this peculiarity is the result of a deliberate project and that it is connected with Mario Lago, the Governor of Dodecanese since 1923, who was so deeply interested in classical culture to collaborate with Alessandro Della Seta, Federico Halbherr, Enrico Paribeni, Amedeo Maiuri, Giulio Iacopi and Luciano Laurenzi, to promoting with them in 1928 the foundation of the “Archaeological-Historical Institute FERT” at Rhodes. In 1933 Kos was almost totally devastated by a disastrous earthquake and the Italian government charged the architect R. Petracco with elaborating a new town plan; before the plan was drawn up, Lago agreed with Della Seta in charging Laurenzi with carrying out an archaeological survey and sondages throughout the city in order to identify the most promising areas for future investigations. So, eight large zones were set aside for the creation of as many archaeological parks. Oddly enough, therefore, an Archaeological Service was given a decision preceding a town plan and the new Kos was planned along unusual lines that can be identified in the idea of the “archaeological city”. The plan turned out to be an avant-garde model from the point of view of conservation, even compared with what was taking place at the same time in Italy, where there was an active debate on the problem and the relative legislation was very progressive for the period. The case of Kos has a significant precedent at Rhodes in the Twenties in the episode of the protection of the Moslem and Jewish cemeteries and a creation of a protective band around the walled city. In that story, as documents can demonstrate, Maiuri’s role is not to be underestimated: in fact the archaeologist was really sensitive to the new concerns of restoration and in 1931 participated in Athens, with Della Seta, Pernier, Pace, Iacopi, to the International Conference on Restoration, giving an active contribution to the discussion.
Una versione preliminare di questo testo e stato presentato in lingua greca al Congresso Internazionale di Rodi Νεές πόλεις πάνο σε παλιές (Citta nuove su citta antiche), organizzato tra il 27 e il 30 settembre 1993 dalla sezione greca dell’ICOMOS e dalle Eforie preistorico-classica e bizantina del Dodecaneso; una sintesi ne e stata poi pubblicata da M. Livadiotti in Livadiotti, Rocco 1996, pp. 86-91. Nel piano regolatore di Kos del 1934 colpisce il considerevole quantitativo di aree libere che corrispondono alle zone archeologiche scavate dagli archeologi italiani. Documenti di archivio dimostrano che tale peculiarità e il frutto di un progetto consapevole, connesso con la figura di Mario Lago, Governatore del Dodecaneso dal 1923, cosi profondamente interessato alla cultura classica da promuovere, assieme ad Alessandro Della Seta, Federico Halbherr, Enrico Paribeni, Amedeo Maiuri, Giulio Iacopi e Luciano Laurenzi, la fondazione dell’Istituto Storico-Archeologico FERT di Rodi, nel 1928. Nel 1933 Kos fu gravemente distrutta da un terremoto e il Governo italiano incaricò l’architetto R. Petracco di elaborare un nuovo Piano Regolatore per la ricostruzione; prima che questo fosse completato, Lago, in accordo con Della Seta, diede incarico a Laurenzi di compiere sondaggi al fine di identificare le aree più promettenti, da non edificare e da riservare per le future indagini archeologiche. In questo modo, nel Piano vennero risparmiate otto vaste zone per la creazione di altrettanti parchi archeologici. Singolarmente, quindi, un Servizio Archeologico fu investito di ruolo decisionale nell’elaborazione di un Piano Regolatore e Kos venne costruita sulla base di un criterio generale identificabile nell’idea di “città archeologica”. La pianta risulto essere un modello all’avanguardia dal punto di vista della conservazione, anche in confronto con quanto si andava facendo in quegli anni in Italia, dove pure ferveva il dibattito sul tema e la legislazione in materia era, per il periodo, decisamente avanzata. Il caso di Kos trova un significativo precedente nella vicenda della protezione dei cimiteri turchi ed ebraici della Rodi degli anni Venti. In quella storia il ruolo di Maiuri non dev’essere sottostimato: infatti, lo studioso era molto sensibile ai problemi del resturo inteso come conservazione, come dimostra la sua attiva partecipazione, nel 1931, insieme a Della Seta, Pernier, Pace e Iacopi, alla Conferenza Internazionale sul Restauro di Atene.
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This paper was presented at the International Conference Cibo per gli uomini, cibo per gli dei. Archeologia del pasto rituale, Piazza Armerina, 5-8 of May, 2005. This is an updated version. The ritual collective meal is a widespread... more
This paper was presented at the International Conference Cibo per gli uomini, cibo per gli dei. Archeologia del pasto rituale, Piazza Armerina, 5-8 of May, 2005. This is an updated version.
The ritual collective meal is a widespread practiced aspect in the Greek background and its study concerns not just the exam of ritual practices, in the strict sense of the word, but also architectural structures, intended for the consumption, which were situated within the sanctuaries. In Magna Graecia this tradition finds significant examples, although in different chronological periods, in the extra-urban sanctuary of Aphrodite in Locri, (the so-called “U-shaped Stoà”, in the area of Centocamere, datable around the 6th century) as well as in the sanctuary of Hera Lacinia in Capo Colonna of Crotone (the so-called “H-building", which dates back to the Hellenistic age). Starting from the examination of these two contexts, the study presents an outline of the documentation pertinent to the ritual meal tradition in Magno-Greek ambits, in order to propose a summing up of the data we have been gathering so far, which might sketch out evidences, reception modalities and possible developments of such a worship-practice in the Greek west.
The ritual collective meal is a widespread practiced aspect in the Greek background and its study concerns not just the exam of ritual practices, in the strict sense of the word, but also architectural structures, intended for the consumption, which were situated within the sanctuaries. In Magna Graecia this tradition finds significant examples, although in different chronological periods, in the extra-urban sanctuary of Aphrodite in Locri, (the so-called “U-shaped Stoà”, in the area of Centocamere, datable around the 6th century) as well as in the sanctuary of Hera Lacinia in Capo Colonna of Crotone (the so-called “H-building", which dates back to the Hellenistic age). Starting from the examination of these two contexts, the study presents an outline of the documentation pertinent to the ritual meal tradition in Magno-Greek ambits, in order to propose a summing up of the data we have been gathering so far, which might sketch out evidences, reception modalities and possible developments of such a worship-practice in the Greek west.
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The project of redesigning and enhancing the archaeological site of the Lindos Acropolis began in 2001, within the context of the restoration works of the monuments carried out by the Hellenic Ministry of Culture and Tourism. The most... more
The project of redesigning and enhancing the archaeological site of the Lindos Acropolis began in 2001, within the context of the restoration works of the monuments carried out by the Hellenic Ministry of Culture and Tourism. The most important problems that had to be confronted concerned the visitors pathways through the monument (up to 2500 visitors daily), and the existing difficulty in identifying smaller monuments, like anathimata (offerings to the gods) and inscriptions found scattered all around the place since the time of the excavations.
What became a necessity in order to implement the study was the composition of an accurate designing site plan and the recording of every scattered stone findings (about 2000). This recording enabled the identification of 421 inscribed stones with the list produced by the archaeologists who had excavated the site and also the location and association of more than 113 unpublished sections with architectural and votive monuments of the site.
The goals of the redesigning and enhancing project were the following:
- To optimize the routes the visitors followed and help them recognize the monuments of the site by following specific pathways.
- T o protect and promote the smaller monuments of the archaeological site.
- To protect and highlight the scattered material by classifying it.
The study has been approved by the Hellenic Central Archeological Council (KAS) in 2006 and realized during the period of 2006-2009.
Il progetto di sistemazione d’area e valorizzazione del sito archeologico dell’acropoli Lindos è iniziato nel 2001, nell’ambito del progetto generale di restauro dei monumenti condotto dal Ministero della Cultura e Turismo di Grecia. Tra i problemi più importanti da affrontare è stato quello della definizione dei percorsi attraverso la zona archeologica per i visitatori (più di 2500 presenze giornaliere), e la difficoltà oggettiva di identificare i piccoli monumenti, come gli ex-voto offerti alle divinità, e le iscrizioni, all’epoca degli scavi rinvenute sparse in tutta l’area.
Tra le priorità è stato quindi l’approfondimento di uno studio progettuale che potesse pervenire ad una accurata sistemazione d’area, previa catalogazio-ne di tutti gli elementi litici pertinenti all’arredo santuariale (circa 2000). Quest’ultima attività ha condotto all’identificazione di 421 delle iscrizioni segnalate al tempo degli scavi e anche alla localizzazione e associazione di più di 113 monumenti votivi e architettonici inediti.
Le finalità del progetto di valorizzazione sono state quindi le seguenti:
- Ottimizzazione dei percorsi seguiti dai visitatori , organizzati in modo da facilitare durante la visita il riconoscimento dei diversi monumenti.
- La protezione e la valorizzazione dei monumenti minori presenti nell’area santuariale.
- La protezione dei materiali sparsi e la loro identificazione mediante catalogazione.
Il progetto, approvato dal Consiglio Archeologico Centrale (KAS) del Ministero della Cultura, è stato realizzato nel periodo 2006-2009.
What became a necessity in order to implement the study was the composition of an accurate designing site plan and the recording of every scattered stone findings (about 2000). This recording enabled the identification of 421 inscribed stones with the list produced by the archaeologists who had excavated the site and also the location and association of more than 113 unpublished sections with architectural and votive monuments of the site.
The goals of the redesigning and enhancing project were the following:
- To optimize the routes the visitors followed and help them recognize the monuments of the site by following specific pathways.
- T o protect and promote the smaller monuments of the archaeological site.
- To protect and highlight the scattered material by classifying it.
The study has been approved by the Hellenic Central Archeological Council (KAS) in 2006 and realized during the period of 2006-2009.
Il progetto di sistemazione d’area e valorizzazione del sito archeologico dell’acropoli Lindos è iniziato nel 2001, nell’ambito del progetto generale di restauro dei monumenti condotto dal Ministero della Cultura e Turismo di Grecia. Tra i problemi più importanti da affrontare è stato quello della definizione dei percorsi attraverso la zona archeologica per i visitatori (più di 2500 presenze giornaliere), e la difficoltà oggettiva di identificare i piccoli monumenti, come gli ex-voto offerti alle divinità, e le iscrizioni, all’epoca degli scavi rinvenute sparse in tutta l’area.
Tra le priorità è stato quindi l’approfondimento di uno studio progettuale che potesse pervenire ad una accurata sistemazione d’area, previa catalogazio-ne di tutti gli elementi litici pertinenti all’arredo santuariale (circa 2000). Quest’ultima attività ha condotto all’identificazione di 421 delle iscrizioni segnalate al tempo degli scavi e anche alla localizzazione e associazione di più di 113 monumenti votivi e architettonici inediti.
Le finalità del progetto di valorizzazione sono state quindi le seguenti:
- Ottimizzazione dei percorsi seguiti dai visitatori , organizzati in modo da facilitare durante la visita il riconoscimento dei diversi monumenti.
- La protezione e la valorizzazione dei monumenti minori presenti nell’area santuariale.
- La protezione dei materiali sparsi e la loro identificazione mediante catalogazione.
Il progetto, approvato dal Consiglio Archeologico Centrale (KAS) del Ministero della Cultura, è stato realizzato nel periodo 2006-2009.
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Questo contributo è stato presentato al Convegno Internazionale Cibo per gli uomini, cibo per gli dei. Archeologia del pasto rituale, Piazza Armerina, 5-8 maggio 2005. Se ne fornisce ora una versione aggiornata. La stoà di Camiro, sul... more
Questo contributo è stato presentato al Convegno Internazionale Cibo per gli uomini, cibo per gli dei. Archeologia del pasto rituale, Piazza Armerina, 5-8 maggio 2005. Se ne fornisce ora una versione aggiornata.
La stoà di Camiro, sul santuario dell’Acropoli dedicato ad Athana e Zeus Polieus, è uno dei più importanti monumenti urbani nell’Egeo meridionale. Diversi testi epigrafici riferiscono intorno alla sua funzione e al suo uso nel santuario e menzionano l’organizzazione di riunioni e di banchetti negli ambienti dell’edificio. Le stanze dietro il portico, infatti, sono organizzate in complessi con esedra centrale e sale laterali che possono essere interpretati come hestiatoria o sale da banchetto, molto simili a prototipi macedoni o egiziani. I rinvenimenti archeologici ed epigrafici rendono evidente che la stoà si pone come struttura multifunzionale adibita alle necessità politiche e religiose della polis. Inoltre è forse possibile collocare nella struttura lo hierothyteion, testimoniato dalle fonti epigrafiche, nel quale erano offerti banchetti pubblici dalla polis stessa.
This paper was presented at the International Conference Cibo per gli uomini, cibo per gli dei. Archeologia del pasto rituale, Piazza Armerina, 5-8 of May, 2005. This is now an updated version.
The stoà of Camirus, on the Acropolis sanctuary dedicated to Athana and Zeus Polieus, is one of the most important urban monuments in the southern Aegean sea. Several epigraphic texts speak about his function and use inside the sanctuary and mention the organization of meetings and banquets inside the rooms of the building. The rooms behind the portico, in fact, are organized in tree-rooms complexes that could be interpreted as hestiatoria or banquet houses, very similar at Macedonian or Egyptian prototypes. The archaeological and textual evidence prove that the stoà is a multifunctional structure that serves to religious and political necessity of the polis. Perhaps, it is also possible to locate in the structure the hierothyteion, testified by epigraphic fonts, in which public meals were offered by the polis itself.
La stoà di Camiro, sul santuario dell’Acropoli dedicato ad Athana e Zeus Polieus, è uno dei più importanti monumenti urbani nell’Egeo meridionale. Diversi testi epigrafici riferiscono intorno alla sua funzione e al suo uso nel santuario e menzionano l’organizzazione di riunioni e di banchetti negli ambienti dell’edificio. Le stanze dietro il portico, infatti, sono organizzate in complessi con esedra centrale e sale laterali che possono essere interpretati come hestiatoria o sale da banchetto, molto simili a prototipi macedoni o egiziani. I rinvenimenti archeologici ed epigrafici rendono evidente che la stoà si pone come struttura multifunzionale adibita alle necessità politiche e religiose della polis. Inoltre è forse possibile collocare nella struttura lo hierothyteion, testimoniato dalle fonti epigrafiche, nel quale erano offerti banchetti pubblici dalla polis stessa.
This paper was presented at the International Conference Cibo per gli uomini, cibo per gli dei. Archeologia del pasto rituale, Piazza Armerina, 5-8 of May, 2005. This is now an updated version.
The stoà of Camirus, on the Acropolis sanctuary dedicated to Athana and Zeus Polieus, is one of the most important urban monuments in the southern Aegean sea. Several epigraphic texts speak about his function and use inside the sanctuary and mention the organization of meetings and banquets inside the rooms of the building. The rooms behind the portico, in fact, are organized in tree-rooms complexes that could be interpreted as hestiatoria or banquet houses, very similar at Macedonian or Egyptian prototypes. The archaeological and textual evidence prove that the stoà is a multifunctional structure that serves to religious and political necessity of the polis. Perhaps, it is also possible to locate in the structure the hierothyteion, testified by epigraphic fonts, in which public meals were offered by the polis itself.
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The Arch of Trajan in Leptis Magna, placed along the so-called Via Triumphalis to commemorate the grant of colonial status in 109-110 AD, is a concrete example of the different meanings of honorary architecture of North Africa, from the... more
The Arch of Trajan in Leptis Magna, placed along the so-called Via Triumphalis to commemorate the grant of colonial status in 109-110 AD, is a concrete example of the different meanings of honorary architecture of North Africa, from the urbanistic one to the symbolic, political and propagandistic ones. Moreover, as a building belonging just to Lepcis, still entirely made of local stone, it has a central place in the architectural history of a city which is going to be characterized by a monumental growth and by the use of imported marble architectural elements since the late age of Hadrian: local building techniques, influences from Magna Graecia and Italy through the mediation of Sicily, Roman models (the arch of Nero in Rome seems to be the main typological model), Alexandrian and Cyrenaic elements are the outline conditions of a very original architecture. The aim of these notes, moving from a short history of studies, is to give a summary about the knowledge of the monument, trying to contextualize it: they analyze its features and illustrate the data come to light till now in a new research about it.
L’arco di Traiano a Leptis Magna, monumento posto sulla cosiddetta Via Trionfale a commemorazione della ricezione dello statuto coloniale nel 109-110, appare quale concreta esemplificazione dei differenti registri espressivi dell’architettura onoraria nordafricana, da quello urbanistico a quello simbolico, politico e propagandistico. Opera pienamente leptitana, interamente realizzata ancora in calcare locale, occupa inoltre un ruolo centrale nella storia edilizia di una città che a partire dall’età tardo-adrianea sarebbe stata caratterizzata da un’intensa monumentalizzazione e dal largo uso di elementi marmorei di importazione: inerzie costruttive locali, influssi magno-greci ed italici attraverso la mediazione siceliota, modelli Urbani (l’arco di Nerone a Roma sembra essere il principale riferimento tipologico), influenze alessandrine e cirenaiche costituiscono le condizioni al contorno di un’architettura assolutamente originale. Lo scopo del presente contributo, che parte da una sintesi sulla storia degli studi, è volto ad offrire un quadro generale della conoscenza del monumento nell’ambito del proprio contesto: ne analizza alcuni tratti distintivi ed espone i dati emersi sino ad ora dalla nuova ricerca su di esso incentrata.
L’arco di Traiano a Leptis Magna, monumento posto sulla cosiddetta Via Trionfale a commemorazione della ricezione dello statuto coloniale nel 109-110, appare quale concreta esemplificazione dei differenti registri espressivi dell’architettura onoraria nordafricana, da quello urbanistico a quello simbolico, politico e propagandistico. Opera pienamente leptitana, interamente realizzata ancora in calcare locale, occupa inoltre un ruolo centrale nella storia edilizia di una città che a partire dall’età tardo-adrianea sarebbe stata caratterizzata da un’intensa monumentalizzazione e dal largo uso di elementi marmorei di importazione: inerzie costruttive locali, influssi magno-greci ed italici attraverso la mediazione siceliota, modelli Urbani (l’arco di Nerone a Roma sembra essere il principale riferimento tipologico), influenze alessandrine e cirenaiche costituiscono le condizioni al contorno di un’architettura assolutamente originale. Lo scopo del presente contributo, che parte da una sintesi sulla storia degli studi, è volto ad offrire un quadro generale della conoscenza del monumento nell’ambito del proprio contesto: ne analizza alcuni tratti distintivi ed espone i dati emersi sino ad ora dalla nuova ricerca su di esso incentrata.
Research Interests:
"Il contributo ripercorre la scoperta dell’Asklepieion di Kos da parte dei tedeschi R. Herzog e P. Schazmann, le indagini svolte dalla missione archeologica italiana ed il programma di interventi dell’archeologo L. Morricone e... more
"Il contributo ripercorre la scoperta dell’Asklepieion di Kos da parte dei tedeschi R. Herzog e P. Schazmann, le indagini svolte dalla missione archeologica italiana ed il programma di interventi dell’archeologo L. Morricone e dell’architetto M. Paolini, al fine di presentare il tempio romano della IIa Terrazza nelle sue diverse fasi, di cui l’ultima risultato della parziale realizzazione del progetto di anastilosi di M. Paolini, noto attraverso i disegni autografi. Durante le due missioni di ricerca in situ svolte dall’autrice si è potuto effettuare la catalogazione ed il rilievo dei frammenti architettonici del tempio romano, che hanno condotto alla restituzione, bidimensionale e tridimensionale, del tempio e dell’Asklepieion, anche attraverso un ampliamento ed una revisione critica delle ricerche precedentemente svolte. Si presenta infine la ricostruzione virtuale di un nuovo progetto di anastilosi del tempio, elaborata proprio grazie ai risultati della catalogazione dei frammenti, della ricostruzione grafica digitale, bidimensionale e tridimensionale, e dell’analisi tecnico-costruttiva, oltre che morfologica, utilizzata come strumento di verifica e sintesi della ricerca svolta.
The contribution retraces the discovery of the Asklepieion of Kos conducted by the Germans Rudolf Herzog and Paul Schazmann, the investigations by the Italian Archaeological Service and, above all, the restoration work made by the archaeologist Luigi Morricone and the architect Mario Paolini, in order to present the Roman temple on the second terrace. This restoration study is described in its different phases, till the last partial realization of the anastylosis, known through the original drawings. During the activity carried out on the site, the author, with new surveys and with the complete catalogue of architectural fragments belonging to the Roman temple of the Asklepieion, has been in position to make the restitution of the building in two-dimensional and three-dimensional visions, verified also through the extensive critical review of the researches previously undertaken.
Finally, the author presents the virtual reconstruction of a new anastylosis project of the Roman temple, developed on the basis of the results of the catalogue of the fragments, the reconstruction through the traditional and digital graphics, the analysis and technical construction, as well as the morphological studies, used as a verification tools and synthesis of the research.
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The contribution retraces the discovery of the Asklepieion of Kos conducted by the Germans Rudolf Herzog and Paul Schazmann, the investigations by the Italian Archaeological Service and, above all, the restoration work made by the archaeologist Luigi Morricone and the architect Mario Paolini, in order to present the Roman temple on the second terrace. This restoration study is described in its different phases, till the last partial realization of the anastylosis, known through the original drawings. During the activity carried out on the site, the author, with new surveys and with the complete catalogue of architectural fragments belonging to the Roman temple of the Asklepieion, has been in position to make the restitution of the building in two-dimensional and three-dimensional visions, verified also through the extensive critical review of the researches previously undertaken.
Finally, the author presents the virtual reconstruction of a new anastylosis project of the Roman temple, developed on the basis of the results of the catalogue of the fragments, the reconstruction through the traditional and digital graphics, the analysis and technical construction, as well as the morphological studies, used as a verification tools and synthesis of the research.
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Research Interests:
"This paper was presented at the International Conference Cibo per gli uomini, cibo per gli dei. Archeologia del pasto rituale, Piazza Armerina, 5-8 of May, 2005. This is now an updated version. The article concerns the issues related to... more
"This paper was presented at the International Conference Cibo per gli uomini, cibo per gli dei. Archeologia del pasto rituale, Piazza Armerina, 5-8 of May, 2005. This is now an updated version. The article concerns the issues related to ritual meal in Attica, especially by analyzing the function of several buildings showing an array of cases that has not been properly assessed yet. Each case’s specific features lead to the hypothesis that banquet building rooms’ plan and furniture, as well as the overall number of available seats, point to the existence of different usage methods reflecting coherent social and religious structures. Athens, Eleusis and Brauron are taken into account as examples of a functional system that autonomously organizes its own spaces on the basis of social and institutional needs.
Questo contributo è stato presentato al Convegno Internazionale Cibo per gli uomini, cibo per gli dei. Archeologia del pasto rituale, Piazza Armerina, 5-8 maggio 2005. Se ne fornisce ora una versione aggiornata. Lo studio approfondisce il tema del pasto rituale in Attica, soprattutto analizzando la situazione dei diversi edifici i quali presentano una varietà di casi mai analizzata con la dovuta attenzione. Proprio le diverse caratteristiche di ogni specifica lasciano ipotizzare che sia possibile evincere dalla forma e dall’arredo degli ambienti e dal numero complessivo di posti disponibili l’esistenza di diversi modi d’uso che riflettono diverse strutture sociali e religiose. Atene, Eleusi e Brauron sono presi come esempio di modelli dell’organizzazione di una funzione che gestisce autonomamente i propri spazi sulla base di motivazioni socio-istituzionali."
Questo contributo è stato presentato al Convegno Internazionale Cibo per gli uomini, cibo per gli dei. Archeologia del pasto rituale, Piazza Armerina, 5-8 maggio 2005. Se ne fornisce ora una versione aggiornata. Lo studio approfondisce il tema del pasto rituale in Attica, soprattutto analizzando la situazione dei diversi edifici i quali presentano una varietà di casi mai analizzata con la dovuta attenzione. Proprio le diverse caratteristiche di ogni specifica lasciano ipotizzare che sia possibile evincere dalla forma e dall’arredo degli ambienti e dal numero complessivo di posti disponibili l’esistenza di diversi modi d’uso che riflettono diverse strutture sociali e religiose. Atene, Eleusi e Brauron sono presi come esempio di modelli dell’organizzazione di una funzione che gestisce autonomamente i propri spazi sulla base di motivazioni socio-istituzionali."
Research Interests: Greek Archaeology, Greek Architecture, Athens, Acropolis, Piraeus, and 6 moreEleusis, Hestiatorion, Ritual Meal, Brauron, Pompeion, and Stoa
The Amphitheatre of Sabratha, ignored by 18th and 19th century explorers, was described for the first time by Henri Méhier de Mathuisieulx in 1912 and investigated by Renato Bartoccini beginning in 1924. His work brought to light a large... more
The Amphitheatre of Sabratha, ignored by 18th and 19th century explorers, was described for the first time by Henri Méhier de Mathuisieulx in 1912 and investigated by Renato Bartoccini beginning in 1924. His work brought to light a large part of the monument, but it was not published. Recently, new research and excavations have made possible new topographical and architectonic drawings of the building, as well as new analysis. The Amphitheatre was completely constructed from local calcarenite blocks in the middle of the II Century A.D. and lies inside an ancient mine at the east boundary of the old site. Contrary to current opinion, it was completed as demonstrated by two blocks of the crowning cornice with holes for the poles of the velarium. The unit of measure used is the Punic cubit, and it is also possible to recognize the geometrical design of the project. Up to 20.000 spectators could be seated in its cavea, a very large number, given the population of the old town. This venue was capable of hosting large numbers of visitors who had come to Sabratha for the great feasts connected with a market that featured caravans of products transported from central Africa, including ivory, gold, animals and slaves. Spectators were able to see sumptuous munera such us that ones offered by G. Flavius Pudens (IRT, 117). The Amphitheatre may have been damaged by an earthquake during the 4th Century, after that it was abandoned and almost totally spoiled during the 6th Century.
L’Anfiteatro di Sabratha, ignorato dai viaggiatori del XVIII e XIX secolo, venne segnalato nel 1912 da Henri Méhier de Mathuisieulx ed indagato da Renato Bartoccini a partire dal 1924. Gli scavi e le ricerche portate avanti in quegli anni permisero di rimettere in luce gran parte del monumento, che rimase tuttavia non pubblicato. Recenti scavi e ricerche hanno adesso permesso di redigere un nuovo rilievo ed un nuovo studio del monumento. Il grande edificio, realizzato in conci di calcarenite locale, venne costruito sfruttando una cava di pietra alla periferia orientale della città antica probabilmente alla metà circa del II secolo d.C. e, contrariamente a quanto finora ritenuto, venne effettivamente completato, come testimonia l’esistenza di alcune cornici con i fori per il velarium. Impiega come unità di misura il cubito punico ed è possibile rintracciare anche lo schema geometrico proporzionale sotteso al progetto. Si stima potesse contenere circa 20-25.000 spettatori, un numero assai elevato in rapporto alla popolazione della città: il suo bacino di utenza era amplificato dalla vocazione mercantile dell’emporio e dalla periodica presenza delle carovane che trasportavano fin qui dal cuore dell’Africa Nera avorio, oro, animali e schiavi. Gli spettatori potevano assistere a grandiosi munera come quelli offerti da G. Flavio Pudente (IRT, 117). Probabilmente danneggiato da un sisma nel corso del IV secolo d.C., l’edificio venne abbandonato e spogliato quasi completamente nel VI secolo d.C.
L’Anfiteatro di Sabratha, ignorato dai viaggiatori del XVIII e XIX secolo, venne segnalato nel 1912 da Henri Méhier de Mathuisieulx ed indagato da Renato Bartoccini a partire dal 1924. Gli scavi e le ricerche portate avanti in quegli anni permisero di rimettere in luce gran parte del monumento, che rimase tuttavia non pubblicato. Recenti scavi e ricerche hanno adesso permesso di redigere un nuovo rilievo ed un nuovo studio del monumento. Il grande edificio, realizzato in conci di calcarenite locale, venne costruito sfruttando una cava di pietra alla periferia orientale della città antica probabilmente alla metà circa del II secolo d.C. e, contrariamente a quanto finora ritenuto, venne effettivamente completato, come testimonia l’esistenza di alcune cornici con i fori per il velarium. Impiega come unità di misura il cubito punico ed è possibile rintracciare anche lo schema geometrico proporzionale sotteso al progetto. Si stima potesse contenere circa 20-25.000 spettatori, un numero assai elevato in rapporto alla popolazione della città: il suo bacino di utenza era amplificato dalla vocazione mercantile dell’emporio e dalla periodica presenza delle carovane che trasportavano fin qui dal cuore dell’Africa Nera avorio, oro, animali e schiavi. Gli spettatori potevano assistere a grandiosi munera come quelli offerti da G. Flavio Pudente (IRT, 117). Probabilmente danneggiato da un sisma nel corso del IV secolo d.C., l’edificio venne abbandonato e spogliato quasi completamente nel VI secolo d.C.
Research Interests:
"In the town of Kos, the excavations carried out by the Italian archaeologists between 1912 and 1945 and the new investigations by the Greek Archaeological Service have revealed a complex system of water supply based on the integration,... more
"In the town of Kos, the excavations carried out by the Italian archaeologists between 1912 and 1945 and the new investigations by the Greek Archaeological Service have revealed a complex system of water supply based on the integration, occurred during the Roman period, of a water network already set up since the foundation of the city, that took place in 366 BC on the basis of an urban Hippodamian scheme; this defined also a urban drainage system for the disposal of stormwater designed together with the road network. The water supply could rely on abundant natural springs located in the hills south-east of the city, supplemented by private wells and cisterns. The water usage involved public fountains and nymphaea, and, especially in Roman times, several bath buildings, whose first installation dates in a period between I and II cent. AD, with later changes until the mid-fourth century, when some of them changed their function and were transformed in religious buildings. To fed the thermae, an aqueduct was built in imperial period, although the baths were always equipped with storage tanks to compensate any reduction of the flow; to rationalize the use of water, the discharge of the thermal baths was conducted through pipes to flush the sewers of public latrines, always built nearby, while the houses were equipped with private sanitary facilities whose sewers used the drainage channels in the middle of the streets, later reworkings of the original channels of the first Hellenistic age. In conclusion, the water supply systems and wastewater disposal witness the remarkable persistence of the original Kos town water systems and above all attest to how the study of water management systems of a city may improve knowledge of its topography at the different stages of development.
Nella città di Kos, durante gli scavi che impegnarono gli archeologi italiani tra il 1912 e il 1945 e nei nuovi scavi del Servizio Archeologico greco, è stato messo in luce un complesso sistema di approvvigionamento dell’acqua basato sull’integrazione in età romana di una rete idrica già impostata fin dalla fondazione della città, avvenuta nel 366 a.C. sulla base di un piano urbano di tipo ippodameo che definiva anche un sistema di canali per lo smaltimento delle acque meteoriche progettato insieme alla rete viaria. L’approvvigionamento idrico, invece, poteva contare sulle abbondanti sorgenti naturali site sulle colline a sud-est della città, integrato da cisterne e pozzi privati. I punti di utilizzo comprendevano fontane pubbliche e ninfei, e, in età romana, soprattutto diversi edifici termali, databili nel loro primo impianto tra I e II sec. d.C., con successivie trasformazioni che li videro funzionanti almeno fino alla metà del IV secolo. Per alimentare gli impianti termali, in età imperiale venne costruito un acquedotto, anche se le terme sono sempre dotate di serbatoi di accumulo per compensare eventuali riduzioni del flusso; l’acqua di scarico delle vasche termali andava poi ad alimentare i condotti di smaltimento delle latrine pubbliche, sempre realizzate nelle loro immediate adiacenze, mentre anche le case private erano dotate di impianti igienici che scaricavano nei condotti di drenaggio al centro delle strade, rifacimenti più tardi degli originari canali di età protoellenistica. In conclusione, i sistemi di approvvigionamento idrico e smaltimento delle acque di scarico testimoniano a Kos la notevole persistenza degli originari sistemi idrici della città e soprattutto attestano come lo studio dei sistemi idrici di una città possa fornire dati utili alla conoscenza della sua topografia nelle diverse fasi di sviluppo."
Nella città di Kos, durante gli scavi che impegnarono gli archeologi italiani tra il 1912 e il 1945 e nei nuovi scavi del Servizio Archeologico greco, è stato messo in luce un complesso sistema di approvvigionamento dell’acqua basato sull’integrazione in età romana di una rete idrica già impostata fin dalla fondazione della città, avvenuta nel 366 a.C. sulla base di un piano urbano di tipo ippodameo che definiva anche un sistema di canali per lo smaltimento delle acque meteoriche progettato insieme alla rete viaria. L’approvvigionamento idrico, invece, poteva contare sulle abbondanti sorgenti naturali site sulle colline a sud-est della città, integrato da cisterne e pozzi privati. I punti di utilizzo comprendevano fontane pubbliche e ninfei, e, in età romana, soprattutto diversi edifici termali, databili nel loro primo impianto tra I e II sec. d.C., con successivie trasformazioni che li videro funzionanti almeno fino alla metà del IV secolo. Per alimentare gli impianti termali, in età imperiale venne costruito un acquedotto, anche se le terme sono sempre dotate di serbatoi di accumulo per compensare eventuali riduzioni del flusso; l’acqua di scarico delle vasche termali andava poi ad alimentare i condotti di smaltimento delle latrine pubbliche, sempre realizzate nelle loro immediate adiacenze, mentre anche le case private erano dotate di impianti igienici che scaricavano nei condotti di drenaggio al centro delle strade, rifacimenti più tardi degli originari canali di età protoellenistica. In conclusione, i sistemi di approvvigionamento idrico e smaltimento delle acque di scarico testimoniano a Kos la notevole persistenza degli originari sistemi idrici della città e soprattutto attestano come lo studio dei sistemi idrici di una città possa fornire dati utili alla conoscenza della sua topografia nelle diverse fasi di sviluppo."
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In case of several major temples located inside the same sanctuary, difficulty arises with regard to the identification of the deity each of them was dedicated to. Although archaeological researches traditionally attempt to refer each... more
In case of several major temples located inside the same sanctuary, difficulty arises with regard to the identification of the deity each of them was dedicated to. Although archaeological researches traditionally attempt to refer each temple to a different divinity, many examples of sacred buildings dedicated to the same god or goddess and situated in the same sanctuary can be found throughout the Greek world.
Notwithstanding the widespread presence of Hera cult in Achaean colonies, the analysis of the archaeological, epigraphic and philological documentation concerning Metaponto urban sanctuary seems to indicate that, probably, both temple A and B were consecrated to Apollo, as no conclusive element actually proves the presence of the goddess. In this perspective, the sacred area can be regarded as the place where Apollo – whose cult is testified since the beginning by argoi lithoi distributed in the whole temenos – was worshipped as the principal god and the owner of both the two major temples, while different secondary cults were hosted in other edifices of the sanctuary.
In presenza di molteplici templi principali nell’ambito dello stesso santuario è difficile determinare la divinità cui ciascuno di essi era dedicato. Sebbene l’approccio tradizionalmente adottato nella ricerca archeologica tenda ad attribuire ogni edificio templare a un referente divino differente, si possono osservare nel mondo greco diversi casi di edifici consacrati alla stessa divinità nell’ambito del medesimo santuario.
Nonostante la diffusione del culto di Hera presso le colonie achee sia largamente attestata, l’analisi della documentazione archeologica, epigrafica e filologica relativa al santuario urbano di Metaponto sembra mostrare come probabilmente entrambi i templi A e B fossero connessi ad Apollo, dal momento che nessun elemento certo prova l’esistenza del culto della dea. In tale ottica, l’area sacra in questione può essere considerata come il luogo ove Apollo – il cui culto è documentato sin dalle prime fasi di esistenza del sito da argoi lithoi presenti nell’intero temenos – era venerato come il dio principale e l’intestatario dei due templi maggiori, mentre altri culti, di importanza secondaria, erano accolti negli altri edifici del santuario.
Notwithstanding the widespread presence of Hera cult in Achaean colonies, the analysis of the archaeological, epigraphic and philological documentation concerning Metaponto urban sanctuary seems to indicate that, probably, both temple A and B were consecrated to Apollo, as no conclusive element actually proves the presence of the goddess. In this perspective, the sacred area can be regarded as the place where Apollo – whose cult is testified since the beginning by argoi lithoi distributed in the whole temenos – was worshipped as the principal god and the owner of both the two major temples, while different secondary cults were hosted in other edifices of the sanctuary.
In presenza di molteplici templi principali nell’ambito dello stesso santuario è difficile determinare la divinità cui ciascuno di essi era dedicato. Sebbene l’approccio tradizionalmente adottato nella ricerca archeologica tenda ad attribuire ogni edificio templare a un referente divino differente, si possono osservare nel mondo greco diversi casi di edifici consacrati alla stessa divinità nell’ambito del medesimo santuario.
Nonostante la diffusione del culto di Hera presso le colonie achee sia largamente attestata, l’analisi della documentazione archeologica, epigrafica e filologica relativa al santuario urbano di Metaponto sembra mostrare come probabilmente entrambi i templi A e B fossero connessi ad Apollo, dal momento che nessun elemento certo prova l’esistenza del culto della dea. In tale ottica, l’area sacra in questione può essere considerata come il luogo ove Apollo – il cui culto è documentato sin dalle prime fasi di esistenza del sito da argoi lithoi presenti nell’intero temenos – era venerato come il dio principale e l’intestatario dei due templi maggiori, mentre altri culti, di importanza secondaria, erano accolti negli altri edifici del santuario.
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Call for paper: In solo provinciali Sull’architettura delle province, da Augusto ai Severi, tra inerzie locali e romanizzazione In solo provinciali Architecture in Roman provinces, from Augustus to the Severan Emperors, between local... more
Call for paper: In solo provinciali
Sull’architettura delle province, da Augusto ai Severi,
tra inerzie locali e romanizzazione
In solo provinciali
Architecture in Roman provinces, from Augustus to the Severan Emperors,
between local inertias and Romanization
Il Direttore, il Comitato Direttivo e la Redazione di Thiasos, rivista digitale open-access di archeologia e architettura antica (www.thiasos.eu), annoverata tra le riviste scientifiche di Fascia A per le aree CUN 10/A1 (Archeologia) e 08/E2 (Restauro e Storia dell’Architettura), sono lieti di annunciare, per il n. 8 del 2019, la presente call for papers.
Per altre informazioni, scarica il .pdf (in italiano e in inglese).
Thiasos is an online open access journal concerning archaeology and ancient architecture (www.thiasos.eu). The Italian National Agency for the Evaluation of Universities and Research Institutes (ANVUR) has rated it as class A journal – i.e., the highest ranking-class, according to the evaluation system introduced in Italy for not bibliometric research fields – for the scientific sectors CUN 10/A1 (Archaeology) and 08/E2 (History of Architecture and Restoration).
The Director-in-Chief, the members of the Directorial Committee, and the Editorial Board are pleased to announce the current call for papers for the next issue of the journal, no. 8, 2019.
For further information, download the .pdf (in English and in Italian).
Sull’architettura delle province, da Augusto ai Severi,
tra inerzie locali e romanizzazione
In solo provinciali
Architecture in Roman provinces, from Augustus to the Severan Emperors,
between local inertias and Romanization
Il Direttore, il Comitato Direttivo e la Redazione di Thiasos, rivista digitale open-access di archeologia e architettura antica (www.thiasos.eu), annoverata tra le riviste scientifiche di Fascia A per le aree CUN 10/A1 (Archeologia) e 08/E2 (Restauro e Storia dell’Architettura), sono lieti di annunciare, per il n. 8 del 2019, la presente call for papers.
Per altre informazioni, scarica il .pdf (in italiano e in inglese).
Thiasos is an online open access journal concerning archaeology and ancient architecture (www.thiasos.eu). The Italian National Agency for the Evaluation of Universities and Research Institutes (ANVUR) has rated it as class A journal – i.e., the highest ranking-class, according to the evaluation system introduced in Italy for not bibliometric research fields – for the scientific sectors CUN 10/A1 (Archaeology) and 08/E2 (History of Architecture and Restoration).
The Director-in-Chief, the members of the Directorial Committee, and the Editorial Board are pleased to announce the current call for papers for the next issue of the journal, no. 8, 2019.
For further information, download the .pdf (in English and in Italian).
Research Interests: Archaeology, Topography of Ancient Rome (Archaeology), Imperial Rome, Republican Rome, Roman North Africa (Archaeology), and 14 moreHellenistic and Roman Asia Minor, Archeologia, Arqueología, Arqueología De La Arquitectura, Roman Architecture, Archeologia dell'architettura, Archeologia Romana, Ancient Greece and Rome, Sicilia Ellenistica, Roman Asia Minor, Architettura Romana, Sanctuaries in Ancient Rome and Italy, Storia Architettura, and Roman Archaeology
Convegno internazionale dedicato a Fabiola Ardizzone Palermo, 11-13 ottobre 2018. Le tre giornate del Convegno si svolgeranno presso l’Orto botanico di Palermo (giovedì 11 e venerdì 12), e presso il Campus Viale delle Scienze, Ed. 15,... more
Convegno internazionale dedicato a Fabiola Ardizzone
Palermo, 11-13 ottobre 2018.
Le tre giornate del Convegno si svolgeranno presso l’Orto botanico di Palermo (giovedì 11 e venerdì 12), e presso il Campus Viale delle Scienze, Ed. 15, Dipartimento Culture e Società, piano VIII (sabato 13).
Palermo, 11-13 ottobre 2018.
Le tre giornate del Convegno si svolgeranno presso l’Orto botanico di Palermo (giovedì 11 e venerdì 12), e presso il Campus Viale delle Scienze, Ed. 15, Dipartimento Culture e Società, piano VIII (sabato 13).
Research Interests:
Organized by Poul Pedersen, Birte Poulsen and John Lund at the Danish Institute at Athens, the conference is supported by the Carlsberg Foundation, the University of Southern Denmark, the Aarhus University, the National Museum. Odos... more
Organized by Poul Pedersen, Birte Poulsen and John Lund at the Danish Institute at Athens, the conference is supported by the Carlsberg Foundation, the University of Southern Denmark, the Aarhus University, the National Museum.
Odos Herefondos 14, Athens, January 24th-26th, 2018.
Odos Herefondos 14, Athens, January 24th-26th, 2018.
Research Interests: Late Antique and Byzantine History, Byzantine Studies, Byzantine Architecture, Byzantine Archaeology, Greek Archaeology, and 22 moreAncient Greek History, Ceramics (Archaeology), Aegean Archaeology, Hellenistic and Roman Asia Minor, Archeologia, History of Late Classical and Hellenistic Asia Minor, Karian archaeology, Archaeology of Dodecanese, Archéologie, Asia Minor, Dodecanese, Karia, Archeologia Classica, Roman and Byzantine Asia Minor, Roman Asia Minor, Hellenistic Rhodes, Ellenismo, Greeks in Asia Minor, Greek and Latin Epigraphy of Asia Minor, Byzantine Dodecanese, Halikarnassos, and Early Christian Dodecanese
Il convegno internazionale nasce dalla sinergia tra il comitato organizzatore, il Dipartimento di Archeologia dell’Università Aristotelis di Salonicco e delle Sovrintendenze alle Antichità elleniche. La recente stagione di indagini... more
Il convegno internazionale nasce dalla sinergia tra il comitato organizzatore, il Dipartimento di Archeologia dell’Università Aristotelis di Salonicco e delle Sovrintendenze alle Antichità elleniche. La recente stagione di indagini archeologiche nella Grecia settentrionale, per importanza delle nuove scoperte e complessità dei progetti di restauro dei contesti archeologici, stimola questo momento di dibattito sul complesso tema dello sviluppo della forma urbana nella Macedonia antica, sulla definizione di un nuovo sistema politico, quale lo società di corte ellenistica, su un intero periodo storico del Mediterraneo, che rappresenta un momento di svolta all’origine delle motivazioni culturali dell’Europa Moderna.
Roma, Università La Sapienza, Facoltà di Lettere e Filosofia
Aula Odeion, 14-15 dicembre 2017
The International Conference was born out of synergy between the organizing committee, the Archaeology Department of the Aristotelis University of Thessaloniki and the Hellenic Superintendence of Antiquities. The actual archaeological researches in Northern Greece, due to the importance of the new discoveries and the restoration projects, stimulate this moment of debate on the complex theme of the development of urban form in Ancient Macedonia, on the definition of a new political system, such as the Hellenistic court, within an historical period of the Mediterranean which represents a turning point at the origin of Europe cultural traits.
Rome, La Sapienza University, Faculty of Humanities
Odeion Hall, 14-15 December 2017
Roma, Università La Sapienza, Facoltà di Lettere e Filosofia
Aula Odeion, 14-15 dicembre 2017
The International Conference was born out of synergy between the organizing committee, the Archaeology Department of the Aristotelis University of Thessaloniki and the Hellenic Superintendence of Antiquities. The actual archaeological researches in Northern Greece, due to the importance of the new discoveries and the restoration projects, stimulate this moment of debate on the complex theme of the development of urban form in Ancient Macedonia, on the definition of a new political system, such as the Hellenistic court, within an historical period of the Mediterranean which represents a turning point at the origin of Europe cultural traits.
Rome, La Sapienza University, Faculty of Humanities
Odeion Hall, 14-15 December 2017
Research Interests: Archaeology, Classical Archaeology, Hellenistic History, Ancient Greek History, Hellenistic and Roman Asia Minor, and 18 moreArcheologia, Ancient Greek and Roman Art, History of Ancient Macedonia, Hellenistic Greece, History and archaeology of Epirus, Thessaly, Philip II of Macedonia, Archéologie, Archaeology of Epirus, Archeologia dell'architettura, THESSALONIKI, Archeologia Classica, archaeology of Macedonia and Thrace, Hellenistic Athens, Ancient Macedonia, Hellenistic Palaces, Achemenid, and Topography of Ancient Epirus
Organizzato dall’Ente Parco Archeologico della Valle dei Templi di Agrigento, in occasione della XI edizione delle Giornate Gregoriane.
Agrigento, Casa Sanfilippo, Strada Panoramica dei Templi
2-3 dicembre 2017
Agrigento, Casa Sanfilippo, Strada Panoramica dei Templi
2-3 dicembre 2017
Research Interests: Archaeology, Greek Literature, Greek History, Theatre History, Greek Archaeology, and 10 moreAncient Greek History, Hellenistic and Roman Asia Minor, Archeologia, Ancient Greek and Roman Art, Hellenistic art, Archéologie, Hellenistic architecture, Agrigento, Akragas, and História E Teorias Do Teatro
Organized by the National Archaeological Museum and the Italian Archaeological School in Athens, the exhibition marks the 1900 years since the beginning of Adrian's Principate in AD 117, an anniversary that was celebrated by major... more
Organized by the National Archaeological Museum and the Italian Archaeological School in Athens, the exhibition marks the 1900 years since the beginning of Adrian's Principate in AD 117, an anniversary that was celebrated by major European museums and cultural institutions. It will be open to the public from 28/11/2017 to 31/12/2018.
Athens, National Archaeological Museum, 44 Patission street
Athens, National Archaeological Museum, 44 Patission street
Research Interests:
Qual è il senso degli studi sull’Egitto e il Vicino Oriente antico oggi? Quale il posto che occupano nella società italiana e, in particolare, nell’Università? Quali le prospettive nel panorama contemporaneo? Sono queste le domande... more
Qual è il senso degli studi sull’Egitto e il Vicino Oriente antico oggi? Quale il posto che occupano nella società italiana e, in particolare, nell’Università? Quali le prospettive nel panorama contemporaneo? Sono queste le domande principali da cui muove il congresso che riunirà a Pisa il 5 e 6 giugno 2017 gli studiosi delle varie discipline orientalistiche del mondo antico per il Convegno Nazionale di Orientalistica “Egitto e Vicino Oriente Antichi: tra passato e futuro”. I due giorni vogliono essere un’occasione di riflessione collettiva, che affronti, da un lato, il ripensamento critico del passato e presente delle discipline coinvolte e si confronti, dall’altro, sul loro futuro: quello che si va delineando e quello che si vuole costruire. Interverranno al convegno alcuni tra i maggiori studiosi italiani nell’ambito degli studi sull’Egitto e il Vicino Oriente antichi; le keynote lectures sono affidate a Edda Bresciani e Paolo Matthiae, mentre a Mario Liverani spetteranno le conclusioni.
L’evento è stato organizzato dalla Università di Pisa, Dipartimento di Civiltà e Forme del Sapere (Marilina Betrò; Gianluca Miniaci). Fanno parte inoltre del Comitato organizzativo Stefano De Martino (Università di Torino) e Frances Pinnock (Università La Sapienza Roma).
Le iscrizioni alla conferenza terminano il 15/05/2017 e si possono effettuare sul sito di Eventbrite. https://www.eventbrite.it/e/biglietti-egitto-e-vicino-oriente-antichi-tra-passato-e-futuro-33113747109
Per maggiori informazioni: http://egittologia.cfs.unipi.it/it/convegno-di-orientalistica/
Contatti: evoa.pisa@gmail.com
L’evento è stato organizzato dalla Università di Pisa, Dipartimento di Civiltà e Forme del Sapere (Marilina Betrò; Gianluca Miniaci). Fanno parte inoltre del Comitato organizzativo Stefano De Martino (Università di Torino) e Frances Pinnock (Università La Sapienza Roma).
Le iscrizioni alla conferenza terminano il 15/05/2017 e si possono effettuare sul sito di Eventbrite. https://www.eventbrite.it/e/biglietti-egitto-e-vicino-oriente-antichi-tra-passato-e-futuro-33113747109
Per maggiori informazioni: http://egittologia.cfs.unipi.it/it/convegno-di-orientalistica/
Contatti: evoa.pisa@gmail.com
Research Interests:
Il convegno, organizzato dal MIBACT, dall’Università di Roma “Sapienza” e dalla British School at Rome, intende offrire un quadro aggiornato dei risultati della ricerca archeologica e degli studi che, partendo dalle fonti e dalle... more
Il convegno, organizzato dal MIBACT, dall’Università di Roma “Sapienza” e dalla British School at Rome, intende offrire un quadro aggiornato dei risultati della ricerca archeologica e degli studi che, partendo dalle fonti e dalle istituzioni della Res Publica, giunge alla definizione delle infrastrutture, degli spazi sacri e civili, delle forme della produzione, dei consumi e degli scambi commerciali della città di Roma tra IV e III secolo a.C.
5 aprile: Sapienza Università di Roma, sala Odeion
6-7 aprile: British School at Rome
5 aprile: Sapienza Università di Roma, sala Odeion
6-7 aprile: British School at Rome
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Giornate internazionali di Studio organizzate dalla Soprintendenza Speciale di Pompei, in collaborazione con il MIBACT e il Dipartimento di Architettura (DIARC) dell’Università di Napoli Federico II. Giovedì 6 aprile 2017 – Parco... more
Giornate internazionali di Studio organizzate dalla Soprintendenza Speciale di Pompei, in collaborazione con il MIBACT e il Dipartimento di Architettura (DIARC) dell’Università di Napoli Federico II.
Giovedì 6 aprile 2017 – Parco Archeologico di Pompei, Auditorium
Venerdì 7 aprile 2017 – Napoli, Centro Congressi Partenope
Giovedì 6 aprile 2017 – Parco Archeologico di Pompei, Auditorium
Venerdì 7 aprile 2017 – Napoli, Centro Congressi Partenope
Research Interests: Archaeology, Cultural Heritage, Heritage Conservation, Pompeii (Archaeology), Cultural Heritage Management, and 17 moreHeritage Management, Archeologia, Science for Conservation and Restoration of Cultural Heritage, Architectural Preservation & Restoration, Pompeii and Herculaneum, Archeologie, Pompeii Topography Architecture, Restauro, Anastylosis, Architettura Romana, Anastilosi, Storia Dell'architettura Antica, Reconstruction & Anastylosis of Historic Structures, Patrimonio Culturale: Valorizzazione, Restoration and Conservation of Ancient and Historic Buildings and Structures, Parco Archeologico, and Archaeological Park
Giovedì 23 marzo 2017 alle ore 17.00, presso il Museo Archeologico “Pietro Griffo” di Agrigento, è stata inaugurata dal direttore dell’Ente Parco Archeologico della Valle dei Templi, arch. Giuseppe Parello, e dalla direttrice del MARAG,... more
Giovedì 23 marzo 2017 alle ore 17.00, presso il Museo Archeologico “Pietro Griffo” di Agrigento, è stata inaugurata dal direttore dell’Ente Parco Archeologico della Valle dei Templi, arch. Giuseppe Parello, e dalla direttrice del MARAG, dott.ssa Gioconda Lamagna, la mostra “Theatrum ibidem erat eminentissimum”, sui risultati delle ricerche nell’area dell’agorà della città antica. La mostra presenta gli esiti delle ricerche che il gruppo di ricerca sull’antico del Dipartimento ICAR del Politecnico di Bari conduce dal 2012 in accordo con l’Ente Parco Archeologico e Paesaggistico della Valle dei Templi, in sinergia con l’Università di Catania e con il coinvolgimento dell’Università Kore di Enna e dell’Università del Molise.
Con il coordinamento scientifico dei proff. Monica Livadiotti, del Politecnico di Bari, Luigi Caliò, dell’Università di Catania, e delle dott.sse Valentina Caminneci, Maria Concetta Parello e Maria Serena Rizzo, dell’Ente Parco, la mostra espone una selezione di reperti significativi, provenienti dall’area del teatro, di recente rinvenimento, e dal tempio romano. L’allestimento è stato curato dall’arch. Antonello Fino, con la collaborazione dei dott. Carla Guzzone, Francesca Leoni, Donatella Mangione e Luciano Piepoli.
La mostra rimarrà visitabile fino al 30 giugno 2017.
Con il coordinamento scientifico dei proff. Monica Livadiotti, del Politecnico di Bari, Luigi Caliò, dell’Università di Catania, e delle dott.sse Valentina Caminneci, Maria Concetta Parello e Maria Serena Rizzo, dell’Ente Parco, la mostra espone una selezione di reperti significativi, provenienti dall’area del teatro, di recente rinvenimento, e dal tempio romano. L’allestimento è stato curato dall’arch. Antonello Fino, con la collaborazione dei dott. Carla Guzzone, Francesca Leoni, Donatella Mangione e Luciano Piepoli.
La mostra rimarrà visitabile fino al 30 giugno 2017.
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In occasione degli incontri con gli esperti nella sede di Palazzo Clementi la Soprintendenza ospita la conferenza del prof. Mario Torelli che, partendo dal confronto tra la situazione che si determina agli inizi del IV secolo a.C.... more
In occasione degli incontri con gli esperti nella sede di Palazzo Clementi la Soprintendenza ospita la conferenza del prof. Mario Torelli che, partendo dal confronto tra la situazione che si determina agli inizi del IV secolo a.C. nell'Etruria meridionale tra l'assetto politico-sociale di Caere e quello di Tarquinia, mette in risalto la forte interferenza di Roma sul contesto cerite.
Roma, Palazzo Patrizi Clementi, Sala delle Colonne Doriche, Via Cavalletti 2
15 marzo 2017 ore 17,00
Roma, Palazzo Patrizi Clementi, Sala delle Colonne Doriche, Via Cavalletti 2
15 marzo 2017 ore 17,00
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Il giorno 14 marzo 2017, alle ore 17.00, presso la sede dell’Istituto Nazionale di Archeologia e Storia dell’Arte, Pier Giovanni Guzzo presenterà il volume Se cerchi la tua strada verso Itaca… Omaggio a Lina Di Stefano, a cura di Elena... more
Il giorno 14 marzo 2017, alle ore 17.00, presso la sede dell’Istituto Nazionale di Archeologia e Storia dell’Arte, Pier Giovanni Guzzo presenterà il volume Se cerchi la tua strada verso Itaca… Omaggio a Lina Di Stefano, a cura di Elena Lattanzi e Roberto Spadea, ed. Scienze e Lettere, Roma 2016 (ISBN: 978-88-6687-104-0). Saranno presenti i curatori.
Roma, Istituto Nazionale di Archeologia e Storia dell’Arte, piazza San Marco 49, ingresso a sinistra, II piano.
Roma, Istituto Nazionale di Archeologia e Storia dell’Arte, piazza San Marco 49, ingresso a sinistra, II piano.
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Martedì 21 febbraio, alle ore 16.30, al Collegio Romano, Sala Spadolini, sarà presentato il volume speciale del Bollettino d'Arte “Principi etruschi. Le tombe orientalizzanti di San Paolo a Cerveteri”, di Maria Antonietta Rizzo.... more
Martedì 21 febbraio, alle ore 16.30, al Collegio Romano, Sala Spadolini, sarà presentato il volume speciale del Bollettino d'Arte “Principi etruschi. Le tombe orientalizzanti di San Paolo a Cerveteri”, di Maria Antonietta Rizzo.
Interverranno Caterina Bon di Valsassina e Madrisio, Marina Martelli, Mario Torelli, Fabio Isman. Inoltre, sarà presente l’Autrice.
Collegio Romano, Sala Spadolini
via del Collegio Romano, 27, Roma
Interverranno Caterina Bon di Valsassina e Madrisio, Marina Martelli, Mario Torelli, Fabio Isman. Inoltre, sarà presente l’Autrice.
Collegio Romano, Sala Spadolini
via del Collegio Romano, 27, Roma
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In occasione del Tricentenario della nascita di Carlo di Borbone, il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria (MArRC), il Dipartimento Architettura e Territorio (dArTe) dell'Università Mediterranea di Reggio Calabria e il... more
In occasione del Tricentenario della nascita di Carlo di Borbone, il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria (MArRC), il Dipartimento Architettura e Territorio (dArTe) dell'Università Mediterranea di Reggio Calabria e il Dipartimento di Studi Umanistici, Lettere, Beni Culturali, Scienze della Formazione dell'Università degli Studi di Foggia promuovono il Convegno internazionale “L'antichità nel Regno. Archeologia, tutela e restauri nel Mezzogiorno preunitario”, dedicato agli anni compresi fra il 1734 e il 1861, un periodo nel quale il Regno borbonico diede un impulso significativo per lo sviluppo del Mezzogiorno.
L'evento, che si terrà a Reggio Calabria il 27-28 aprile 2017, ha lo scopo di ripercorrere le tappe della costruzione di questo modello culturale assolutamente all'avanguardia per l'epoca.
Le proposte dovranno essere inviate entro il 15 febbraio 2017 all'indirizzo di posta elettronica: lantichitanelregno@gmail.com
On the occasion of the tercentenary of the birth of Charles of Bourbon, the National Archaeological Museum of Reggio Calabria (MArRC), the Department of Architecture and Territory (dArTe) of the Mediterranean University of Reggio Calabria and the Department of Humanities, Arts, Culture, Science Education of the University of Foggia promote the international Conference "The antiquities in the Kingdom. Archaeology, protection and restoration in pre-Unification South Italy ", dedicated to the years between 1734 and 1861, a period in which the Bourbon Kingdom gave a significant boost to the development of South Italy.
The event, to be held in Reggio Calabria on April, 27-28, 2017, aims to retrace the steps of the construction of this, for its time, cutting-edge cultural model.
The proposals must be sent by February 15, 2017, to the email address: lantichitanelregno@gmail.com
L'evento, che si terrà a Reggio Calabria il 27-28 aprile 2017, ha lo scopo di ripercorrere le tappe della costruzione di questo modello culturale assolutamente all'avanguardia per l'epoca.
Le proposte dovranno essere inviate entro il 15 febbraio 2017 all'indirizzo di posta elettronica: lantichitanelregno@gmail.com
On the occasion of the tercentenary of the birth of Charles of Bourbon, the National Archaeological Museum of Reggio Calabria (MArRC), the Department of Architecture and Territory (dArTe) of the Mediterranean University of Reggio Calabria and the Department of Humanities, Arts, Culture, Science Education of the University of Foggia promote the international Conference "The antiquities in the Kingdom. Archaeology, protection and restoration in pre-Unification South Italy ", dedicated to the years between 1734 and 1861, a period in which the Bourbon Kingdom gave a significant boost to the development of South Italy.
The event, to be held in Reggio Calabria on April, 27-28, 2017, aims to retrace the steps of the construction of this, for its time, cutting-edge cultural model.
The proposals must be sent by February 15, 2017, to the email address: lantichitanelregno@gmail.com
Research Interests: Cultural Heritage, Cultural Heritage Conservation, Regnum Siciliae, Archeologia, Archeologia Siciliana, and 9 moreRestauro Archeologico, Conservazione e restauro, History and Culture of Calabria, Storia Dell'Archeologia, Museo Archeologico Nazionale di Napoli, Storia del Regno di Napoli, Storia Dell'Archeologia, Collezionismo, Storia E Teoria Del Restauro, and Ricostruzione Di Reggio Calabria (1783-1908)
From 5 to 9 June 2017 will be held at the National Archaeological Museum of Ferrara a Summer School particularly addressed to students at educational institutions of higher learning. The program, comprising lectures, workshops and... more
From 5 to 9 June 2017 will be held at the National Archaeological Museum of Ferrara a Summer School particularly addressed to students at educational institutions of higher learning.
The program, comprising lectures, workshops and fieldtrip, will correspond to 40 contact hours. The lectures, given by specialists in the field from Italy, France and USA, will focus on production techniques and interpretation of terracotta figurines, including a section on Spina, whose important archaeological finds are housed in Museum itself.
For information:
Website: www.coroplastic2017.it
Mail: coroplastic2017@gmail.com
For further information please contact the organizers, Marina Albertocchi (m.albertocchi@alice.it) or Paola Desantis (paola.desantis@beniculturali.it)
The program, comprising lectures, workshops and fieldtrip, will correspond to 40 contact hours. The lectures, given by specialists in the field from Italy, France and USA, will focus on production techniques and interpretation of terracotta figurines, including a section on Spina, whose important archaeological finds are housed in Museum itself.
For information:
Website: www.coroplastic2017.it
Mail: coroplastic2017@gmail.com
For further information please contact the organizers, Marina Albertocchi (m.albertocchi@alice.it) or Paola Desantis (paola.desantis@beniculturali.it)
Research Interests:
Per le “Segnature” dell’Accademia dei Lincei, mercoledì 8 febbraio 2017, alle ore 15.00, Rosamaria Carra Bonacasa, Paolo Matthiae, Mario Torelli, Fausto Zevi presentano il progetto «Valorizzazione e valutazione dei beni culturali in... more
Per le “Segnature” dell’Accademia dei Lincei, mercoledì 8 febbraio 2017, alle ore 15.00, Rosamaria Carra Bonacasa, Paolo Matthiae, Mario Torelli, Fausto Zevi presentano il progetto «Valorizzazione e valutazione dei beni culturali in Italia e nel bacino del Mediterraneo antico. Aspetti artistico - archeologici».
Introduce Alberto Quadrio Curzio, Interviene Gabriele Galateri di Genola.
Accademia Nazionale dei Lincei
Via della Lungara 230
00165 Roma
Introduce Alberto Quadrio Curzio, Interviene Gabriele Galateri di Genola.
Accademia Nazionale dei Lincei
Via della Lungara 230
00165 Roma
Research Interests:
On the occasion of new research commissioned by the Archaeological Park of Paestum, made autonomous with the recent MIBACT reform, on February 3, in the Museum of Paestum, a panel discussion on this issue will be held, with the... more
On the occasion of new research commissioned by the Archaeological Park of Paestum, made autonomous with the recent MIBACT reform, on February 3, in the Museum of Paestum, a panel discussion on this issue will be held, with the participation of Enzo Lippolis (Rome), Massimo Osanna (Pompeii), Angela Pontrandolfo (Salerno) and Chiara Portal (Palermo).
Program
Welcome and Introduction, at 17:00
New excavations and research in Greek Paestum, at 17: 15-18: 00
Gabriel Zuchtriegel, Francesca Luongo, Francesco Scelza
break
Round table, at 18: 15-19: 30
Enzo Lippolis, Massimo Osanna, Angela Pontrandolfo, Chiara Portal; moderates G. Zuchtriegel
For further information:
Ufficio Stampa, Parco Archeologico di Paestum
Tel/fax 0828/811023, 0815808328
Facebook: Parco archeologico Paestum
Twitter: paestumparco
Instagram: paestumtempli
Program
Welcome and Introduction, at 17:00
New excavations and research in Greek Paestum, at 17: 15-18: 00
Gabriel Zuchtriegel, Francesca Luongo, Francesco Scelza
break
Round table, at 18: 15-19: 30
Enzo Lippolis, Massimo Osanna, Angela Pontrandolfo, Chiara Portal; moderates G. Zuchtriegel
For further information:
Ufficio Stampa, Parco Archeologico di Paestum
Tel/fax 0828/811023, 0815808328
Facebook: Parco archeologico Paestum
Twitter: paestumparco
Instagram: paestumtempli
Research Interests:
Il giorno 9 gennaio 2017, alle ore 16.30, presso l’Aula Magna del Rettorato dell’Università degli Studi di Catania (Palazzo Centrale, Piazza Università), sarà presentato il volume “Architetture del Mediterraneo. Scritti in onore di... more
Il giorno 9 gennaio 2017, alle ore 16.30, presso l’Aula Magna del Rettorato dell’Università degli Studi di Catania (Palazzo Centrale, Piazza Università), sarà presentato il volume “Architetture del Mediterraneo. Scritti in onore di Francesco Tomasello. Monografie di Thiasos 6, Ed. Quasar, Roma 2016”.
Interverranno Francesca Buscemi, Monica Livadiotti e Giorgio Rocco.
Interverranno Francesca Buscemi, Monica Livadiotti e Giorgio Rocco.
Research Interests: Landscape Archaeology, Medieval Sicily, Roman North Africa (Archaeology), Ancient Topography (Archaeology), Archeologia, and 8 moreGreek Sicily, Roman Sicily, Cretan Studies, Archaeology of Crete, Greek Colonization (Magna Graecia and Sicily), Archeologia medievale, Archeologia Siciliana, and Minoan Crete
Seminario organizzato nell’ambito della serie di Incontri dell’associazione internazionale di archeologia classica (AIAC). Lunedì 19 dicembre 2016, ore 17.00, presso la Escuela Española de Historia y Arqueología en Roma-CSIC Roma, Via di... more
Seminario organizzato nell’ambito della serie di Incontri dell’associazione internazionale di archeologia classica (AIAC).
Lunedì 19 dicembre 2016, ore 17.00, presso la Escuela Española de Historia y Arqueología en Roma-CSIC
Roma, Via di S. Eufemia, 13
Seminar: Application of GIS technologies and interpretative models of ancient landscapes: comparison of data
Seminar organized as part of the series of international classical archeology association meetings (AIAC).
Monday, December 19, 2016, 17:00 at the Escuela Española de Historia y Arqueología en Roma-CSIC
Roma, Via S. Eufemia, 13
Lunedì 19 dicembre 2016, ore 17.00, presso la Escuela Española de Historia y Arqueología en Roma-CSIC
Roma, Via di S. Eufemia, 13
Seminar: Application of GIS technologies and interpretative models of ancient landscapes: comparison of data
Seminar organized as part of the series of international classical archeology association meetings (AIAC).
Monday, December 19, 2016, 17:00 at the Escuela Española de Historia y Arqueología en Roma-CSIC
Roma, Via S. Eufemia, 13
Research Interests:
The call concerns the second edition of the Necropoleis Research Network, which was founded in Groningen (Netherlands) in January 2016, with the aim to bring together people working on any aspect of funerary archaeology in the Aegean,... more
The call concerns the second edition of the Necropoleis Research Network, which was founded in Groningen (Netherlands) in January 2016, with the aim to bring together people working on any aspect of funerary archaeology in the Aegean, Eastern Mediterranean and the Near East between the Dark Ages and the Late Roman periods. The meeting will be held on 20-22 January 2017, at Süleyman Demirel University of Isparta (Turkey).
The deadline for paper proposals was November 30th, 2016, but has been postponed to December 10 (an abstract, max 15 lines, must be sent to to Prof. Bilge Hurmuzlu: bilgehurmuzlu@gmail.com).
The deadline for paper proposals was November 30th, 2016, but has been postponed to December 10 (an abstract, max 15 lines, must be sent to to Prof. Bilge Hurmuzlu: bilgehurmuzlu@gmail.com).
Research Interests: Archaeology, Classical Archaeology, Funerary Archaeology, Aegean Bronze Age (Bronze Age Archaeology), Aegean Archaeology, and 23 moreHellenistic and Roman Asia Minor, Archeologia, Funerary Architecture, Aegean Late Bronze Age, Archaeology of Crete, Archaeology of Dodecanese, Funerary Practices, Roman Crete, Crete, Aegean Archaeology, Mediterranean Archeology, the island of Crete, Archéologie, History and Archaeology of Asia Minor, Asia Minor, Funerary art, Interested in cremation and inhumation of funerary rituals of the past., Studying funerary rituals about inhumation and cremation., Roman Funerary Art, Ancient Asia Minor - Anatolia, Roman Asia Minor, Funeral Rites, Roman Funerary Commemoration, Funeral Customs, and Rituais Funerário
Il Convegno internazionale, che si terrà a Grenoble dal 3 al 5 maggio 2017, privilegerà un approccio pluridisciplinare, che darà ampio spazio alle prospettive storico-religiose, antropologiche, filologiche, archeologiche e iconografiche... more
Il Convegno internazionale, che si terrà a Grenoble dal 3 al 5 maggio 2017, privilegerà un approccio pluridisciplinare, che darà ampio spazio alle prospettive storico-religiose, antropologiche, filologiche, archeologiche e iconografiche attraverso un’analisi traversale delle immagini e delle fonti letterarie e archeologiche.
Data di scadenza dell’invio delle proposte è il 29 gennaio 2017
The international conference, to be held in Grenoble from 3 to 5 May 2017, will privilege a multidisciplinary approach, which will give wide space to historical and religious, anthropological, philological, archaeological and iconographic perspectives through transversal analysis of images and literary and archaeological sources.
Deadline for the proposals is January 29, 2017
Data di scadenza dell’invio delle proposte è il 29 gennaio 2017
The international conference, to be held in Grenoble from 3 to 5 May 2017, will privilege a multidisciplinary approach, which will give wide space to historical and religious, anthropological, philological, archaeological and iconographic perspectives through transversal analysis of images and literary and archaeological sources.
Deadline for the proposals is January 29, 2017
Research Interests: Archaeology, Mythology, Roman History, Aegean Bronze Age (Bronze Age Archaeology), Ancient Greek Religion, and 12 moreAncient myth and religion, Ancient Greek History, Aegean Archaeology, Comparative mythology, Etruscan Archaeology, Archeologia, Etruscan studies, Aegean Archaeology, Mediterranean Archeology, the island of Crete, Archéologie, Archeologia Egea, Roman Archaeology, and Micenean Architecture
In cooperation with the International Association for Classical Archaeology (AIAC), the Archaeological Institutes of the universities in the neighbouring cities Cologne and Bonn invite to the 19th International Congress of Classical... more
In cooperation with the International Association for Classical Archaeology (AIAC), the Archaeological Institutes of the universities in the neighbouring cities Cologne and Bonn invite to the 19th International Congress of Classical Archaeology.
Economy is one of the main considerations in analysing the manifold material culture of the Classical World. The aim of the congress is to present and discuss new and old evidence, interpretations, theories and methods, using an economic approach which has become more and more common amongst archaeologists in the last years.
Deadline for proposals: 15 March 2017
For further information on the congress: www.aiac2018.de
Economy is one of the main considerations in analysing the manifold material culture of the Classical World. The aim of the congress is to present and discuss new and old evidence, interpretations, theories and methods, using an economic approach which has become more and more common amongst archaeologists in the last years.
Deadline for proposals: 15 March 2017
For further information on the congress: www.aiac2018.de
Research Interests:
Nell’ambito della collana “Hierapolis di Frigia”, diretta da Francesco D’Andria, è stato ora pubblicato il volume VIII, in due tomi, F. D’Andria, M.P. Caggia, T. Ismaelli (a cura di), Hierapolis Di Frigia VIII. 1-2 Le Attività delle... more
Nell’ambito della collana “Hierapolis di Frigia”, diretta da Francesco D’Andria, è stato ora pubblicato il volume VIII, in due tomi,
F. D’Andria, M.P. Caggia, T. Ismaelli (a cura di), Hierapolis Di Frigia VIII. 1-2 Le Attività delle Campagne di Scavo e Restauro 2007-2011, editore Yayinlari, Istanbul 2016, 911 pp., con illustrazioni in B/n e colore, in italiano con riassunti in turco.
Vol. VIII.1: ISBN 978-605-9680-12-7
Vol. VIII.2: ISBN 978-605-9680-13-4
La pubblicazione, dedicata alla memoria di Maria Pia Rossignani, è stata realizzata con il contributo finanziario del MIUR per il Progetto “Archeologia dei paesaggi in Anatolia: ricerche multidisciplinari a Hierapolis di Frigia e nella regione del Salbakos” (PRIN - Progetti di Rilevante Interesse Nazionale, 2008).
F. D’Andria, M.P. Caggia, T. Ismaelli (a cura di), Hierapolis Di Frigia VIII. 1-2 Le Attività delle Campagne di Scavo e Restauro 2007-2011, editore Yayinlari, Istanbul 2016, 911 pp., con illustrazioni in B/n e colore, in italiano con riassunti in turco.
Vol. VIII.1: ISBN 978-605-9680-12-7
Vol. VIII.2: ISBN 978-605-9680-13-4
La pubblicazione, dedicata alla memoria di Maria Pia Rossignani, è stata realizzata con il contributo finanziario del MIUR per il Progetto “Archeologia dei paesaggi in Anatolia: ricerche multidisciplinari a Hierapolis di Frigia e nella regione del Salbakos” (PRIN - Progetti di Rilevante Interesse Nazionale, 2008).
Research Interests: Archaeology, 3D Reconstruction, 3D Modelling (Architecture), Hellenistic and Roman Asia Minor, Archeologia, and 14 moreScience for Conservation and Restoration of Cultural Heritage, Archéologie, History and Archaeology of Asia Minor, Asia Minor, Restauro Archeologico, Hierapolis, Roman and Byzantine Asia Minor, Rilievo Archeologico, Conservation and Restoration of Historic Buildings and Monuments, Restauro Monumentale, Roman Asia Minor, Restauro, Rilievo E Beni Culturali, and Anastilosis Virtual
Quarto seminario ostiense organizzato dall’École Française de Rome e dal Parco Archeologico di Ostia Antica. École Française de Rome, piazza Navona 62, 16-17 novembre 2016. Seminar: The Ostian territory: new data and unpublished... more
Quarto seminario ostiense organizzato dall’École Française de Rome e dal Parco Archeologico di Ostia Antica.
École Française de Rome, piazza Navona 62, 16-17 novembre 2016.
Seminar: The Ostian territory: new data and unpublished studies
Ostian fourth seminar organized by the École Française de Rome and the Ostia Antica Archaeological Park.
École Française de Rome, Piazza Navona 62, 16-17 November 2016
École Française de Rome, piazza Navona 62, 16-17 novembre 2016.
Seminar: The Ostian territory: new data and unpublished studies
Ostian fourth seminar organized by the École Française de Rome and the Ostia Antica Archaeological Park.
École Française de Rome, Piazza Navona 62, 16-17 November 2016
Research Interests: Archaeology, Landscape Archaeology, Ostia (Archaeology), Ancient Topography (Archaeology), Archeologia, and 11 moreStoria antica ed epigrafia latina, Archéologie, Epigrafia, Topografia Antica, Epigrafía romana, Roman Ostia, Ancient Roman Topography, Ostia, Portus, Ostia Antica, Archéologie romaine : - le développement urbanistique d’Ostie de l’époque républicaine à l’époque médiévale - le système décoratif de IIe style - la fouille et l’étude du site de la Schola du Trajan à Ostia Antica (Rome), and Late Antique Ostia
L’Associazione Internazionale di Archeologia Classica (AIAC), dal 2000 organizza a Roma incontri mensili nei vari Istituti nazionali di archeologia per permettere a giovani studiosi (dottorandi, borsisti ecc.), che stanno svolgendo una... more
L’Associazione Internazionale di Archeologia Classica (AIAC), dal 2000 organizza a Roma incontri mensili nei vari Istituti nazionali di archeologia per permettere a giovani studiosi (dottorandi, borsisti ecc.), che stanno svolgendo una ricerca in Italia, di presentare il loro lavoro e di incontrarsi.
Nell’ambito di questa attività, il prossimo incontro, dedicato alla tarda antichità, si terrà lunedì 14 novembre, dalle ore 17.00, presso l’Istituto Archeologico Germanico, via Valadier, 37.
Nell’ambito di questa attività, il prossimo incontro, dedicato alla tarda antichità, si terrà lunedì 14 novembre, dalle ore 17.00, presso l’Istituto Archeologico Germanico, via Valadier, 37.
Research Interests:
Serie di quattro incontri aperti al pubblico, promossi dal Dipartimento di Studi Classici, Umanistici e Geografici della Università IULM di Milano, con l’archeologo greco Christos Doumas, Direttore degli scavi di Akrotiri (Santorini), dal... more
Serie di quattro incontri aperti al pubblico, promossi dal Dipartimento di Studi Classici, Umanistici e Geografici della Università IULM di Milano, con l’archeologo greco Christos Doumas, Direttore degli scavi di Akrotiri (Santorini), dal 14 al 17 novembre, dalle ore 10.30 alle 12.30; scadenza iscrizioni giovedì 10 novembre.
Seminar: Four meetings with the archaeologist Christos Doumas
Series of four public meetings, organized by the Department of Classical Studies, Humanities and Geography of the IULM University of Milan, with the Greek archaeologist Christos Doumas, Director of the excavations of Akrotiri (Santorini), from 14 to 17 November, 10.30 - 12:30; registration deadline Thursday, November 10.
Seminar: Four meetings with the archaeologist Christos Doumas
Series of four public meetings, organized by the Department of Classical Studies, Humanities and Geography of the IULM University of Milan, with the Greek archaeologist Christos Doumas, Director of the excavations of Akrotiri (Santorini), from 14 to 17 November, 10.30 - 12:30; registration deadline Thursday, November 10.
Research Interests:
The next Instrumentum International Meeting will be in Arles, at the Museum of Antiquity, on 13-16 June 2017. The theme will be modes of transport in Antiquity and the Middle Ages and will focus in particular on the equipment and... more
The next Instrumentum International Meeting will be in Arles, at the Museum of Antiquity, on 13-16 June 2017. The theme will be modes of transport in Antiquity and the Middle Ages and will focus in particular on the equipment and maintenance of land, river and sea vehicles.
The deadline to submit a proposal is 31-12-2016.
Il prossimo incontro internazionale di Instrumentum sarà ad Arles, presso il Museo delle Antichità, nel periodo 13-16 giugno 2017. Il tema riguarda i mezzi di trasporto in antico e nel medioevo e in particolare l’allestimento e la manutenzione dei veicoli del trasporto terrestre, fluviale e marittimo.
La scadenza per la presentazione di proposte è fissata al 31 dicembre 2016.
The deadline to submit a proposal is 31-12-2016.
Il prossimo incontro internazionale di Instrumentum sarà ad Arles, presso il Museo delle Antichità, nel periodo 13-16 giugno 2017. Il tema riguarda i mezzi di trasporto in antico e nel medioevo e in particolare l’allestimento e la manutenzione dei veicoli del trasporto terrestre, fluviale e marittimo.
La scadenza per la presentazione di proposte è fissata al 31 dicembre 2016.
Research Interests: Material Culture Studies, Transportation Studies, Archeologia, Ancient Shipwrecks, Archaelogy, and 15 moreArcheologia medievale, Archaeology of Roads, Harbour Archaeology, Ancient Roads, Archéologie, Medieval roads, Archeologia dei paesaggi, Archeologia Romana, Scythian and other Eurasian Nomadic Horse Warrior Cultures, Underwater Archaeology, Ancient Harbours, Underwater Surveys, Early Medieval Harbours, Antichi porti e approdi;, Ancient Mediterranean Harbours, Archaeology of Horse and Riders, and Ancient and Roman Roads
Il convegno, organizzato da Marcello Barbanera del Dipartimento di Scienze dell’Antichità dell’Università di Roma “Sapienza”, ha per tema la rappresentazione del corpo nell’immaginario dell’antichità classica Roma, Sala conferenze di... more
Il convegno, organizzato da Marcello Barbanera del Dipartimento di Scienze dell’Antichità dell’Università di Roma “Sapienza”, ha per tema la rappresentazione del corpo nell’immaginario dell’antichità classica
Roma, Sala conferenze di Palazzo Massimo (Museo Nazionale Romano), Largo Villa Peretti 2
Giovedì 17 novembre, dalle ore 16.30 - Venerdì 18 novembre, dalle ore 9:30
Conference: Body Figures in the ancient world
The conference has been organized by Marcello Barbanera (Department of Classical Studies of the University of Rome "Sapienza"). The theme is the representation of the body in the imagination of classical antiquity.
Rome, Palazzo Massimo, Conference room (National Roman Museum), Largo Villa Peretti 2
Thursday, November 17, at 16:30 – Friday, November 18, at 9:30
Roma, Sala conferenze di Palazzo Massimo (Museo Nazionale Romano), Largo Villa Peretti 2
Giovedì 17 novembre, dalle ore 16.30 - Venerdì 18 novembre, dalle ore 9:30
Conference: Body Figures in the ancient world
The conference has been organized by Marcello Barbanera (Department of Classical Studies of the University of Rome "Sapienza"). The theme is the representation of the body in the imagination of classical antiquity.
Rome, Palazzo Massimo, Conference room (National Roman Museum), Largo Villa Peretti 2
Thursday, November 17, at 16:30 – Friday, November 18, at 9:30
Research Interests:
Da una collaborazione tra la Soprintendenza per l'Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l'area metropolitana di Roma, la provincia di Viterbo e l'Etruria Meridionale, l’Institute of Archaeology, University College London, il Parco... more
Da una collaborazione tra la Soprintendenza per l'Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l'area metropolitana di Roma, la provincia di Viterbo e l'Etruria Meridionale, l’Institute of Archaeology, University College London, il Parco Naturalistico Archeologico di Vulci e l'Accademia Britannica di Roma, nasce l'iniziativa di organizzare una Giornata di Studi dedicata a progetti di prospezione geofisica in Etruria. Gli interventi consentiranno la discussione e lo scambio di esperienze su un tema sempre più sentito da quanti operano nel settore.
8 novembre 2016, dalle ore 10.00, Accademia britannica di Roma, via Gramsci 61.
By the cooperation between the Superintendency for Archaeology, Fine Arts and Landscape for the Metropolitan area of Rome, the Province of Viterbo and Southern Etruria, the Institute of Archaeology, University College London, the Naturalistic Archaeological Park of Vulci, the British School of Rome, an initiative was born to organize a Study Day dedicated to geophysical prospecting projects in Etruria. The interventions will allow the discussion and exchange of experiences on a theme increasingly felt by those working in the sector.
November 8, 2016, from 10:00 am, British School at Rome, Via Gramsci 61.
8 novembre 2016, dalle ore 10.00, Accademia britannica di Roma, via Gramsci 61.
By the cooperation between the Superintendency for Archaeology, Fine Arts and Landscape for the Metropolitan area of Rome, the Province of Viterbo and Southern Etruria, the Institute of Archaeology, University College London, the Naturalistic Archaeological Park of Vulci, the British School of Rome, an initiative was born to organize a Study Day dedicated to geophysical prospecting projects in Etruria. The interventions will allow the discussion and exchange of experiences on a theme increasingly felt by those working in the sector.
November 8, 2016, from 10:00 am, British School at Rome, Via Gramsci 61.
Research Interests:
La Seconda Giornata internazionale di Studi sul "diritto alla sepoltura" si propone di analizzare i criteri e le modalità di selezione delle popolazioni nei complessi sepolcrali del Mediterraneo antico. Giornata di studi organizzata... more
La Seconda Giornata internazionale di Studi sul "diritto alla sepoltura" si propone di analizzare i criteri e le modalità di selezione delle popolazioni nei complessi sepolcrali del Mediterraneo antico.
Giornata di studi organizzata dall’École française de Rome, Piazza Navona 62, Roma
Lunedì 31 ottobre, dalle ore 9.00
The Second International Study day about the "right to burial" aims to question criteria and modalities for the selection of populations in the burial complexes of the ancient Mediterranean.
Study day organized by the École française de Rome, Piazza Navona 62, Rome
Monday, October 31, from 9.00 a.m.
Giornata di studi organizzata dall’École française de Rome, Piazza Navona 62, Roma
Lunedì 31 ottobre, dalle ore 9.00
The Second International Study day about the "right to burial" aims to question criteria and modalities for the selection of populations in the burial complexes of the ancient Mediterranean.
Study day organized by the École française de Rome, Piazza Navona 62, Rome
Monday, October 31, from 9.00 a.m.
Research Interests:
Giornata di studi organizzata dal Comune di Segni, dalla British School at Rome e dall’Università della Tuscia Viterbo
Sabato 12 novembre 2016, dalle ore 9.30.
Segni, Cattedrale di Santa Maria Assunta (Piazza P. Felici), sala Pio XI
Sabato 12 novembre 2016, dalle ore 9.30.
Segni, Cattedrale di Santa Maria Assunta (Piazza P. Felici), sala Pio XI
Research Interests: Archaeology, Medieval Studies, Medieval Archaeology, Medieval Art, Ancient Topography (Archaeology), and 12 moreArcheologia, Historical topography, Archeologia medievale, Archaeology of Latium, Lazio, Topografia Antica, Lazio meridionale, Southern Latium, TOPOGRAFIA MEDIEVALE, Ancient Latium, Storia Della Città e Del Territorio, and Alto medioevo nel Lazio
Incontro internazionale organizzato dal Centro Jean Bérard, in collaborazione con ArTe- HiS-UMR 6298 e Archimède-UMR 7044, in continuità con l’incontro di Mulhouse del 2014 e di Digione del 2015. Venerdì 21 e sabato 22 ottobre 2016... more
Incontro internazionale organizzato dal Centro Jean Bérard, in collaborazione con ArTe- HiS-UMR 6298 e Archimède-UMR 7044, in continuità con l’incontro di Mulhouse del 2014 e di Digione del 2015.
Venerdì 21 e sabato 22 ottobre 2016 presso l’Anfiteatro Alexandre Dumas del Centro Jean BérardVia F. Crispi, 86, 80121 Napoli.
Venerdì 21 e sabato 22 ottobre 2016 presso l’Anfiteatro Alexandre Dumas del Centro Jean BérardVia F. Crispi, 86, 80121 Napoli.
Research Interests: Archaeology, Ceramics (Archaeology), Archeologia, Archeologia Della Produzione, Archéologie, and 5 moreArcheologia della produzione e del commercio, Archeologia Classica, Archeologia Classica, Storia Delle Religioni Del Mondo Antico, Iconografia E Iconologia, Archeologia Della Produzione Metallurgica, and Archeologia Della Produzione Del Vino E Dell'olio
Colloquio internazionale, 21-22 ottobre 2016, presso la Sala Conferenze (venerdì 21) e la Biblioteca (sabato 22) dell'Accademia di Romania (Piazza José de San Martin, 1 - 00197 Roma).
Research Interests:
Sunday, September 18, 2016, at 19.00 hours, at the presence of the greek Minister of Culture and Sport, prof. Aristides Baltas, and the Regional Governor of the South Aegean, Georgios Hatzimarkos, the new Archaeological Museum of Kos will... more
Sunday, September 18, 2016, at 19.00 hours, at the presence of the greek Minister of Culture and Sport, prof. Aristides Baltas, and the Regional Governor of the South Aegean, Georgios Hatzimarkos, the new Archaeological Museum of Kos will be inaugurated.
The Museum was built in 1936, during the Italian period of the islands, and this year celebrates its 80 years from the construction; it has been restored and houses now a new exhibition of coan antiquities. The event results of the collaboration between the Superintendency of Antiquities and the Modern Monuments and Construction Service of Dodecanese and has been financed by the European Operational Programme ESPA for Crete and the Aegean Islands 2007-2013.
The Museum was built in 1936, during the Italian period of the islands, and this year celebrates its 80 years from the construction; it has been restored and houses now a new exhibition of coan antiquities. The event results of the collaboration between the Superintendency of Antiquities and the Modern Monuments and Construction Service of Dodecanese and has been financed by the European Operational Programme ESPA for Crete and the Aegean Islands 2007-2013.
Research Interests:
Organizzato dall’Ente Parco Archeologico della Valle dei Templi di Agrigento e dall’Università di Catania.
Agrigento, Casa Sanfilippo. Giovedì 30 giugno 2016, dalle ore 9.30
Agrigento, Casa Sanfilippo. Giovedì 30 giugno 2016, dalle ore 9.30
Research Interests: Archaeology, Ancient Topography (Archaeology), Archeologia, Roman Sicily, Storia Romana, and 14 moreAncient Sicily, Sicily, Archeologia Siciliana, Storia delle tecniche costruttive, Storia Della Sicilia, Archéologie, Archeologia Classica, Topografia Antica, Sicilian History and Culture, Sicilia Antica, Sicilia Ellenistica, Architettura Romana, Agrigento, and Storia Della Città e Del Territorio
Organizzata dalla Soprintendenza Capitolina ai Beni Culturali.
martedì 7 giugno, alle ore 9.00
Roma, Auditorium dell’Ara Pacis, via di Ripetta, 190.
martedì 7 giugno, alle ore 9.00
Roma, Auditorium dell’Ara Pacis, via di Ripetta, 190.
Research Interests: Thermal Engineering, Archaeology, Cultural Heritage, Cultural Heritage Conservation, Topography of Ancient Rome (Archaeology), and 11 more3D Reconstruction, Roman Baths (Archaeology), Archeologia, Baths and bathing culture, Roman Architecture, Roman baths, Archeologia Romana, Topografia, Architettura Romana, Le Terme Romane, and Roman Archaeology
Si svolgerà a Bari, dal 15 al 19 giugno il Convegno Internazionale “Theatroeideis. L’immagine della città, la città delle immagini”, organizzato dal Dipartimento di Scienze dell’Ingegneria Civile e dell’Architettura del Politecnico di... more
Si svolgerà a Bari, dal 15 al 19 giugno il Convegno Internazionale “Theatroeideis. L’immagine della città, la città delle immagini”, organizzato dal Dipartimento di Scienze dell’Ingegneria Civile e dell’Architettura del Politecnico di Bari, dalla Scuola di Specializzazione in Beni Architettonici e del Paesaggio dello stesso Ateneo, dal Centro di Studi per la Storia dell’Architettura (CSSAR) di Roma, con il supporto dell’Accademia Pugliese delle Scienze e il Polo Museale della Puglia.
- Bari, Dip. DICAR, via Orabona 4, Aula Magna Domus Sapientiae, 15-16-17 giugno
- Bari, Auditorium Diocesano La Vallisa, piazza del Ferrarese 4 II: 17-18 giugno
It will be held in Bari, June 15 to 19, the International Conference “Theatroeideis. The image of the city, the city of images”, organized by the Department of Civil Engineering Sciences and Architecture of the Polytechnic of Bari, by the Post-graduate School in Architectural heritage and Landscape of the same University, from the Center for the Study of History of Architecture (CSSAR) in Rome, with the support of the Accademia Pugliese delle Scienze and the Polo Museale della Puglia
- Bari, Dip. DICAR, via Orabona 4, Aula Magna Domus Sapientiae, 15-16-17 June
- Bari, Castello Svevo, Piazza Federico II: June 17 to 18
- Bari, Dip. DICAR, via Orabona 4, Aula Magna Domus Sapientiae, 15-16-17 giugno
- Bari, Auditorium Diocesano La Vallisa, piazza del Ferrarese 4 II: 17-18 giugno
It will be held in Bari, June 15 to 19, the International Conference “Theatroeideis. The image of the city, the city of images”, organized by the Department of Civil Engineering Sciences and Architecture of the Polytechnic of Bari, by the Post-graduate School in Architectural heritage and Landscape of the same University, from the Center for the Study of History of Architecture (CSSAR) in Rome, with the support of the Accademia Pugliese delle Scienze and the Polo Museale della Puglia
- Bari, Dip. DICAR, via Orabona 4, Aula Magna Domus Sapientiae, 15-16-17 June
- Bari, Castello Svevo, Piazza Federico II: June 17 to 18
Research Interests: Archaeology, Classical Archaeology, Cultural Heritage, Landscape Architecture, 3D Reconstruction, and 22 more3D Modelling (Architecture), Ancient Topography (Archaeology), Hellenistic and Roman Asia Minor, Archeologia, History of architecture, Puglia, Harbour Archaeology, Greek and Roman Art and Architecture, Architettura, Storia Dell'Architettura, Conservazione e restauro, Ancient Harbors, Architettura E Urbanistica, Restauro, Hellenistic and Roman Greece, Architettura Romana, Architettura Del Paesaggio, Architecture and Public Spaces, Storia Dell'architettura Antica, Restoration and Conservation of Ancient and Historic Buildings and Structures, Storia Della Città e Del Territorio, and Ceremonial and Symbolic Representations of Sovereignty In Early Modern Europe
Journey between the categories of pure and impure in the imagination of the ancient world.
International Conference in honor of Simonetta Angiolillo
Cagliari, Cittadella dei Musei, 4 to 6 May 2016
International Conference in honor of Simonetta Angiolillo
Cagliari, Cittadella dei Musei, 4 to 6 May 2016
Research Interests:
Il 15 aprile nel Parco Naturalistico Archeologico di Vulci è stato inaugurato e aperto al pubblico un nuovo settore all’interno della Necropoli dell'Osteria, una delle più importanti aree di sepoltura della città etrusca di Vulci.... more
Il 15 aprile nel Parco Naturalistico Archeologico di Vulci è stato inaugurato e aperto al pubblico un nuovo settore all’interno della Necropoli dell'Osteria, una delle più importanti aree di sepoltura della città etrusca di Vulci. All’interno dell’area attrezzata, accanto ad importanti monumenti archeologici già noti, è ora finalmente possibile visitare altre importanti testimonianze archeologiche rinvenute di recente, come la "Tomba della Sfinge", e la "Tomba delle Mani d’argento", sepoltura che ha restituito, oltre ad un ricco corredo di vasellame e ornamenti preziosi, una coppia di mani in lamina di argento e oro di una preziosa statua realizzata in materiali diversi.
Il nuovo percorso si inserisce tra i punti più qualificanti delle collaborazioni, estremamente positive, in atto tra la Soprintendenza, la Regione Lazio e gli Enti locali per valorizzare il Sistema Città d’Etruria e promuovere l’importante patrimonio culturale della Regione.
Il nuovo percorso si inserisce tra i punti più qualificanti delle collaborazioni, estremamente positive, in atto tra la Soprintendenza, la Regione Lazio e gli Enti locali per valorizzare il Sistema Città d’Etruria e promuovere l’importante patrimonio culturale della Regione.
Research Interests: Archaeology, Cultural Heritage, Cultural Heritage Conservation, Cultural Heritage Management, Archeologia, and 7 moreArchaeological Site Formation Processes, Etruscology, Italic Archaeology, Etruscology, Greek and Roman Archaeology, Etruscologia, Vulci, Presentation of Archaeological Sites, and Conservation of Archaeological Sites
Secondo appuntamento dedicato allo studio dei laterizi nell’Italia e nel Mediterraneo, questa volta focalizzato sull’età ellenistica e medio-repubblicana romana (IV-I sec. a.C). Organizzato dal Dipartimento dei Beni Culturali... more
Secondo appuntamento dedicato allo studio dei laterizi nell’Italia e nel Mediterraneo, questa volta focalizzato sull’età ellenistica e medio-repubblicana romana (IV-I sec. a.C). Organizzato dal Dipartimento dei Beni Culturali dell’Università degli Studi di Padova, dall’ École française de Rome, dalla Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali.
Padova, 26-28 aprile 2016:
Palazzo del Bo, Aula Nievo, via 8 febbraio, 2
Orto Botanico, sala Convegni, via Orto Botanico, 15
Padova, 26-28 aprile 2016:
Palazzo del Bo, Aula Nievo, via 8 febbraio, 2
Orto Botanico, sala Convegni, via Orto Botanico, 15
Research Interests:
La Mostra è organizzata dal Dipartimento di Scienze dell’Ingegneria Civile e dell’Architettura e la Scuola di Specializzazione in Beni Architettonici e del Paesaggio del Politecnico di Bari, in collaborazione con la Soprintendenza... more
La Mostra è organizzata dal Dipartimento di Scienze dell’Ingegneria Civile e dell’Architettura e la Scuola di Specializzazione in Beni Architettonici e del Paesaggio del Politecnico di Bari, in collaborazione con la Soprintendenza Speciale per il Colosseo, il Museo Nazionale Romano e l’Area Archeologica di Roma e il Centro di Studi per la Storia dell’Architettura (CSSAR).
Museo Nazionale Romano (Terme di Diocleziano), V.le Enrico De Nicola 79, Roma
Dal 19 marzo al 15 maggio 2016.
Museo Nazionale Romano (Terme di Diocleziano), V.le Enrico De Nicola 79, Roma
Dal 19 marzo al 15 maggio 2016.
Research Interests: Archaeology, Cultural Heritage, Albanian Studies, Cultural Heritage Conservation, Heritage Conservation, and 27 moreModern Architecture, Ancient Topography (Archaeology), Archeologia, History of Archaeology, History of architecture, Historia de la Arquitectura, Albanian archaeology, Italian colonialism, Arquitetura e Urbanismo, Durres, Archéologie, Urbanistica Paesaggio Governo Territorio Piani Progetti, Architettura, Architettura E Urbanistica, Restauro, Architettura Romana, Architettura Moderna, Tirana Urbanism, Archaeology of Colonialism, Byllis, Storia Del Fascismo, História Da Arquitetura E Do Urbanismo, Albanian History, Urban Planning In Tirana, Italian Colonial Architecture, Storia E Teoria Del Restauro, and Mostra Augustea della Romanità
The Department of Classical Studies of the University of Rome “Sapienza”, in collaboration with the Roman Society, the British School at Rome, the International Association for Classical Archaeology and the International Union of... more
The Department of Classical Studies of the University of Rome “Sapienza”, in collaboration with the Roman Society, the British School at Rome, the International Association for Classical Archaeology and the International Union of Institutes of Archaeology, History and Art History, hosts for the first time in Italy the Roman Archaeology Conference and Theoretical Roman Archaeology Conference, from Wednesday 16 to Saturday 19, March, 2016.
The Roman Archaeology Conference - along with the version dedicated to theoretical archaeology, the Theoretical Roman Archaeology Conference (TRAC) - is the most important conference in Europe dedicated Roman archaeology. It was established in the UK in 1994 and is scheduled every two years in the major Universities with the aim of bringing together in the same place scholars interested in presenting and discussing Roman archaeology discoveries and themes.
The conference runs in the halls of the Museum of Classical Literature and Philosophy Faculty, Sapienza University of Rome.
For information and programme: http://www.antichita.uniroma1.it/rac/trac_2016
The Roman Archaeology Conference - along with the version dedicated to theoretical archaeology, the Theoretical Roman Archaeology Conference (TRAC) - is the most important conference in Europe dedicated Roman archaeology. It was established in the UK in 1994 and is scheduled every two years in the major Universities with the aim of bringing together in the same place scholars interested in presenting and discussing Roman archaeology discoveries and themes.
The conference runs in the halls of the Museum of Classical Literature and Philosophy Faculty, Sapienza University of Rome.
For information and programme: http://www.antichita.uniroma1.it/rac/trac_2016
Research Interests:
Giovedì 17 marzo, nell’ambito delle attività della Scuola di Specializzazione in Beni architettonici e del Paesaggio del Politecnico di Bari, il prof. Dieter Mertens, già Direttore dell’Istituto Archeologico Germanico di Roma, illustrerà... more
Giovedì 17 marzo, nell’ambito delle attività della Scuola di Specializzazione in Beni architettonici e del Paesaggio del Politecnico di Bari, il prof. Dieter Mertens, già Direttore dell’Istituto Archeologico Germanico di Roma, illustrerà i risultati delle ricerche recenti della Missione di scavo a Selinunte da lui diretta.
Bari, Dipartimento DICAR, via Orabona 4, aula magna Domus Sapientiae
Giovedì 17 marzo, ore 14.30
Bari, Dipartimento DICAR, via Orabona 4, aula magna Domus Sapientiae
Giovedì 17 marzo, ore 14.30
Research Interests: Archaeology, Greek Archaeology, Ancient Topography (Archaeology), Archeologia, Ancient Greek and Roman Art, and 12 moreGreek Sicily, History of architecture, Ancient Topography, Ancient Sicily, Archéologie, Storia Dell'Architettura, Agora, Agorà, Selinunte, Storia Dell'architettura Antica, Selinus, and Selinus Sicilia
Thursday, March 3, 2016, 16:00 p.m.
Swedish Institute of Classical Studies in Rome, Via Omero, 14
Swedish Institute of Classical Studies in Rome, Via Omero, 14
Research Interests:
The three-day Congress, organized by of CISEM (Inter-University Research Centre on Late Antique Housing in the Mediterranean, will be dedicated to discuss general topics about Late Antique housing, with an insight on specific contexts.... more
The three-day Congress, organized by of CISEM (Inter-University Research Centre on Late Antique Housing in the Mediterranean, will be dedicated to discuss general topics about Late Antique housing, with an insight on specific contexts. The attention will be focused on regional peculiarities in the Mediterranean. These peculiarities will be analysed by scholars of the relevant fields through wide-ranging speeches introducing each session. On March 5, a session on the domus of via D'Azeglio in Ravenna will be organized.
Bologna, March, 2-5, 2016
DISCI, piazza san Giovanni in Monte, 2, Aula Prodi
Bologna, March, 2-5, 2016
DISCI, piazza san Giovanni in Monte, 2, Aula Prodi
Research Interests: Archaeology, Late Antique and Byzantine Studies, Late Antique Archaeology, Late Antiquity, Housing and Dwelling (Architecture), and 9 moreArcheologia, Mediterranean archaeology, Mediterranean and North Africa, Archéologie, Archeologia Tardoantica E Paleocristiana, Roman and Byzantine Asia Minor, Archeologia Tardoantica E Cristiana, Il reimpiego in architettura: recupero, trasformazione, uso, and Tardo Antico
Scientific Symposium in honor of Emeritus Professor of National University of Athens, Giorgia Kokkorou-Alevra Επιστημονικό Συμπόσιο προς τιμήν τής Ομότιμης Καθηγήτριας του Εθνικού και Καποδιστριακού Πανεπιστημίου Αθηνών, Γεωργίας... more
Scientific Symposium in honor of Emeritus Professor of National University of Athens, Giorgia Kokkorou-Alevra
Επιστημονικό Συμπόσιο προς τιμήν τής Ομότιμης Καθηγήτριας του Εθνικού και Καποδιστριακού Πανεπιστημίου Αθηνών, Γεωργίας Κοκκορού‐Αλευρά
Central building of the University of Athens - German Archaeological Institute in Athens
Κεντρικό Κτήριο Πανεπιστημίου Αθηνών - Γερμανικό Αρχαιολογικό Ινστιτούτο Αθηνών
Athens, February, 19-21, 2016
Αθήνα, 19‐21 Φεβρουαρίου 2016
Επιστημονικό Συμπόσιο προς τιμήν τής Ομότιμης Καθηγήτριας του Εθνικού και Καποδιστριακού Πανεπιστημίου Αθηνών, Γεωργίας Κοκκορού‐Αλευρά
Central building of the University of Athens - German Archaeological Institute in Athens
Κεντρικό Κτήριο Πανεπιστημίου Αθηνών - Γερμανικό Αρχαιολογικό Ινστιτούτο Αθηνών
Athens, February, 19-21, 2016
Αθήνα, 19‐21 Φεβρουαρίου 2016
Research Interests: Archaeology, History of Sculpture, Ceramics (Archaeology), Archeologia, Mediterranean archaeology, and 12 moreAncient Greece, Archaic Greece, Geometric and archaic Greece, Archaeology of Dodecanese, Greek Sculpture, Hellenistic Greece, Roman Greece, Roman Sculpture, Archéologie, Classical Greece, Greek and Roman Sculpture, and Roman Archaeology
Roma, Auditorium dell’Ara Pacis,
25 febbraio 2016, ore 9.30
25 febbraio 2016, ore 9.30
Research Interests:
From Aerostats to Drones: aerial imagery in Archaeology”
Rome, Academia Belgica, 3-5 February 2016
Rome, Academia Belgica, 3-5 February 2016
Research Interests:
Venerdì 15 marzo 2019, a partire dalle ore 10.0 presso l’Aula Magna dell’Università degli Studi di Firenze, avrà luogo la presentazione del volume “La romanizzazione dell’Italía ionica. Aspetti e problemi, Atti del meeting. Università... more
Venerdì 15 marzo 2019, a partire dalle ore 10.0 presso l’Aula Magna dell’Università degli Studi di Firenze, avrà luogo la presentazione del volume “La romanizzazione dell’Italía ionica. Aspetti e problemi, Atti del meeting. Università degli Studi di Firenze, 16-17 ottobre 2014” a cura di Lucia Lepore e Chiara Giatti (Thiasos Monografie 13, Roma 2018).
Interverranno:
Vittoria Perrone Compagni, Prorettore vicario Università di Firenze
Michel Gras, CNRS (Parigi)
Giorgio Bejor, Università di Milano
Roberta Belli, Politecnico di Bari
Interverranno:
Vittoria Perrone Compagni, Prorettore vicario Università di Firenze
Michel Gras, CNRS (Parigi)
Giorgio Bejor, Università di Milano
Roberta Belli, Politecnico di Bari
