Marina Caffiero
Sapienza University of Roma, Storia, culture, religioni, Faculty Member
- CV Marina Caffiero Since the year 2000 Full Professor of Early Modern History (MSTO-02) at the University of Rome "L... moreCV Marina Caffiero
Since the year 2000 Full Professor of Early Modern History (MSTO-02) at the University of Rome "La Sapienza", Department of History, Cultures and Religions. The main part of my scientific activity concerns: 1) religious and cultural history in Italy and Europe, 16th to 19th centuries; 2) social history of Jewish and Islamic minorities; 3) gender history and women's writings in Early Modern Europe. Publications: 11 monographs; about 200 essays and articles in Italian and in international reviews, in Italian and foreign languages;10 volumes miscellanies edited. One of my books, La politica della santità. Nascita di un culto nell’età dei Lumi, Roma-Bari, Laterza, 1996, was translated and published in France (La construction d’un saint à l’age des Lumières, Editions de l'EHESS, 2006); another one Battesimi forzati. Storie di ebrei, cristiani e convertiti nella Roma dei papi, Roma, Viella, 2004 and 2009 in the USA: Forced Baptism. Histories of Jews, Christians and Converts in Papal Rome, California University Press, 2011, and in France, Honoré Champion, 2017. The book Storia degli ebrei nell’Italia moderna. Dal Rinascimento alla Restaurazione, Roma , Carocci 2014 e 2015 won the national Prize of Culture Benedetto Croce 2015.
I was for a long time the coordinator of PHD in “History, Anthropology and Religions” of the Dipartimento di storia culture e religioni at the “Sapienza”. I'm the founder and the editor of the series “Sources for Women's History” (Viella, Rome) which published 14 volumes. I attended and organized several national and international conferences. I have been “professeur invité” at the École des Hautes Études en Sciences Sociales of Marseille and Paris. I am director or member of editorial board of several scientific journals ("Rivista di storia del cristianesimo", “Humanitas”, “Dimensioni e problemi della ricerca storica”, "Roma moderna e contemporanea", "Storia delle donne"). I'm the founder and director of the scientific online journal "Giornale di Storia moderna e contemporanea" (www.giornaledistoria.net)
I am member of "Institut de recherche pour l'étude des religions" (IRER) in Paris and of the scientific committee of "Institut européen J. Séguier" in Nimes.
Three of my books have received a prize for historical writing from scientific institutions.
At present I am member of several Italian and international research teams, both as national coordinator and as director of the local unit (CNR, MIUR, FIRB, FARI, European projects). I was the national coordinator (PI) of the PRIN/2006 project: "The Mediterranean of the three religions". University. I am local coordinator of the PRIN/2016 project: “The Long History of Anti-Semitism. Jews in Europe and the Mediterranean (X-XXI centuries): Socio-Economic Practices and Cultural Processes of Coexistence between Discrimination and Integration, Persecution and Conversion”edit
Nella primavera del 1998 l'università inglese di Reading organizzava un convegno intitolato Donne delle minoranze: ebraismo e Riforma/Women from the Minorities: the Jewesses and Protestant of Italy, curato da Claire Honess e Verina Jones,... more
Nella primavera del 1998 l'università inglese di Reading organizzava un convegno intitolato Donne delle minoranze: ebraismo e Riforma/Women from the Minorities: the Jewesses and Protestant of Italy, curato da Claire Honess e Verina Jones, docenti del dipartimento di italianistica e del Center for Italian Women's Studies della medesima università 1. Il convegno intendeva porre a confronto le donne delle due comunità minoritarie italiane, l'ebraica e la pro-testante valdese, allo scopo sia «di incrinare l'immagine di un'Italia monoli-ticamente cattolica», sia di indagare sulla doppia identità-di genere e reli-giosa-delle appartenenti alle due comunità. Una delle finalità primarie era quella di interrogare le ambiguità e le contraddizioni di svolgimento di pro-cessi, quali l'emancipazione e l'assimilazione, che le riguardarono e in quan-to donne e in quanto membri di gruppi minoritari. Questa sezione monografica della rivista, nonostante l'analogia del tema, non intende ripercorre quella pur produttiva e suggestiva strada. L'inter-rogativo che ha sollecitato i saggi qui proposti è stato suggerito dal desiderio di verificare quale sia stato il ruolo religioso, pubblico e privato, svolto dalle donne all'interno dei gruppi minoritari o dissidenti, guardando anche fuori d'Italia. Tali gruppi, soprattutto, sono intesi in senso largo: dunque, non solo le donne delle minoranze religiose, come gli ebrei, ma anche le minoranze più o meno settarie incapsulate all'interno delle religioni maggioritarie, cattolica e protestante. E, naturalmente, il termine "setta" non va letto alla luce del significato negativo che spesso gli è stato attribuito, nel passato come oggi. La domanda cui si vorrebbe cercare di rispondere è se (e come) all'interno dei movimenti religiosi di minoranza, rappresentati e autorappresentati come dis-sidenti e come soggetti di contestazione delle chiese ufficiali e delle maggio-ranze religiose, le donne assumano una inedita funzione protagonista e tal-volta di "guida" spirituale, sia attraverso la presa di parola pubblica, sia "usur-pando" funzioni maschili di apostolato, di predicazione e di evangelizzazio-ne, con pratiche che andavano ben oltre il ruolo dell'istruzione rivolta dalle donne ad altre donne o le attività tradizionali di assistenza e di cura....
Research Interests:
Il volume tratta di una figura tra le più importanti del mondo ebraico italiano ed europeo, Tranquillo Vita Corcos, rabbino e medico attivo a Roma tra fine Seicento e primi decenni del Settecento. Stranamente trascurato dalla storiografia... more
Il volume tratta di una figura tra le più importanti del mondo ebraico italiano ed europeo, Tranquillo
Vita Corcos, rabbino e medico attivo a Roma tra fine Seicento e primi decenni del Settecento.
Stranamente trascurato dalla storiografia sull’ebraismo, Corcos si muoveva abilmente tra le
relazioni intrecciate con membri illustri della politica e della cultura romana e italiana – papi
compresi –, e quelle con le comunità ebraiche europee, che si rivolgevano a lui come a una indiscutibile autorità.
Il personaggio, la vita e le opere di Corcos rinviano a una serie di tematiche storiografiche che illumina il contesto storico-culturale, non solo ebraico, dell’Italia e dell’Europa tra XVII e XVIII secolo e chiarisce quale fu la natura, essenzialmente negoziale, dei rapporti tra ebrei e cristiani ma anche la loro trasformazione nel tempo. Quella esercitata indefessamente da Corcos, politico avveduto, intellettuale complesso, attratto dalla Kabbalah e dal sabbatianesimo, fu davvero un’“arte della mediazione” pur all’interno di una strenua difesa dell’identità ebraica. Siamo di fronte a un personaggio razionale e aperto e a uno sforzo di dialogo e di conciliazione che non impediva però il ricorso a più dure proteste e denunce rivolte agli stessi pontefici per difendere gli ebrei da preconcetti e accuse, come quella, temibilissima, di omicidio rituale.
INDICE
Introduzione. Gli ebrei a Roma fra Seicento e Settecento: una storia da rivedere
1. Tra rabbini e convertiti. I Corcos, un dramma famigliare
Conversioni clamorose /Costruirsi una legittimità. I Boncompagni Corcos tra committenze artistiche e residenze nobiliari
2. Tranquillo Vita Corcos, leader dell’ebraismo romano
Una sottovalutazione storiografica
Il Talmud “sabbatiano” e “cattolico” di Praga: gli ebrei chiedono al papa il rogo/Corcos accademico e letterato/Il difensore degli ebrei
3. Il rabbino e l’odio del convertito
Il predicatore Paolo Sebastiano Medici/Il Memoriale del 1697 e la denuncia al Sant’Ufficio/Riti diabolici: una polemica a distanza
4. La ripresa dell’accusa di omicidio rituale nel Settecento e l’autodifesa degli ebrei
Ricompare l’accusa del sangue. I Memoriali del 1705 e del 1706/Il Memoriale del 1705/Il processo di Viterbo e il suo annullamento/Le accuse del predicatore Virgulti: verso una fase nuova dei rapporti tra ebrei e cristiani
5. Mantenere l’ordine in ghetto con il sostegno del papa
Scandalo in ghetto. Un caso di adulterio/L’intervento di Corcos/Il matrimonio per strada/Morale e buon governo/La risposta del tribunale del vicario
6. La pergamena misteriosa e la dissimulazione della Kabbalah
Una consulenza per il Sant’Ufficio/Angelologia e Kabbalah. Le inquietudini del rabbino/Menorah e magen David: due simboli dell’ebraismo e il loro uso magico/Amuleti proibiti e criptosabbatianesimo
Conclusioni. Una doppia personalità? Mistica e modernità
English:
The volume deals with one of the most important figures in the Italian and European Jewish world, Tranquillo Vita Corcos, rabbi and physician active in Rome between the late seventeenth and early decades of the eighteenth century.
Strangely neglected by historiography on Judaism, Corcos moved ably between them
relationships intertwined with illustrious members of Roman and Italian politics and culture – popes including - and those with the European Jewish communities, who addressed him as one indisputable authority
Vita Corcos, rabbino e medico attivo a Roma tra fine Seicento e primi decenni del Settecento.
Stranamente trascurato dalla storiografia sull’ebraismo, Corcos si muoveva abilmente tra le
relazioni intrecciate con membri illustri della politica e della cultura romana e italiana – papi
compresi –, e quelle con le comunità ebraiche europee, che si rivolgevano a lui come a una indiscutibile autorità.
Il personaggio, la vita e le opere di Corcos rinviano a una serie di tematiche storiografiche che illumina il contesto storico-culturale, non solo ebraico, dell’Italia e dell’Europa tra XVII e XVIII secolo e chiarisce quale fu la natura, essenzialmente negoziale, dei rapporti tra ebrei e cristiani ma anche la loro trasformazione nel tempo. Quella esercitata indefessamente da Corcos, politico avveduto, intellettuale complesso, attratto dalla Kabbalah e dal sabbatianesimo, fu davvero un’“arte della mediazione” pur all’interno di una strenua difesa dell’identità ebraica. Siamo di fronte a un personaggio razionale e aperto e a uno sforzo di dialogo e di conciliazione che non impediva però il ricorso a più dure proteste e denunce rivolte agli stessi pontefici per difendere gli ebrei da preconcetti e accuse, come quella, temibilissima, di omicidio rituale.
INDICE
Introduzione. Gli ebrei a Roma fra Seicento e Settecento: una storia da rivedere
1. Tra rabbini e convertiti. I Corcos, un dramma famigliare
Conversioni clamorose /Costruirsi una legittimità. I Boncompagni Corcos tra committenze artistiche e residenze nobiliari
2. Tranquillo Vita Corcos, leader dell’ebraismo romano
Una sottovalutazione storiografica
Il Talmud “sabbatiano” e “cattolico” di Praga: gli ebrei chiedono al papa il rogo/Corcos accademico e letterato/Il difensore degli ebrei
3. Il rabbino e l’odio del convertito
Il predicatore Paolo Sebastiano Medici/Il Memoriale del 1697 e la denuncia al Sant’Ufficio/Riti diabolici: una polemica a distanza
4. La ripresa dell’accusa di omicidio rituale nel Settecento e l’autodifesa degli ebrei
Ricompare l’accusa del sangue. I Memoriali del 1705 e del 1706/Il Memoriale del 1705/Il processo di Viterbo e il suo annullamento/Le accuse del predicatore Virgulti: verso una fase nuova dei rapporti tra ebrei e cristiani
5. Mantenere l’ordine in ghetto con il sostegno del papa
Scandalo in ghetto. Un caso di adulterio/L’intervento di Corcos/Il matrimonio per strada/Morale e buon governo/La risposta del tribunale del vicario
6. La pergamena misteriosa e la dissimulazione della Kabbalah
Una consulenza per il Sant’Ufficio/Angelologia e Kabbalah. Le inquietudini del rabbino/Menorah e magen David: due simboli dell’ebraismo e il loro uso magico/Amuleti proibiti e criptosabbatianesimo
Conclusioni. Una doppia personalità? Mistica e modernità
English:
The volume deals with one of the most important figures in the Italian and European Jewish world, Tranquillo Vita Corcos, rabbi and physician active in Rome between the late seventeenth and early decades of the eighteenth century.
Strangely neglected by historiography on Judaism, Corcos moved ably between them
relationships intertwined with illustrious members of Roman and Italian politics and culture – popes including - and those with the European Jewish communities, who addressed him as one indisputable authority
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Invito alla proiezione del film "Menocchio" di Alberto Fasulo, sul processo inquisitorale di fine Cinquecento contro Domnenico Scandella, detto Menocchio, mugnaio friulano . L'anteprima si terrà giorno 6 novembre al Cinema Farnese alle... more
Invito alla proiezione del film "Menocchio" di Alberto Fasulo, sul processo inquisitorale di fine Cinquecento contro Domnenico Scandella, detto Menocchio, mugnaio friulano . L'anteprima si terrà giorno 6 novembre al Cinema Farnese alle ore 20 e le proiezioni dei giorni seguenti, fino al 14 novembre, alle ore 18. L'anteprima è parte ad inviti e parte ad acquisto del biglietto alla cassa del cinema.
L'8 novembre alle ore 18, sempre al Farnese, la proiezione sarà presentata da Marina Caffiero
Si allega la locandina del film
Altre notizie alla pagina fb di Nefertiti www.facebook.com/nefertitifilm/ e al sito www.nefertitifilm.
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L'8 novembre alle ore 18, sempre al Farnese, la proiezione sarà presentata da Marina Caffiero
Si allega la locandina del film
Altre notizie alla pagina fb di Nefertiti www.facebook.com/nefertitifilm/ e al sito www.nefertitifilm.
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Si può sostenere come fa Donatella Di Cesare nel suo libro sui marrani che la vicenda del marranesimo non sia tanto un fenomeno storico del passato quanto invece costituisca una dimensione attuale e contemporanea, passibile di diventare... more
Si può sostenere come fa Donatella Di Cesare nel suo libro sui marrani che la vicenda del marranesimo non sia tanto un fenomeno storico del passato quanto invece costituisca una dimensione attuale e contemporanea, passibile di diventare metafora di molte alterità e identità duali e scisse, nonché capace di una concreta riemersione che manifesterebbe “un’innegabile persistenza” del fenomeno, peraltro non ben precisata? “E chi può dire di non essere marrano?” scrive l’autrice. Si giunge così all’affermazione della universalità della condizione di marrano e alla sua destoricizzazione. Ma allora, come si è spesso parlato di un ebreo “eterno”, così pure si può fare dei marrani?
La storia dei marrani e del marranesimo è molto più complessa, piena di distinzioni, sfumature e ambivalenze e soprattutto non è una storia passiva, schiava di una definizione identitaria imposta dall’esterno, ma è un storia fatta di uomini e donne capaci di scelte e anche di rotture profonde e di cambiamenti voluti.
La storia dei marrani e del marranesimo è molto più complessa, piena di distinzioni, sfumature e ambivalenze e soprattutto non è una storia passiva, schiava di una definizione identitaria imposta dall’esterno, ma è un storia fatta di uomini e donne capaci di scelte e anche di rotture profonde e di cambiamenti voluti.
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Dans cet ouvrage, sortent de l'oubli, des juifs baptisés clandestinement dans leur enfance et enlevés à leur famille, des juifs dénoncés sous prétexte qu'ils auraient exprimé la volonté de se convertir, des juifs « offerts » à la religion... more
Dans cet ouvrage, sortent de l'oubli, des juifs baptisés clandestinement dans leur enfance et enlevés à leur famille, des juifs dénoncés sous prétexte qu'ils auraient exprimé la volonté de se convertir, des juifs « offerts » à la religion chrétienne. Entre le XVIe et le XIXe siècle, en Italie comme dans toute l'Europe, les baptêmes forcés représentaient un phénomène social et culturel de grande importance se situant à l'origine des nombreux préjugés antisémites. L'analyse de ce phénomène permet de comprendre les racines historiques de l'antisémitisme politique des XIXe et XXe siècles et soulève des questions cruciales concernant l'histoire de la société européenne, notamment les problèmes politiques et idéologiques dus à la cohabitation de différentes religions et au rôle joué par les autorités ecclésiastiques. L'ouvrage qui porte une attention particulière à la ville de Rome, s'appuie sur une documentation très riche, entièrement inédite, provenant principalement des archives du Saint-Office.
Intervista sul sito Librairie Mollat-Bordeaux (https://www.mollat.com) su Face Book e su You Tube
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La storia degli ebrei e dei loro rapporti storici con i cristiani costituisce un capitolo centrale della storia più ampia, e oggi attualissima, della convivenza difficile di religioni e culture diverse e antagoniste e dei problemi legati... more
La storia degli ebrei e dei loro rapporti storici con i cristiani costituisce un capitolo centrale della storia più
ampia, e oggi attualissima, della convivenza difficile di religioni e culture diverse e antagoniste e dei problemi legati al rapporto con le minoranze.
La separatezza quasi istituzionalizzata esistente in Italia tra la storia degli ebrei e la storia generale della penisola – due storie che dialogano a stento – ha fatto sí che gli ebrei, come peraltro le altre minoranze,
siano diventati invisibili, sul piano storico, «ombre» o «specchi» dei cristiani, alla cui vicenda, sacra e profana, sono funzionali. E se sono invisibili non esistono. Di conseguenza, essi non sono presi in considerazione nella ricostruzione complessiva di un fenomeno, Si trascurano così le implicazioni e i suggerimenti preziosi che l’analisi degli istituzioni e dei comportamenti rivolti agli ebrei, offre per la ricostruzione storica complessiva, in particolare, mettendo in luce i limiti della percezione che noi abbiamo del nostro passato, e dunque di noi stessi, e ricordandoci, ad esempio, quanto la storia dell’antisemitismo faccia parte integrante anche della storia italiana, come avviene per gli altri paesi.
Questo volume cerca di collegare le due storie separate , e lo fa a partire dai libri, dalle persone e dalle parole per ricostruire un fenomeno generale di interazioni e legami, visto nei suoi diversi aspetti, anche quelli fatti di conflitti, paure e minacce. Le accuse di eresia, la caccia ai libri proibiti, le condanne della stregoneria e anche dei vietatissimi rapporti affettivi e sessuali tra ebrei e cristiani, il lessico del pregiudizio e della discriminazione delineano un quadro nuovo che incide sulle interpretazioni consuete dei singoli fenomeni. Ne nasce una storia sola, non più divisa, che è una storia fatta di gruppi e di individui che parlano tra di loro e operano spesso insieme. Di conseguenza, questa è anche una storia di individui nel loro rapporto con la società e nel coinvolgimento, in bene e in male , nella modernità.
Di individui e di gruppi rappresentativi - i neofiti censori dei libri, gli inquisitori, i predicatori, gli stregoni ebrei e cristiani, le coppie miste di amanti, i mercanti ebrei accusati di avvelenare i cristiani – il volume ricostruisce le storie. Ne emergono , alla fine, comportamenti caratterizzati da grande libertà rispetto ai divieti e alle norme e da notevole flessibilità e elasticità sul piano della mentalità: esso ci invitano a ripensare il passato per riprogettare, su un oggi spesso fondamentalista e irrigidito in verità e ideologie date, l’elasticità e lo scambio che abbiamo riscontrato.
ampia, e oggi attualissima, della convivenza difficile di religioni e culture diverse e antagoniste e dei problemi legati al rapporto con le minoranze.
La separatezza quasi istituzionalizzata esistente in Italia tra la storia degli ebrei e la storia generale della penisola – due storie che dialogano a stento – ha fatto sí che gli ebrei, come peraltro le altre minoranze,
siano diventati invisibili, sul piano storico, «ombre» o «specchi» dei cristiani, alla cui vicenda, sacra e profana, sono funzionali. E se sono invisibili non esistono. Di conseguenza, essi non sono presi in considerazione nella ricostruzione complessiva di un fenomeno, Si trascurano così le implicazioni e i suggerimenti preziosi che l’analisi degli istituzioni e dei comportamenti rivolti agli ebrei, offre per la ricostruzione storica complessiva, in particolare, mettendo in luce i limiti della percezione che noi abbiamo del nostro passato, e dunque di noi stessi, e ricordandoci, ad esempio, quanto la storia dell’antisemitismo faccia parte integrante anche della storia italiana, come avviene per gli altri paesi.
Questo volume cerca di collegare le due storie separate , e lo fa a partire dai libri, dalle persone e dalle parole per ricostruire un fenomeno generale di interazioni e legami, visto nei suoi diversi aspetti, anche quelli fatti di conflitti, paure e minacce. Le accuse di eresia, la caccia ai libri proibiti, le condanne della stregoneria e anche dei vietatissimi rapporti affettivi e sessuali tra ebrei e cristiani, il lessico del pregiudizio e della discriminazione delineano un quadro nuovo che incide sulle interpretazioni consuete dei singoli fenomeni. Ne nasce una storia sola, non più divisa, che è una storia fatta di gruppi e di individui che parlano tra di loro e operano spesso insieme. Di conseguenza, questa è anche una storia di individui nel loro rapporto con la società e nel coinvolgimento, in bene e in male , nella modernità.
Di individui e di gruppi rappresentativi - i neofiti censori dei libri, gli inquisitori, i predicatori, gli stregoni ebrei e cristiani, le coppie miste di amanti, i mercanti ebrei accusati di avvelenare i cristiani – il volume ricostruisce le storie. Ne emergono , alla fine, comportamenti caratterizzati da grande libertà rispetto ai divieti e alle norme e da notevole flessibilità e elasticità sul piano della mentalità: esso ci invitano a ripensare il passato per riprogettare, su un oggi spesso fondamentalista e irrigidito in verità e ideologie date, l’elasticità e lo scambio che abbiamo riscontrato.
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Una straordinaria e rara tesrimoninaza della resistenza di una giovane ebrea ai tentativi di conversione e di battesimo nella Casa dei catecumeni di Roma nel Settecento. Il diario testimonia la lunga e difficile storia dei rapporti tra... more
Una straordinaria e rara tesrimoninaza della resistenza di una giovane ebrea ai tentativi di conversione e di battesimo nella Casa dei catecumeni di Roma nel Settecento. Il diario testimonia la lunga e difficile storia dei rapporti tra ebrei e cristiani ed è di grande attualità nel richiamare alla riflessione i temi della libertà religiosa e di espressione e del rispetto dei diritti umani.
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INTRODUZIONE Scrive Leo Strauss nel suo Scrittura e persecuzione che «l'influenza del-la persecuzione sulla letteratura consiste nello spingere tutti quegli scrittori che pensano in modo eterodosso a sviluppare una peculiare tecnica... more
INTRODUZIONE Scrive Leo Strauss nel suo Scrittura e persecuzione che «l'influenza del-la persecuzione sulla letteratura consiste nello spingere tutti quegli scrittori che pensano in modo eterodosso a sviluppare una peculiare tecnica lettera-ria [...] in cui la verità sulle questioni cruciali appare esclusivamente tra le righe» 1. L'espressione «scrivere tra le righe» è al cuore del saggio, in cui è analizzato il doppio livello di stesura e di lettura di testi che si determina attraverso la scrittura metaforicamente interlineare. Una scrittura indirizzata non al lettore qualunque, ma esclusivamente «a quello fidato e intelligente», e che si avvale di tecniche e di retoriche precise. La persecuzione non è in grado di precludere l'esistenza a un pensiero indipendente e neppure può impedire del tutto che questo pensiero si esprima anche attraverso la tecnica della reticenza e dello «scrivere tra le righe». La sezione monografica di questo numero della rivista intende affron-tare il tema della censura libraria dall'età della Controriforma fino alle so-glie dell'età dei Lumi da un'ottica particolare. Si intende non tanto insistere sul versante del sistema repressivo e sui successi dell'azione disciplinante, abbondantemente studiati anche in ricerche recenti, quanto discutere l'im-magine troppo omogenea e compatta del controllo capillare esercitato dalla Chiesa e dagli Stati e la tesi della completa riuscita dei progetti ambiziosi di controllo pervasivo, o-quanto alla Chiesa-di pretese universalistiche. Per ciò che riguarda Roma, le mire vastissime della censura cattolica dovettero fare i conti con ostilità e concorrenze di vario genere, tanto da parte di gran parte dei paesi europei, quanto negli stessi territori italiani, in particolare a Venezia. Inoltre, una volta superata l'emergenza della lotta antiprotestante e mentre gli autori cattolici stessi cominciavano a diventare l'oggetto princi-pale delle attenzioni dei censori e dei redattori degli Indici, si delinearono forme e metodi di più facile inganno degli ingranaggi repressivi e di vera e propria consapevole trasgressione. In generale, in Europa, il mercato librario e dell'informazione affamato di titoli e notizie, i soggetti (autori e lettori) più audaci e capaci di eludere le regole e i meccanismi della censura-come i cosiddetti libertini, i gazzettieri e i membri della «Repubblica delle lettere»-, i vari mediatori culturali-tra i quali si annoverano gli stessi censori con i loro complessi rapporti con i censurati, i librai, i bibliotecari e anche gli ebrei-, nonché pratiche diffuse anche se proibite, come la ricerca e il possesso di libri vietati, infine le licenze di lettura concesse ai dotti e ai nobili, libelli, avvisi....
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L'attività di Lorenzo Ganganelli in qualità di consultore del Sant'Uffizio è ben nota agli storici soprattutto attraverso il famoso "voto" sull'ac-cusa di omicidio rituale rivolta agli ebrei, redatto e presentato in Sant'Uffizio alla fine... more
L'attività di Lorenzo Ganganelli in qualità di consultore del Sant'Uffizio è ben nota agli storici soprattutto attraverso il famoso "voto" sull'ac-cusa di omicidio rituale rivolta agli ebrei, redatto e presentato in Sant'Uffizio alla fine del 1759. Il votum ganganelliano è ben noto in quanto in esso l'accusa era coraggiosamente definita quale "pregiudi-zio", "impostura" e "calunnia" 1. Non è questa la sede per riprendere la questione relativa alla forte distorsione storiografica a cui per molto tempo è stato sottoposto il votum, se non per ribadire ciò che general-mente non viene precisato e che invece ha grande rilievo per l'inter-pretazione storica dell' episodio: vale a dire, che il parere di Ganganelli restò inedito e segreto fino alla fine dell'Ottocento, che l'autore non era né cardinale né tanto meno pontefice quando lo scrisse-ciò che ren-deva la sua presa di posizione assai meno cogente di quanto si pensi....
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Sainteté et conversions entre histoire et anthroPologie. Le développement important, ces dernières années, des recherches sur les thèmes de la sainteté et de l'hagiographie a démontré avec éclat combien les procès de canonisation... more
Sainteté et conversions entre histoire et anthroPologie. Le développement important, ces dernières années, des recherches sur les thèmes de la sainteté et de l'hagiographie a démontré avec éclat combien les procès de canonisation représentent des sources d'un grand intérêt non seu-lement pour l'histoire religieuse et dévotionnelle, mais aussi pour l'histoire sociale et culturelle dans son ensemble. Le phénomène de la sainteté constitue d'ailleurs une expérience religieuse qui réunit en elle de nombreuses dimensions et fonctions, bien au-delà de celles qui touchent à la spiritualité, à la théologie et au vécu religieux : la dimension sociale, en tant qu'il constitue un facteur de cohésion et d'identification du groupe ou de la communauté d'ap-partenance ; la dimension institutionnelle, en tant qu'élément qui fonde et légi-time les structures ecclésiastiques ; la dimension politique, étant donné que la sainteté est connexe au problème du pouvoir, que l'on considère les pouvoirs du saint ou ceux de celui qui le proclame tel et en fait un instrument de son autorité 1. À cela s'ajoute, et ce n'est certes par un point d'importance secon-daire, la dimension culturelle, qui doit être entendue soit par rapport à la production hagiographique, qui constitue à la fois un genre littéraire et narratif et un instrument de construction de la mémoire historique, soit par rapport aux implications historico-anthropologiques des témoignages hagiographiques. Se posent ainsi les problèmes historico-culturels de la relation entre hagiogra-phie et histoire, et de l'hagiographie comme source historico-anthropologique.
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Il rabbino, il convertito e la superstizione ebraica. La polemica a distanza fra Tranquillo Vita Corcos e Paolo Sebastiano Medici, in Prescritto e proscritto. Religione e società nell'Italia moderna (secc. XVI-XIX), a cura di A. Cicerchia, G. Dall'Olio, M. Duni, Carocci editore, 2015, pp. 127-150more
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Research Interests: History and Antropology
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Marina Caffiero, Ecrire au féminin: une nouvelle recherche en Italie Recemment en Italie, dans le domaine de l'histoire des femmes et du gender, se sont multiplié les recherches sur les écrits féminins de mémoire, de la narration de soi... more
Marina Caffiero, Ecrire au féminin: une nouvelle recherche en Italie Recemment en Italie, dans le domaine de l'histoire des femmes et du gender, se sont multiplié les recherches sur les écrits féminins de mémoire, de la narration de soi ou de la communauté d'appartenance, produits par des femmes laiques ou par des religieuses à l'époque moderne
Research Interests:
Ho trattato in altra sede di scritture di memoria femminile e di racconto di sé e della comunità di appartenenza prodotte dalle religiose in età moderna, specificatamente nel contesto romano 1. Intendo ora affrontare il versante laico... more
Ho trattato in altra sede di scritture di memoria femminile e di racconto di sé e della comunità di appartenenza prodotte dalle religiose in età moderna, specificatamente nel contesto romano 1. Intendo ora affrontare il versante laico delle scritture cosiddette du for privé redatte da donne-diari, autobiografie spirituali, biografie, libri di conti e di famiglia, lettere, carte di memoria. Si tratta di un ampio ventaglio di scritture del sé, o di ego-documenti 2 , emerso nel corso di una vasta ricerca negli archivi romani che ha inteso censire e catalogare gli scritti inediti – non letterari né autoriali – delle donne per l'età moderna e contemporanea. La ricerca, che ha portato e sta ancora portando alla luce un vastissimo patrimonio di autografi femminili fino ad oggi sconosciuto, ha dato vita alla pubblicazione dei documenti più interessanti all'interno della Collana editoriale La memoria restituita. Fonti per la storia delle donne, curata da Manola Ida Venzo e da chi scrive, per i tipi delle edizioni Viella, giunta oramai al quinto volume 3. * Il saggio riproduce in italiano, con piccole variazioni, il mio contributo Textes et contextes. Les écrits féminins privés à Rome au XVIIIe siècle: journaux intimes et autobiographies entre subjectivités individuelles et appartenances socioculturelles, di prossima pubblicazione negli atti del convegno internazionale " C'est moi que je peins " : individu et liens sociaux dans les écrits du for privé en Europe de la fin du Moyen Age à 1914, tenutosi a Conques nei giorni 25-27 settembre 2008 e organizzato dall'Université de Toulouse-Le Mirail nell'ambito della ricerca del CNRS Ecrits du for privé en Europe de la fin du Moyen Age à 1914. Sul progetto europeo First Person Writings in European Context si veda l'intervento di J. Ruggiu e S.Mouysset su questo giornale.
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Una ricostruzione e una definizione dell'antigesuitismo in età moderna, delle sue traiettorie diversificate e molteplici, sia per quanto riguarda i diversi ambiti geografico-politici interessati, sia soprattutto per quanto concerne la... more
Una ricostruzione e una definizione dell'antigesuitismo in età moderna, delle sue traiettorie diversificate e molteplici, sia per quanto riguarda i diversi ambiti geografico-politici interessati, sia soprattutto per quanto concerne la qualità dei discorsi, dei linguaggi e delle rappresentazioni messe in scena , non possono prescindere-come è stato giustamente precisato nel progetto iniziale del convegno che ha unito le nostre ricerche-dalla dinamica che lega e collega le due posizioni di accusa e di autodifesa. Le aspre lotte che contrappongono gesuiti e antigesuiti hanno tutte lo scopo di minare e distruggere la legittimità religiosa del nemico, del quale si nega la qualità di cristiano e che viene percepito e presentato come eretico, all'interno di una comune visione di demonizzazione dell' «altro» 1. Disputato tra fazioni rivali e sostanzialmente politicizzato, «l'assoluto della fede si trasforma in semplice opinione» 2 , e dunque si relativizza e diventa discutibile e confutabile: e mentre qui, in questi conflitti dottrinali che diventano politici, si colloca, secondo molti autori. una delle spinte al distacco dalla religione in antico regime, retorica e linguaggio assumono un ruolo determinante all'interno dello scontro. La mia ipotesi si articola intorno ai seguenti spunti di riflessione: ferme restando le distanze profonde esistenti dal punto di vista dei contenuti concreti del conflitto tra gesuiti e antigesuiti, che ovviamente contano e vanno considerati, va posto in evidenza il discorso di metodo. Da quest'ottica, la radicalità dei modi della polemica e dei linguaggi è comune e condivisa dalle due parti. Il bisogno della propria legittimazione e della definizione di identità passa attraverso la distruzione dell'avversario, visto come male radicale, e ha come presupposto la incertezza di entrambi i fronti davanti all'avversario polemico e il timore di essere confusi con quello. Tuttavia, le due posizioni in contrasto non sono però autonome né indipendenti, per diversi motivi. Innanzi tutto, sono spesso proprio l'autodifesa gesuitica e la ricerca della legittimazione a innescare o a rimettere in moto le accuse e le critiche, in un rapporto di reciprocità permanente tra i due «campi di discorso». In secondo luogo, i due linguaggi antagonistici sono non soltanto interrelati, ma tra loro profondamente articolati e solidali, nel senso di uno scambio continuo di tesi, di testi, di immagini, di strategie, di miti retorici, di paradigmi interpretativi che passano tra gesuiti e antigesuiti, in un rapporto di circolarità. Esso, inoltre, mette in campo l'assoluta centralità del libro e della diffusione della produzione libraria all'interno di questi processi. Dunque, esiste una solidarietà forte tra i due discorsi, costitutiva di ciascuno di essi: un insieme di discorsi e di rappresentazioni concorrenti, simmetriche e speculari, situati all'interno di un campo unificato da identici riferimenti e dalla costituzione di finalità sostanzialmente comuni sul piano della ricerca di legittimazione e di autorità. Paradossalmente, anzi, si potrebbe sostenere che l'antigesuitismo in quanto tale non esiste – anche se può certamente esistere anche da solo, senza i gesuiti « reali»-, e non soltanto per l'ovvia constatazione che ogni movimento che si qualifica come «anti» qualcosa ha bisogno di quel qualcosa per definirsi, ma per il fatto che non sussistono due sistemi interamente opposti e autonomi.
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PRESENTAZIONE DEL VOLUME 7 NOVEMBRE 2018 , ORE 17, BIBLIOTECA DI STORIA MODERNA E CONTEMPORANEA - ROMA
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Convegno internazionale del gruppo italo-francese di studi ebraici
Convegno Internazionale / Colloque international Pisa, lunedi 25 e martedi 26 marzo 2019 / Pise, les lundi 25 et mardi 26 mars 201
Convegno Internazionale / Colloque international Pisa, lunedi 25 e martedi 26 marzo 2019 / Pise, les lundi 25 et mardi 26 mars 201
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Interventi di Sofia Boesch Gajano, Marina Caffiero, Simona Feci, Anna Esposito, mons. Enrico Feroci, Franco Franceschi, Marina Montesano, Gabriella Piccinni
Con un intervento di Rossana Campo
Con un intervento di Rossana Campo
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Presentazione del libro di M. Caffiero "Il grande mediatore. Tranquillo Vita Corcos, un rabbino nella Roma dei papi", 28 marzo 2019, ore 17,30, Museo ebraico di Roma.
Intervengono Riccardo Di Segni e Alessandro Zuccari
Intervengono Riccardo Di Segni e Alessandro Zuccari
